Cos’è e Come funziona la Psicoterapia?
Tutte le Risposte alle domande più comuni (FAQ)

Ultimo Aggiornamento: 22 Marzo 2024 di Francesco Minelli

Ti è mai capitato di volerne sapere di più sull’argomento Psicoterapia, ma di non riuscire a trovare risposte convincenti alle tue domande?

Bene, allora sei nel posto giusto!

In questa pagina, infatti, ho raccolto (praticamente) tutte le domande più comuni sull’argomento.

Che tu stia considerando la psicoterapia per te stesso, per un amico o un familiare o semplicemente sia interessato a saperne di più, questa pagina ti offrirà risposte esaurienti, approfondite e basate sulle ricerche più aggiornate della letteratura internazionale.

Continuerò ad aggiornare questa pagina nel tempo per renderla una risorsa sempre attuale a cui poter fare riferimento.

Sei pronto?

Cominciamo..

LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ COMUNI (FAQ)

Che cos’è e in che cosa consiste la psicoterapia?

Con il termine “Psicoterapia” si fa riferimento ad un gruppo diversificato di servizi rivolti al benessere e alla salute mentale dell’individuo, che abbracciano molteplici approcci di trattamento. Questi trattamenti possono aiutare gli individui ad affrontare una vasta gamma di condizioni di salute mentale e sfide a livello emotivo, ad identificare e gestire le emozioni così come a modificare pensieri e comportamenti problematici.

La terapia non è solo orientata ad alleviare i sintomi, ma alcuni approcci terapeutici (che vedremo dopo) hanno anche l’obiettivo di identificare le cause profonde a livello psicologico dei problemi e della sintomatologia attuale, così da raggiungere e mantenere un benessere e una guarigione a lungo termine.

Le condizioni che possono beneficiare della psicoterapia includono il superamento di eventi stressanti della vita, l’impatto del trauma, la separazione, malattie mediche o lutti, sensazioni di vuoto, dipendenze così come condizione specifiche di salute mentale come depressione, ansia o disturbi di personalità più o meno gravi. Ogni approccio terapeutico può funzionare meglio in certe situazioni e condizioni.

La psicoterapia può anche essere utilizzata in combinazione con i farmaci o con altre tecniche (es. meditazione, Yoga o altre terapie).

A livello pratico, la terapia di solito si svolge in uno studio che ha 2 poltrone a 45 gradi oppure una di fronte all’altra, oppure si possono utilizzare materassi o il lettino a seconda del tipo di approccio terapeutico.

Fonti:
Psychiatry.org
Nihm.nih.org
APA.org

Cosa aspettarsi dalla prima seduta di terapia?
Cosa ti chiede lo psicologo alla prima seduta?

All’inizio della prima seduta, di solito il terapeuta ti invita a condividere cosa ti ha portato nel suo studio, che sintomi stai vivendo, cosa ti crea malessere nella tua vita oppure che obiettivi vorresti raggiungere da un eventuale percorso.

L’invito è quello a parlare apertamente e senza censura (guarda anche Tecnica delle Libere Associazioni). La prima seduta è di solito orientata a costruire una prima base di fiducia tra voi 2 e a condividere i tuoi vissuti il più liberamente possibile.

Lo psicoterapeuta potrà anche chiederti di compilare e firmare un modulo di Consenso e Trattamento Dati, necessario per il prosieguo del percorso terapeutico. Alcune domande che potrebbe porti sono:

  • Che cosa vorrebbe raggiungere alla fine della terapia?
  • Ha domande su di me o sulla terapia stessa?
  • Ha preoccupazioni specifiche che vorrebbe esplorare?

Per quanto mi riguarda, quando una persona si rivolge a me cerco di farla sentire più a suo agio possibile, ascoltarla con attenzione (a livello verbale e non verbale) e cerco di sintonizzarmi sui suoi vissuti emotivi senza nessun tipo di giudizio.

Ritengo che questo atteggiamento sia FONDAMENTALE per permettere al paziente di fidarsi.

Quanto dura una seduta e con
quale frequenza dovrei partecipare?

La maggior parte degli approcci utilizza sedute settimanali di circa 50 min – 1 ora.

