Perfezionismo Patologico: Come guarire
superando la paura di fallire

Perfezionismo patologico
Ultimo Aggiornamento: 15 Aprile 2024 di Francesco Minelli
  • Ti sei mai sentito come se non fossi mai abbastanza bravo?

  • Come se non potessi accettare il minimo sbaglio o errore?

  • e fossi così ossessionato dal raggiungere la perfezione da non riuscire a trovare pace?

Allora devi assolutamente leggere l’articolo di oggi.

Ti parlerò infatti di Perfezionismo (specialmente quando è Cronico o Patologico).

La società in cui viviamo ci spinge costantemente ad essere perfetti in ogni aspetto della nostra vita: perfetti bambini, studenti, lavoratori, genitori, partner. La pressione a dover essere perfetti a tutti i costi può essere schiacciante, soprattutto quando ci rendiamo conto che è irraggiungibile e poco sana.

Molte persone si sentono di dover vivere la propria vita seguendo un “copione” e una lista di obiettivi da raggiungere, senza la possibilità di fare il benché minimo errore o ritardo nella tabella di marcia.

Ecco perché in questo articolo comincerò spiegandoti innanzitutto cosa si intende per Perfezionismo, quali ne sono i segni e sintomi distintivi, le cause e gli effetti negativi sulla salute e poi ti darò al solito le migliori strategie per arrivare a guarire e superare la tendenza ad essere sempre perfetti.

Ho raccolto tutte le informazioni più aggiornate e al solito ho inserito anche risorse e riferimenti bibliografici, in fondo all’articolo, se vuoi approfondire.

Sei pronto?

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COS’È IL PERFEZIONISMO?

Il perfezionismo è spesso definito come il bisogno di essere o apparire perfetti, o persino di credere che sia possibile raggiungere la perfezione.

Di solito viene considerato un tratto positivo che aumenta le probabilità di successo piuttosto che un difetto, ma in realtà può portare a pensieri negativi e ad una forte tendenza a giudicare aspramente se stessi.

Il perfezionista, infatti, si pone degli standard molto elevati e praticamente impossibili da raggiungere e finisce per non valutare mai abbastanza buono ciò che fa.

Succede spesso:

Le persone usano il termine “perfezionismo sano” per descrivere o giustificare comportamenti perfezionistici.

Alcuni confondono la tendenza ad essere perfetti con la motivazione al cambiamento, ma raramente è così. Infatti quando il perfezionismo diventa patologico ha effetti negativi sulla propria serenità e soddisfazione nella vita.

Anche se non è un disturbo psicologico a sé, il perfezionismo è collegato a vari problemi di salute mentale quali ansia, depressione, vergogna tossica o disturbo Ossessivo-Compulsivo.

QUALI SONO I SINTOMI E
SEGNI DEL PERFEZIONISMO?

Per riconoscere un perfezionista (o riconoscere i tratti in se stessi) occorre fare attenzione ad alcuni comportamenti e atteggiamenti specifici.

In particolare, i perfezionisti hanno aspettative eccessivamente alte per se stessi e per gli altri e non sembrano accorgersene consciamente.

Riescono a cogliere rapidamente tutti i possibili difetti e diventano critici di qualsiasi errore. Tendono a procrastinare i loro progetti (lavorativi, relazionali e di vita) per la paura di fallire, ignorano i complimenti e non riescono a celebrare i loro successi.

È proprio così:

Ci lasciamo sedurre dalla perfezione per una semplice ragione: crediamo che la perfezione ci proteggerà.

Il perfezionismo ci convince che se viviamo in maniera perfetta, appariamo perfetti e agiamo senza fare errori, potremo eliminare o evitare il dolore della colpa, del giudizio e della vergogna.

donna allo specchio

Vediamo ora i segni e comportamenti specifici del perfezionismo:

  • Avere alti standard e aspettative.
  • Sentirsi sempre sotto pressione per soddisfare queste aspettative
  • Avere bisogno di un’organizzazione e struttura chiara
  • Paura eccessiva del fallimento
  • Avere molti dubbi verso se stessi e insicurezze
  • Dare molto peso a piccoli errori e considerarli fallimenti
  • Intensa paura di essere rifiutati o giudicati
  • Eccessivo rimuginio o autocritica
  • Forte tendenza a pianificare tutto in anticipo
  • Avere bisogno di regole, aspettative e istruzioni esatte
  • Ipersensibilità alle critiche e ai feedback negativi
  • Modelli di pensiero rigidi (bianco e nero)
  • Autostima dipendente dal successo.
  • Forte ambizione

