Ipocondria:
la Guida da leggere se vuoi
affrontare la paura delle malattie

ipocondria
  • Ti sei mai ritrovato a pensare di avere una malattia grave?

  • magari preoccupandoti anche quando hai sintomi trascurabili?

  • e non riuscendo a smettere di pensarci nonostante le rassicurazioni dei medici?

Allora potresti soffrire della cosiddetta Ipocondria.

Posso capirti:

Sentire e pensare di avere una malattia grave può essere un vero e proprio incubo e ti può impedire di vivere la tua vita con tranquillità.

Infatti questa condizione porta a mettere spesso in discussione il proprio stato di salute e a preoccuparsi costantemente per le proprie condizioni mediche, anche quando non sembrano esserci motivi validi per farlo.

Ecco perché nell’articolo di oggi andremo a vedere cos’è, come si manifesta, quali ne sono le cause e quali i migliori trattamenti e strategie per affrontarla.

Al solito ho cercato di raccogliere il miglior materiale possibile sull’argomento, derivante anche dall’esperienza mia e di altri colleghi.

Troverai tanti spunti importanti su cui lavorare.

Ma prima di cominciare devo sottolineare una cosa:

Oggi questa condizione è stata ridefinita come “Disturbo d’Ansia di Malattia“, ma all’interno dell’articolo andrò ad utilizzare i 2 termini in maniera interscambiabile.

Giusto per chiarire.

Sei pronto?

Cominciamo…

Conosci qualcuno che non fa altro che cercare ossessivamente i suoi sintomi su Google? Inviagli questo articolo e magari riuscirai a fargli risparmiare un bel po’ di tempo 🙂 Grazie!

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Indice dei contenuti

CHI È L’INDIVIDUO IPOCONDRIACO?

In generale, chi sperimenta questa condizione tende ad avere preoccupazioni eccessive per il suo stato di salute. Qualsiasi sintomo fisico o malattia trascurabile tende ad aumentare lo stato d’ansia e le preoccupazioni riguardo la propria salute generale.

L’individuo ipocondriaco può essere perciò definito come colui che sente una paura eccessiva e costante di avere malattie gravi.

Spesso queste preoccupazioni permangono nonostante i numerosi esami e le rassicurazioni del personale medico.

occhi impauriti

Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5) ha inserito il termine Disturbo d’Ansia di Malattia, provando a definire meglio questa condizione. Non solo questo termine definisce più chiaramente la condizione come caratterizzata dall’ansia, ma tende anche a definire meglio i sintomi.

Questo disturbo è una condizione a lungo termine che può fluttuare in gravità e può aumentare con l’età o durante i periodi di stress.

L’eccessiva ansia può portare – oltre ai sintomi fisici che vedremo tra poco – a gravi disagi che possono rendere letteralmente impossibile una vita serena.

QUALI SONO I SEGNI E SINTOMI PIÙ COMUNI?

I sintomi del Disturbo d’Ansia di Malattia, come abbiamo visto poco fa, riguardano una preoccupazione eccessiva di essere gravemente malati basata su sensazioni corporee minime (es. dolori articolari) o sintomi trascurabili (es. un mal di testa).

L’elemento fondamentale è che non sia stata diagnosticata una malattia seria o che l’ansia non sembri essere giustificata rispetto al disturbo presente. Ciò può essere facilmente verificato attraverso una o più valutazioni mediche.

Se, al contrario, viene diagnosticata una patologia allora i sintomi ansiosi possono essere assolutamente giustificati dalla condizione stessa: in questo caso non si può parlare di ipocondria.

È superfluo dirlo:

A livello comportamentale, gli individui ipocondriaci tendono a fissarsi sulle loro sensazioni fisiche e sul loro stato di salute generale. Possono parlare delle loro preoccupazioni e dei sintomi con la famiglia e gli amici, spesso in maniera ossessiva.

Possono recarsi dal dottore per ogni minimo disturbo ed è difficile per loro accettare che dalle analisi non c’è nulla che non va.

Questo li porta a mettere in discussione la competenza del medico, cercare continuamente nuove opinioni e a sottoporsi a continui esami.