A seconda della problematica e degli obiettivi si possono concordare anche appuntamenti bisettimanali oppure mensili.

Cosa si fa durante le sedute?

In terapia, le persone si incontrano con lo psicoterapeuta per parlare dei propri problemi, dei sintomi e delle difficoltà che stanno vivendo così da poter imparare a risolverle.

Già dalle prime sedute, lo psicoterapeuta ascolta e pone domande per cercare di capire meglio cosa ti ha portato a contattarlo.

Non è lì per giudicare ma per comprendere a fondo tutto ciò che sta creando malessere e sofferenza nella tua vita. Proprio per questo potrà farti domande su tanti aspetti della tua vita, come la famiglia, le relazioni, gli obiettivi che vuoi raggiungere e come ti vedi e percepisci.

Dalla psicoterapia, insomma, dovresti aspettarti un ambiente compassionevole, empatico, sicuro e non giudicante.

Durante le sedute, puoi darti la possibilità di parlare liberamente di tutto ciò che ti viene in mente, il più possibile senza censura. La tendenza a censurarti emergerà prima o poi, ma è la tua resistenza e può essere molto utile per comprendere a fondo i tuoi problemi attuali.

Quali sono le domande che fa lo psicologo?

Ho raccolto alcune domande specifiche che il terapeuta potrebbe fare durante i primi colloqui di valutazione. Ovviamente possono variare a seconda della situazione specifica e degli obiettivi.

Domande che può porti sono:

  • Cosa la porta a ricercare un trattamento nel mio studio?
  • Quali sono i sintomi e le preoccupazioni che sta sperimentando?
  • Ha già intrapreso altri percorsi terapeutici in precedenza?
  • Ha mai ricevuto una diagnosi di disturbo di salute mentale prima? Se si, quale?
  • I suoi sintomi e le sofferenze attuali stanno impattando seriamente la sua vita quotidiana?
  • Come ha affrontato finora questi sintomi? Cosa l’ha fatta stare meglio?
  • Le va di parlarmi della sua infanzia, in modo da approfondire le possibili cause di questi sintomi?
  • Sente di aver vissuto esperienze particolarmente dolorose o traumatiche?
  • Che tipo di obiettivi vorrebbe raggiungere alla fine del trattamento?
  • Ha qualche domanda specifica che vorrebbe farmi?

Queste sono solo alcune delle domande più comuni che vengono poste da uno psicologo o psicoterapeuta. Ovviamente, andando avanti nel percorso, si cercherà di approfondire tramite domande anche tante altre aree specifiche.

Fonte: Columbiapsychiatry-dc.com

Come posso sapere se la terapia è adatta per me?

La psicoterapia potrebbe essere adatta se stai affrontando difficoltà emotive, relazionali o comportamentali che influenzano la tua qualità di vita.

Segni e sintomi che indicano che la terapia può esserti utile sono:

  • avere un malessere profondo e prolungato nel tempo
  • avere sintomi di ansia ricorrenti
  • vivere un profondo senso di mancanza di speranza
  • avere la tendenza ad isolarti dagli altri
  • difficoltà a concentrarti sul lavoro o in altre attività della vita quotidiana.

Perché è utile fare psicoterapia?

L’utilità della Psicoterapia è stata dimostrata da moltissimi studi e ricerche bibliografiche.

Durante la terapia puoi imparare a conoscere le tue specifiche problematiche, le cause di esse e come i tuoi pensieri, emozioni e comportamenti influenzano il tuo umore. La terapia può, inoltre, aiutarti ad imparare come prendere il controllo della tua vita e a rispondere alle situazioni difficili sviluppando nuove abilità di adattamento.

Alcune delle aree nelle quali la psicoterapia può aiutare sono:

  • Problematiche relazionali
  • Pensieri autodistruttivi o autosabotanti
  • Paure irrazionali o fobie specifiche
  • Gestione delle emozioni (Intelligenza Emotiva)
  • Ansia e depressione
  • Traumi e disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
  • Costruire la tua fiducia in se stessi e l’autostima
  • Affrontare lo stress
  • Migliorare le abilità di comunicazione
  • Maggiore consapevolezza di sé
  • Dipendenze (compresa quella affettiva)
  • Migliorare la produttività sul lavoro
  • Raggiungere un senso di pienezza e soddisfazione
  • Trattamento dei disturbi mentali e di personalità.