Inoltre, il perfezionista si comporta in modo tale da ricercare sempre rassicurazioni dagli altri su qualsiasi attività o compito, così da accertarsi di raggiungere i suoi standard. La tendenza ad organizzare tutto e la procrastinazione sono altri due comportamenti tipici, dovuti all’impossibilità di tollerare il benché minimo errore.

Andiamo adesso a parlare dei diversi tipi di perfezionismo.

I tipi di Perfezionismo

Esistono 3 tipi di perfezionismo che hanno delle similarità ma anche alcune differenze chiave. Questi sono:

1) Perfezionismo legato agli standard personali: questa tipologia porta a cercare di essere perfetti per motivarsi a raggiungere obiettivi personali elevati. Questa modalità è meno incline a comportamenti autodistruttivi o ad un eccessivo stress. Gli altri possono pensare che tu abbia standard troppo elevati, ma per te sono motivanti.

2) Perfezionismo auto-critico: in questo caso ti senti sempre inadeguato o come se non riuscissi mai a raggiungere i tuoi obiettivi. La mancanza di speranza può portare a forte stress, ansia, vergona e tentativi di evitare tutte le situazioni nelle quali si possono commettere degli errori.

3) Perfezionismo prescritto socialmente: in questo caso la tendenza ad essere perfetti è dovuta ad una fonte esterna. Alcuni esempi possono essere lavori che richiedono la massima precisione oppure gli standard della società che porta a livelli sempre più alti di prestazioni e confronto con gli altri. Le aspettative della società portano spesso a questa modalità perfezionistica.

Mi segui ancora?

Bene!

Perché adesso andremo ad esplorare quali sono le possibili cause del perfezionismo.

QUALI SONO LE CAUSE E COME
NASCE IL PERFEZIONISMO?

Il perfezionismo nasce dalla convinzione che il proprio valore sia basato sui propri risultati: la pressione interna ad essere perfetti risulta così il modo migliore per ottenere accettazione, amore e apprezzamento ed evitare il fallimento o la vergogna.

Dietro il perfezionismo, quindi, si nasconde la paura del fallimento e la sensazione di inadeguatezza legata alle proprie esperienze infantili e non.

Il perfezionismo nasce spesso in famiglia: alcune famiglie incoraggiano attivamente un atteggiamento perfezionistico: in pratica la perfezione è lo standard di normalità e se non viene mantenuto si rischiano punizioni, umiliazioni così come il silenzio punitivo e l’abbandono.

Se vuoi andare a fondo e comprendere bene le cause ti consiglio di valutare la possibilità di iniziare un percorso terapeutico, perché a volte queste tendenze vengono trasferite da una generazione all’altra e ci sono sensazioni molto difficili (es. la vergogna) che questi comportamenti cercano di evitare.

uomo teso e disperato

Il perfezionismo è la convinzione per la quale se viviamo, appariamo o ci comportiamo perfettamente, allora potremo minimizzare o evitare il dolore dei sensi di colpa, dei giudizi o della vergogna.

(B. Brown)

Ricapitolando, tra le cause più comuni di Perfezionismo abbiamo:

  • Aspettative eccessive e rigide dei genitori
  • Genitori critici, umilianti o violenti
  • Paura del giudizio e della disapprovazione
  • Aspettative culturali eccessive
  • Elogi eccessivi nei confronti dei risultati ottenuti
  • Bassa autostima
  • Tentativi disperati di avere il controllo in ogni situazione
  • Bullismo nel contesto scolastico o dei pari
  • Traumi psicologici
  • Pensiero dicotomico imparato dal contesto di appartenenza.

Altro punto importante:

I bambini piccoli hanno un fortissimo desiderio di compiacere gli adulti, anche se sono aggressivi e rigidi. Non hanno le abilità cognitive o l’esperienza di vita per comprendere che a volte gli adulti sbagliano e sono alla mercé degli adulti quando si tratta di costruire il senso del loro valore.