Ecco cosa avviene quando vivi questa condizione:

  • Provi iniziali preoccupazioni legate al fatto che qualcosa non vada in te.
  • Nel tempo queste preoccupazioni ti creano ansia.
  • L’ansia provoca sintomi fisici nel tuo corpo.
  • I sintomi fisici diventano quindi fonte di preoccupazione, rendendoti più convinto che ci sia qualcosa di serio, e ciò a sua volta…
  • crea ulteriore ansia e maggiori sintomi fisici, dai quali sembra impossibile ottenere sollievo in quanto i test medici non indicano nulla di insolito.

Un circolo vizioso che non sembra avere mai fine e che può anche intaccare la tua autostima.

uomo preoccupato

Ma quali sono tutti i sintomi che si possono manifestare in questo disturbo?

Il DSM 5 utilizza i seguenti criteri per definire l’Ipocondria:

  • Preoccupazione eccessiva di avere una malattia grave o paura di ammalarsi.
  • Presenza di lievi o moderati sintomi somatici.
  • Presenza di ansia e reattività molto elevate.
  • Evitamento di persone, luoghi o attività per timore di rischi per la salute.
  • Tendenza conseguente ad avere una profonda sensazione di solitudine.
  • Tendenza a monitorare costantemente la propria salute.
  • Controllare ripetutamente il proprio corpo per segni o sintomi.
  • Parlare costantemente della propria salute e di malattie.
  • Cercare spesso su internet le cause dei sintomi o possibili malattie.
  • Tendenza a cercare sempre nuovi pareri, controlli ed esami medici.
  • Trovare poca o nessuna rassicurazione dalle frequenti visite mediche o dai risultati negativi dei test.
  • L’ansia e le preoccupazioni durano da almeno 6 mesi, anche se le paure specifiche possono cambiare (es. tipo di malattia, zona del corpo).
  • Le preoccupazioni non sono collegate ad altri disturbi mentali.
  • Se esiste una condizione medica verificabile o l’individuo è in una categoria ad alto rischio, non ci sono indicatori attuali di una patologia grave e l’ansia è sproporzionata rispetto alla realtà oggettiva.

Mi segui ancora?

Bene!

Perché dopo aver visto quali sono i sintomi di questo disturbo, passiamo ora ad esaminare le cause per poi andare direttamente a trattare i migliori trattamenti e le strategie per affrontarlo.

Andiamo avanti…

QUALI SONO LE CAUSE DELL’IPOCONDRIA?

Sebbene non esista una causa esatta di questo disturbo, esistono alcuni fattori che possono contribuire al suo sviluppo.

Vediamoli..

  1. Familiarità: diversi studi hanno sottolineato la maggior probabilità che un individuo sia ipocondriaco se un familiare ne soffre o ne ha sofferto in passato.
  2. Esperienze passate (infanzia): l’infanzia ha come sempre un ruolo determinante. Esperienze quali abusi, malattie o traumi possono contribuire in larga parte a questa patologia.
  3. Stress e difficoltà quotidiane: lo stress che incontriamo nella vita di tutti i giorni può, col tempo, contribuire a varie forme di ansia e all’emergere dei sintomi dell’ipocondria. Tra le esperienze particolarmente traumatiche ci sono la malattia grave o la morte di un membro della famiglia.
  4. Altri disturbi mentali: depressione, ansia, disturbo ossessivo compulsivo e anche alcune forme di psicosi o paranoia possono far emergere sintomi ipocondriaci.

ragazza stressata

Complicazioni

Il Disturbo d’Ansia di Malattia è spesso associato a:

  • Problemi relazionali e familiari poiché le eccessive preoccupazioni possono frustrare gli altri e allontanarli.
  • Problemi a livello lavorativo dovuti anche alle continue assenze.
  • Problemi di funzionamento nella vita quotidiana e possibile disabilità.
  • Problemi finanziari dovuti a visite e spese mediche eccessive.
  • Altri disturbi mentali come i disturbi somatici, altri disturbi d’ansia, depressione o disturbi di personalità.

Se mi hai seguito fin qui mi congratulo con te.