Fonti: Munder, T., Flückiger, C., Leichsenring, F., Abbass, A. A., Hilsenroth, M. J., Luyten, P., Rabung, S., Steinert, C., & Wampold, B. E. (2019). Is psychotherapy effective? A re-analysis of treatments for depression. Epidemiology and psychiatric sciences, 28(3), 268–274. https://doi.org/10.1017/S2045796018000355
American Psychological Association. Understanding psychotherapy and how it works
Mayoclinic.org
Nimh.nih.gov

Come ci si sente dopo
una seduta di terapia?
Perché ci si sente peggio?

Dopo una seduta di psicoterapia è comune provare una diversa gamma di emozioni intense. Potresti sentirti:

  • Sollevato, se hai condiviso qualcosa di importante e ti sei sentito ascoltato e compreso.
  • Energetico, se hai iniziato a capire qualcosa di nuovo su di te o ti sei dato un nuovo obiettivo su cui lavorare.
  • Triste o sopraffatto, se la seduta ha fatto riemergere vissuti o ricordi dolorosi.
  • Stanco o esausto, se hai trovato la sessione impegnativa o faticosa.
  • Frustrato, se non hai ottenuto ciò che ti immaginavi o non ti sei sentito ascoltato o compreso.

Quindi, sebbene la psicoterapia sia orientata al benessere, spesso possono verificarsi reazioni come l’aumento dell’ansia o della sofferenza durante il processo.

Sentirsi peggio può essere assolutamente normale e NON indica che la terapia non stia funzionando o non stia avendo effetto. Al contrario, se emergono ricordi difficili, traumi o emozioni sotterrate e negate per tanti anni, è assolutamente desiderabile e auspicabile avere reazioni di questo tipo.

Se ti capita di vivere delle sedute molto difficili, la cosa migliore è parlarne direttamente con il terapeuta.

Anche se potresti avere la tentazione di non tornare in seduta o lasciare la terapia, NON farlo. Questo perché se i vissuti dolorosi non vengono compresi ed elaborati si rischia di agire per cercare di evitarli piuttosto che per affrontarli e risolverli.

Scrivi al tuo terapeuta le tue reazioni post-seduta oppure inizia la seduta successiva parlando direttamente al terapeuta di cosa hai provato.

Nella mia esperienza, può essere utile scrivere alcune note su come ci si sente proprio nel momento in cui si provano emozioni difficili e dolorose.

Questo può aiutare a lasciar fluire i pensieri e le emozioni senza censura, così da poterle poi affrontare insieme nella seduta successiva.

Ricorda:

Il terapeuta è formato per aiutarti a gestire il dolore emotivo e anche per comprendere a fondo i tuoi dubbi e le tue incertezze (si, anche riguardo lui stesso come terapeuta!!). Se hai dubbi su di lui o sulla terapia parlane con lui.

Fonte: Mind.org.uk

Cosa succede se non mi sento
a mio agio con il mio terapeuta?

Come sottolineo sempre, la psicoterapia è il luogo in cui può emergere tutto ciò che si sente e si pensa.

In questo caso, se non ti senti a tuo agio, la cosa migliore da fare è quella di parlarne direttamente con il tuo terapeuta così da comprendere le motivazioni più profonde di questo vissuto emotivo.

Se il tuo terapeuta non accoglie le tue manifestazioni emotive o utilizza giudizi o critiche, forse è il caso di cambiarlo.

Quando comincia a fare effetto la terapia?
Quando si vedono i primi risultati dallo psicologo?

Di solito sono necessarie dalle 12 alle 20 sedute di terapia per osservare miglioramenti clinicamente significativi, e talvolta anche più tempo per ottenere una diminuzione dei sintomi o raggiungere specifici obiettivi.

Le esperienze di terapia sono soggettive e il tempo per vedere risultati può variare molto. Alcune persone possono notare progressi anche dopo 3-4 sedute, altre hanno bisogno anche di 6 mesi o un anno.