Andiamo adesso a vedere quali possono essere gli aspetti negativi che questi comportamenti possono avere sulla nostra salute mentale.

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GLI EFFETTI NEGATIVI DEL
PERFEZIONISMO SULLA SALUTE MENTALE

Quando portata all’estremo, la ricerca della perfezione può condurre a effetti negativi molto seri quali la continua procrastinazione, la tendenza ad evitare sfide e obiettivi importanti, il pensiero rigido tutto-o-niente, il confronto e la comparazione tossica (es. “gli altri fanno sempre meglio di me..“).

Eccone alcuni:

Come avrai capito, questa modalità di sentire, pensare e comportarsi può essere alla base di tantissime problematiche di salute mentale.

Ecco perché è così importante conoscerla.

Siamo arrivati finalmente alla parte pratica!

Ora ti fornirò infatti tutta una serie di strategie per iniziare a guarire, affrontare e superare il perfezionismo!

COME GUARIRE E SUPERARE
IL PERFEZIONISMO PATOLOGICO?
LE MIGLIORI STRATEGIE

A questo punto immagino ti starai chiedendo:

“Ok dottore, forse tendo ad avere atteggiamenti e comportamenti perfezionistici ma come è possibile guarire o superare tutto ciò?”

Ottima domanda.

In questa parte finale dell’articolo, come sempre, ho raccolto le migliori strategie per superare il perfezionismo patologico.

Sarò sincero:

Semplicemente leggendo queste strategie non cambierà nulla.

La pratica è assolutamente fondamentale se si vogliono vedere miglioramenti nella propria vita. Quindi, rifletti bene sul fatto che se non applicherai quello che sto per dirti cambierà ben poco.

Se hai ben chiaro questo punto passiamo a vederle.

1) Diventa consapevole delle tue tendenze

Come sempre si parte dalla consapevolezza.

Prenditi un po’ di tempo per riflettere e prestare attenzione ai tuoi comportamenti e agli schemi di pensiero.

Potresti anche scrivere quali sono le aree nelle quali senti di dover essere perfetto a tutti costi: es. lavoro, relazioni, studio, aspetto fisico, personalità ecc.

Fare attenzione al tuo dialogo interiore e al modo in cui giudichi o critichi aspetti di te stesso (o degli altri) ti può aiutare a riconoscere meglio le aree critiche.

2) Identifica le cause della tendenza ad essere perfetto

Come abbiamo visto, alla base dei comportamenti perfezionistici ci possono essere innumerevoli cause. Descriverle tutte in un articolo sarebbe impossibile. Cominciare però a farti domande su ciò che può scatenare i tuoi comportamenti (collegandoci al punto 1) può essere un primo passo per dare un senso più profondo.

Domande utili da potersi fare sono:

  • “Cosa sto evitando di provare?”
  • “Che cosa succederebbe se in questa situazione non fossi perfetto?”

3) Concentrati sugli aspetti positivi

Volere che tutto sia perfetto significa continuare a fissarsi sugli aspetti negativi di noi stessi o di ciò che facciamo (a volte in maniera ossessiva).

Spostare il focus anche per riconoscere ciò che c’è di buono significa essere più obiettivi: per qualunque cosa non ti senti soddisfatto, prova a identificare 3 cose buone o che puoi apprezzare.

4) Permettiti di fare errori e accettare le tue imperfezioni

Quando permettiamo a noi stessi di sbagliare e fare errori, possiamo accorgerci che non è la fine del mondo. Gli errori sono un’occasione per imparare e crescere. Se però li abbiamo sempre vissuti come “fallimento” allora non li riusciremo a tollerare e ci sentiremo dei “falliti“.

La parola fallimento è un forte giudizio, molto pesante, che in certi contesti viene vissuta come assolutamente normale. Questo indica la tossicità di certi ambienti e contesti (familiari e non). Se sei cresciuto in una famiglia dove ci sono sempre state alte aspettative e pochissima tolleranza all’errore, così come una forte tendenza al giudizio, non sei il solo.

Accettare il fallimento e gli errori non significa minimizzare le difficoltà o le delusioni, ma piuttosto abbracciare la nostra umanità. Siamo esseri imperfetti che stanno cercando di fare del loro meglio. Anche quando sembra non sia così.