Siamo finalmente arrivati alla parte pratica!

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QUALI SONO I MIGLIORI TRATTAMENTI
PER LA CURA DELL’IPOCONDRIA?

Gli individui ipocondriaci perciò, come abbiamo visto, tendono a fare molte visite mediche per trovare un po’ di sollievo e rassicurazione.

Dopo aver accertato che non esistono condizioni mediche particolari la cosa migliore da fare è quella di rivolgersi ad un professionista della salute mentale (psicologo, psicoterapeuta, psichiatra), il quale potrà valutare la situazione e scegliere il trattamento più opportuno.

In ogni caso esistono alcune strategie che, insieme alla terapia o agli eventuali farmaci, possono aiutare chi soffre di questo disturbo a gestirne meglio i sintomi.

Le vedremo tra poco.

I possibili trattamenti

L’obiettivo del trattamento è ovviamente quello di comprendere le cause del disturbo ma anche di aiutare chi ne soffre a gestirne meglio i sintomi, così come ritrovare l’abilità di funzionare nella vita quotidiana.

I 2 trattamenti più efficaci sono:

1) La psicoterapia: può aiutare ad imparare alcune abilità fondamentali e trovare nuove strade per gestire le preoccupazioni. Alcuni esempi:

  • Identifica le tue paure e convinzioni sull’avere una grave malattia.
  • Ti insegna a trovare nuovi modi per interpretare le tue sensazioni corporee.
  • Ti permette di acquisire consapevolezza di quanto le tue preoccupazioni influenzano il tuo comportamento.
  • Ti aiuta a cambiare il modo in cui rispondi ai sintomi, all’ansia e allo stress.
  • Riduce la tendenza ad evitare le situazioni che possono scatenare i sintomi.
  • Riduce la tendenza a focalizzarsi eccessivamente sul proprio corpo ed a ricercare continue rassicurazioni mediche e non.
  • Può individuare e trattare altri disturbi mentali correlati (es. ansia e depressione).

2) I farmaci: I più comuni sono gli antidepressivi (es. gli inibitori selettiva della ricaptazione della serotonina SSRIs).

LE MIGLIORI STRATEGIE PER
AFFRONTARE L’IPOCONDRIA

In questa parte finale dell’articolo, ho raccolto alcune delle strategie migliori per poter gestire i propri sintomi ansiosi tipici di questo disturbo.

Vediamole:

Come sempre sottolineo che queste sono indicazioni di base e nei casi più seri è sempre opportuno rivolgersi ad un professionista esperto.

1) Sviluppa una relazione di supporto con il tuo medico

Prova a smetterla di saltare di dottore in dottore.

Ciò aumenta la probabilità che tu possa ottenere diagnosi diverse e sottoporti a test non necessari. Cerca qualcuno di cui tu ti possa fidare, che comprenda il tuo problema e ne capisca il significato.

Poi cerca di bloccare l’impulso a cambiare.

Fatti aiutare dal medico ad effettuare esami accurati così da poterti accertare che non ci siano patologie rilevanti.

Pianifica appuntamenti di routine con il medico, ma evita di andare tra una visita e l’altra.

Se inizi a sentirti ansioso respira profondamente e cerca di spostare la tua attenzione su qualcos’altro, per quanto possibile.

visita medica

2) Impara a leggere il tuo corpo

È facile credere di avere una condizione grave se si sentono alcuni sintomi (es. dolore al petto, mal di testa forti), ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ansia.

L’ansia può infatti simulare i sintomi di molte patologie organiche e ciò rende il tutto ancora più problematico:

Ad es. la semplice mancanza di fiato o respiro corto, tipici dell’ansia, possono portare a pensare di avere un problema cardiaco o polmonare. Ciò causa ulteriore ansia e sintomi molto più intensi.

Se i tuoi esami fisici sono a posto, tutte queste manifestazioni sono sicuramente sintomi ansiosi. Impara a leggerli sul tuo corpo e prova ad interrompere il continuo bisogno di monitorare la pressione sanguigna o la temperatura.

Non è assolutamente semplice lo capisco, ma è possibile.