Le difficoltà acute di solito richiedono meno sessioni di trattamento rispetto alle condizioni croniche.

Fonte: APA.org

Come ti cambia la psicoterapia?

Le ricerche dimostrano che la maggior parte delle persone che intraprende la psicoterapia sperimenta un sollievo dai sintomi e riesce a funzionare meglio nella propria vita. Circa il 75% delle persone mostra dei benefici concreti.

Con il tempo e il progresso della terapia, in pratica noti di essere meno ansioso, triste o arrabbiato, più sicuro e sereno, maggiormente in grado di affrontare le difficoltà della vita. In modo più importante, inizi ad accettare te stesso.

Ovviamente, come abbiamo discusso prima, il processo può anche essere frustrante, doloroso e non lineare. Certe dinamiche si costituiscono e si formano nel corso di molti anni e per lavorare a fondo è necessario del tempo e dell’impegno.

Dal mio punto punto di vista è però fondamentale e necessario se si vuole raggiungere la serenità.

Fonte: APA.org

Quando si capisce se la terapia funziona?

Uno dei segni più evidenti è la tua maggiore consapevolezza di meccanismi, schemi di pensiero e dinamiche che influenzano la tua vita attuale.

Inoltre, se la terapia funziona con il tempo cominci a sentirti meglio, noti un cambiamento nel tuo umore in generale e nella tua capacità di osservare i problemi da diverse prospettive. Cominci a trattare te stesso con comprensione e compassione.

Conseguentemente a ciò, le relazioni migliorano e il tuo livello di soddisfazione aumenta.

Ciò ti permette di raggiungere gli obiettivi che ti sei posto con una mentalità nuova e più costruttiva.

Quanto dovrebbe durare al massimo una psicoterapia?

Non esiste una regola universale per determinare la giusta lunghezza di una terapia.

La psicoterapia può essere a breve termine (alcune settimane o fino a 6 mesi) quando si rivolge a situazioni immediate oppure a lungo termine (oltre 6 mesi o 1 anno) se è indirizzata a problematiche più profonde e complesse.

Come minimo, io suggerisco (come regola) di pianificare di rimanere in terapia almeno 6 mesi (circa 24 sessioni) così da costruire una solida fiducia con il terapeuta e poter andare ad esplorare le cause più profonde dei sintomi attuali.

Alcune persone si sentono meglio dopo solo poche sessioni, altre necessitano di più tempo e potrebbero richiedere un trattamento a lungo termine in base alla gravità della loro condizione di salute mentale.

Alcune forme di psicoterapia sono più lunghe e possono durare anche molto tempo (es. 10 anni o più come nel caso della Psicanalisi).

Come cambia il cervello con la terapia?

Tutte le psicoterapie riguardano una forma di apprendimento.

L’apprendimento si riflette in cambiamenti sinaptici nel cervello, mediati da modifiche nell’espressione genica.

La psicoterapia produce cambiamenti a lungo termine nel comportamento, generando modifiche nell’espressione genica che alterano la forza delle connessioni sinaptiche e cambiamenti strutturali che modificano il modello anatomico delle interconnessioni tra le cellule nervose del cervello.

Vengono generate nuove cellule nervose in diverse aree del cervello, in particolare in quelle coinvolte nell’apprendimento continuo, come l’ippocampo, l’amigdala e i lobi frontali e temporali.

Fonte: Malhotra, S., & Sahoo, S. (2017). Rebuilding the brain with psychotherapy. Indian journal of psychiatry, 59(4), 411–419. https://doi.org/10.4103/0019-5545.217299

Come capire se lo psicologo mi sta aiutando
e se ho scelto un buon terapeuta?

Queste sono alcune delle domande che mi vengono poste di più in assoluto.

Per questo motivo ho raccolto una serie di dati dalla letteratura così come quelle che ritengo essere le più importanti caratteristiche di un buon terapeuta.