Ogni volta che sbagliamo, abbiamo l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo, di affinare le nostre abilità e di migliorare noi stessi.

Non permettere mai ai tuoi errori di definire la tua identità.

Il contrario di perfezionista è, infatti, proprio colui che si accetta così com’è: pregi e difetti compresi. Questa capacità di non farci definire e di non etichettarci come “falliti” può essere appresa.

Se vuoi cominciare ad accettare le tue imperfezioni e migliorare il rapporto con te stesso ti consiglio di leggere questo articolo: Amare Se Stessi.

5) Imposta obiettivi realistici

Ne abbiamo parlato poco sopra, chi soffre di perfezionismo cronico tende ad impostare obiettivi irrealistici basati su standard esagerati. Un buon modo per superare questo è cominciare ad impostare obiettivi raggiungibili in maniera graduale.

Come risultato, ci si potrà sentire più tranquilli e liberi di raggiungerli pian piano e in maniera sana.

ragazza allo specchio in un campo di fiori

6) Impara a ricevere le critiche in maniera costruttiva

“Come ti senti quando qualcuno ti critica, giudica o ti mette in discussione?”

Ecco, è proprio questo il punto.

Il perfezionista tende ad avere una bassa autostima proprio perché prende i giudizi e le critiche in maniera molto personale. Non riesce a distinguere CHI fa la critica o se questa è sensata o meno, ma si sente colpito nel profondo.

Imparare a distinguere tra le persone (e le critiche) costruttive e quelle distruttive e aggressive (che hanno come scopo sfogare le loro frustrazioni) può aiutarci ad abbassare la pressione e a vedere le cose in maniera più obiettiva.

Accogli le opinioni e le critiche costruttive che ti fanno crescere ed impara a contattare la tua sofferenza quando riceve messaggi aggressivi e distruttivi.

Questa differenza può aiutarti tremendamente.

7) Abbassa la pressione che metti a te stesso

Questo punto non è sempre semplice, perché come abbiamo detto a volte la pressione la sentiamo da tanto tempo e l’abbiamo dovuta imparare nel contesto in cui siamo cresciuti.

Ecco perché la consapevolezza è fondamentale: la persona che si mette più pressione sei TU.

Anche se pensi che siano gli altri, se sei adulto e autonomo la realtà è che sei diventato il tuo giudice più severo.

Imparare ad essere più comprensivo, gentile e accettare le tue debolezze è necessario per poter stare meglio e raggiungere la serenità. Puoi comunque motivarti in modalità più sane e costruttive.

8) Focalizzati sul progresso anziché sulla perfezione

Spostare l’attenzione dalla perfezione al progresso graduale e costante può essere difficile, ma può cambiare completamente il significato che dai a ciò che ti accade.

Se hai un compito o vuoi migliorare in un’abilità, cominciare a focalizzarti sui piccoli passi e sui miglioramenti costanti che fai giorno dopo giorno può cambiare completamente la percezione che hai di te stesso.

Si tratta della possibilità di poter dire a te stesso: “Sto imparando e crescendo piano piano, sto facendo del mio meglio” piuttosto che “Non posso fallire e non devo sbagliare“.

Per approfondire questo concetto ti consiglio questo video sul mio canale YouTube:

9) Prova a cercare di non rimandare troppo

Chi soffre di perfezionismo patologico tende a procrastinare, dando a se stesso la scusa che c’è sempre qualcosa da migliorare o modificare. Ciò può portare ad aumentare a dismisura lo stress e la pressione.

La parte più difficile è sempre cominciare, ma è la parte più importante: va bene se non sei perfetto e stai facendo errori, hai sempre la possibilità di migliorare con il tempo. Dai a te stesso il tempo e la possibilità di andare avanti gradualmente, ma soprattutto di cominciare senza procrastinare troppo.

10) Allontana o evita le influenze negative

Le influenze negative possono venire da cose come i social media, i vari programmi televisivi ma anche dal contesto tossico ed eccessivo in cui siamo cresciuti oppure ci ritroviamo. Limitare l’uso dei social o evitare i contesti che promuovono una cultura del perfezionismo è fondamentale se si vuole superare il problema e mantenere un buon rapporto con se stessi.