3) Evita di ricercare i tuoi sintomi online

Cercare su Google i tuoi sintomi per sapere di che malattia soffri è probabilmente un comportamento tipico per te, ma non fa che aumentare l’ansia.

Internet è pieno di siti poco affidabili e non dovresti mai e poi fare una diagnosi sul tuo caso attraverso un articolo (compresi i miei).

Ciò che trovi online può essere solo il punto di partenza per farsi un’idea generale, mai un punto di riferimento affidabile. Come ho sottolineato praticamente in tutti i miei articoli l’autodiagnosi è da evitare categoricamente.

Se vuoi una diagnosi affidabile, allora rivolgiti ai professionisti della salute mentale.

4) Sfida i tuoi pensieri

Prova a prendere un foglio e dividilo in 2 colonne.

Scrivi le tue preoccupazioni nella prima e alcuni pensieri alternativi e più bilanciati nella seconda.

Ad esempio nella prima potresti scrivere “questo mal di testa potrebbe essere un tumore!” e nella seconda “il mal di testa è spesso un segno di ansia e stress“.

5) Occupa la tua mente

Tieniti occupato e circondati di amici e parenti. Rinchiuderti in casa non farà che peggiorare l’ansia e lasciare la tua mente aperta a pensieri negativi.

Se la tua ipocondria ti impedisce di uscire di casa è il caso di chiedere aiuto e non rimandare.

Se hai bisogno di tempo per te stesso, l’esercizio fisico è un ottimo modo di svuotare la mente: correre, fare yoga e lo sport in generale sono ottimi. Non è necessario uno sforzo intenso, anche solo fare una passeggiata o portare al parco il cane può calmare i tuoi pensieri.

Prova, inoltre, a ricominciare a fare le cose che stavi evitando a causa delle tue preoccupazioni. Se la tua mente è occupata i tuoi sintomi tendono a diminuire.

amici

6) Cerca l’aiuto di un terapeuta e/o psichiatra

Come abbiamo visto poco fa, la psicoterapia è un trattamento molto efficace nell’ipocondria e può insegnarti specifiche strategie per affrontare al meglio i tuoi sintomi.

A volte questo disturbo prevede anche la possibilità di far uso di farmaci che possano diminuire le manifestazioni ansiose. Puoi parlarne con il tuo medico.

Inoltre, anche i gruppi di supporto hanno mostrato una grande validità: il gruppo può permetterti di connetterti e confrontarti con altre persone che hanno difficoltà simili.

E ciò può farti capire che non sei solo.

Mai.

CONCLUSIONE

Siamo finalmente giunti alla conclusione di questo articolo!

Spero ti sia piaciuto.

Ma soprattutto spero ti abbia dato degli spunti per lavorare su questa problematica che, come abbiamo visto, può diventare realmente invalidante.

Perciò, come ho sottolineato anche in altri articoli, non limitarti a leggerlo una sola volta e dimenticarlo dopo un paio di giorni.

Salvalo nei preferiti e ritorna a leggerlo, ma soprattutto applicalo così da valutare tu stesso i miglioramenti che ottieni.

In ogni caso, se senti di non riuscire ad affrontare la situazione da solo puoi contattarmi come sempre a questa pagina.

Se hai qualche idea da condividere o vuoi farmi qualche domanda puoi farlo come sempre nei commenti.

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20545492
– American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. 5th. American Psychiatric Association; 2013.
– Bing, P., Qing, Z., Huitzong, T., Bingren, Z., Wei, W. (2018). Hypochondriac concerns and correlates of personality styles and affective states in bipolar I and II disorders, BMC Psychiatry, 18:398.
– Freud, S. (2015). Ossessioni, fobie e paranoia. Newton Compton.
– Magariños, M., Zafar., U., Nissenson, K., Blanco, C. (2002). Epidemiology and treatment of hypochondriasis, CNS Drugs, 16(1):9-22.

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2 commenti
  1. Lucia
    Lucia dice:

    L’articolo che ho letto è molto interessante e mi ha dato buoni spunti a riflettere. Proverò a mettere in atto anche i consigli pratici come ad esempio quello delle 2 colonne.

    Rispondi

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