11) Valuta la possibilità di iniziare un percorso terapeutico

Vale la pena ricordarlo: se si vivono difficoltà serie, sintomi e problematiche emotive molto intense e non si riesce ad uscirne da soli è molto importante valutare l’inizio di un percorso terapeutico. La terapia può aiutare a comprendere le ragioni più profonde delle tendenze perfezionistiche e darti ulteriori strategie per gestire le tue emozioni negative andando alla radice.

Non vergognarti di chiedere aiuto.

È il perfezionismo stesso che ti impedisce di accogliere le tue debolezze e che rende il problema sempre più grande.

CONCLUSIONE

Bene!

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo!

Come ho già anticipato, così come per tutti i miei articoli, è fondamentale non solo leggerlo, ma rileggerlo più volte ma soprattutto mettere in pratica i passi che ti ho elencato.

Ti assicuro che le strategie ti potranno aiutare a riconoscere e a gestire molto meglio i tuoi comportamenti e le tue emozioni, imparando ad accettare i tuoi errori e le tue vulnerabilità.

Come sempre, se ti fa piacere lasciami un commento per farmi sapere cosa pensi dell’articolo o per chiedermi qualcosa in particolare.

Se vuoi contattarmi per consulenza o psicoterapia puoi invece farlo a questo link.

Un saluto!

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:

https://www.apa.org/monitor/nov03/manyfaces
https://u.osu.edu/pressuretobeperfect/truth-about-perfectionism/
https://www.rivier.edu/academics/blog-posts/recognizing-perfectionism-and-its-consequences/
https://caps.umich.edu/content/consequences-perfectionism

– Curran, T., & Hill, A. P. (2019). Perfectionism is increasing over time: A meta-analysis of birth cohort differences from 1989 to 2016. Psychological Bulletin, 145(4), 410–429. https://doi.org/10.1037/bul0000138
– Curran, T., & Hill, A. P. (2022). Young people’s perceptions of their parents’ expectations and criticism are increasing over time: Implications for perfectionism. Psychological bulletin148(1-2), 107–128. https://doi.org/10.1037/bul0000347
– Fang, T. T., & Liu, F. (2022). A Review on Perfectionism. Open Journal of Social Sciences, 10, 355-364.
https://doi.org/10.4236/jss.2022.101027
– Klibert, J. J., Langhinrichsen-Rohling, J., & Saito, M. (2005). Adaptive and Maladaptive Aspects of Self-Oriented versus Socially Prescribed Perfectionism. Journal of College Student Development, 46(2), 141–156. https://doi.org/10.1353/csd.2005.0017
– Smith, M. M., Sherry, S. B., Chen, S., Saklofske, D. H., Mushquash, C., Flett, G.L., Hewitt, P.L. (2017). The perniciousness of perfectionism: A meta‐analytic review of the perfectionism–suicide relationship. Journal of Personality, 86(3): 522-542. https://doi.org/10.1111/jopy.12333
– Wade, T. D., Egan, S. J., Wleklinski, M., O’Brien, A., Fitzallen, G., & Shafran, R. (2021). A realist synthesis of websites containing content on perfectionism: Are the descriptions and advice empirically supported? BMC Psychol, 9(1):119. https://doi.org/10.1186/s40359-021-00620-8

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2 commenti
  1. Davide Savastano
    Davide Savastano dice:

    Leggere questo articolo mi ha messo davanti a una potente veritá, la quale mi ha dato consapevolezza del percorso che devo affrontare. Ho visto totalmente me stesso nei tratti descritti, nei comportamenti, e ho avuto un momento di destabilizzazione che mi ha fermato dal continuare a leggere, ma mi ha anche dato forza nel procedere. In seguito ho letto le strategie, ho pianto, credo perché mi sia reso conto del fatto che posso migliorare, hai usato delle parole molto delicate e che mi hanno portato ad accogliere umanamente la mia vulnerabilitá. Voglio ringraziarti perché é un mese che mi trovo in difficoltá con la procastinazione, ora ho compreso cosa posso fare per ridurre questa tendenza. Seguiró i consigli e i suggerimenti.
    Grazie, un abbraccio.
    Davide

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