Ecco alcuni segni di un buon terapeuta:

  • Senti che il terapeuta ti ascolta (a livello verbale e non verbale es. ti guarda negli occhi, è attento a ciò che dici).
  • Lavora insieme a te per raggiungere gli obiettivi prefissati.
  • Senti che il terapeuta ti capisce.
  • Hai sviluppato fiducia in lui (ti senti al sicuro e supportato)
  • Vedi la terapia come un luogo sicuro (puoi dire ciò che provi senza paura del giudizio)
  • Senti che il terapeuta mantiene dei confini sani e non va oltre il suo ruolo.
  • Ti chiede scusa se sbaglia e sa mettersi in discussione
  • Ti fa pensare in modi nuovi e ti rispetta
  • Senti che non corre ma rispetta i tuoi tempi (e le tue resistenze)
  • Le sedute sono focalizzate ESCLUSIVAMENTE su di te (es. non interrompe rispondendo al telefono oppure parlando di sé e di come farebbe lui)
  • Ti rendi conto che è adeguatamente formato per affrontare le problematiche che stai vivendo
  • BONUS: ti scrive o si assicura che stai bene anche al di fuori delle sedute. Questo comportamento viene effettuato solamente se è di utilità o supporto al paziente.

In pratica, insomma, un buon terapeuta è colui che cerca di capire e avere empatia per tutti i tuoi vissuti emotivi, non giudica e ha un atteggiamento comprensivo.

Se ti senti giudicato o criticato dal tuo terapeuta, invece, questo è un pessimo segno.

Fonte: Psychcentral.com

Vuoi approfondire questo argomento?

Ho scritto un’intera guida alla scelta del proprio terapeuta. Clicca qui >>>

Posso interrompere la terapia in qualsiasi
momento e senza conseguenze negative?

Sì, in genere puoi interrompere la psicoterapia in qualsiasi momento. Questo però dovrebbe essere prima discusso con il terapeuta stesso, perché potrebbe essere dovuto ad elementi legati al transfert oppure a resistenze che non ti permettono di prendere una decisione consapevole.

Il terapeuta non può costringere a continuare la terapia contro il tuo volere, ma può cercare di analizzare se ci sono state rotture nell’alleanza terapeutica.

Inoltre, lo psicoterapeuta deve fare riferimento al Codice Deontologico nel quale è specificato che la terapia può essere interrotta quando il cliente/paziente non sta avendo benefici concreti, si crede non possa averne in futuro oppure possa esserne danneggiato.

Chi decide la fine della psicoterapia?

La decisione di terminare la terapia può essere presa sia dal cliente che dal terapeuta. È importante affrontare le questioni legate alla conclusione fin dall’inizio e includerle anche nell’accordo del consenso informato.

La ragione più auspicabile per concludere il trattamento è il raggiungimento degli obiettivi del cliente. Tuttavia, la psicoterapia può terminare per una varietà di motivi, sia per iniziativa del cliente che del terapeuta.

In ogni caso, comunque, la decisione di concludere la terapia dovrebbe essere presa in modo collaborativo, tenendo a mente il miglior interesse del paziente.

Tra le motivazioni che possono portare all’interruzione prematura della terapia ci sono:

  • Se è decisione del paziente: sentirsi “bloccato” o non a proprio agio, cedere ad alcune resistenze nell’affrontare il dolore, la propria situazione finanziaria o specifici eventi di vita (es. trasferimento, cambio di priorità).
  • Se è decisione del terapeuta: questo può avvenire quando il terapeuta stesso si rende conto di come il paziente non stia beneficiando del trattamento oppure se si sono superati dei confini in maniera irrecuperabile.

Fonti:
societyforpsychotherapy.org
APA.org

Quando si può concludere la psicoterapia?

La conclusione della psicoterapia può essere determinata da vari fattori, tra cui il raggiungimento degli obiettivi concordati, una decisione del cliente, l’accordo reciproco tra paziente e terapeuta oppure la decisione del terapeuta stesso.

La fase di conclusione è una parte molto importante del percorso e dovrebbe essere il più possibile collaborativa. Qualsiasi vissuto va compreso, ascoltato e accolto in quanto qualsiasi tipo di conclusione può portare a vivere emozioni contrastanti anche molto forti.

La cosa migliore è sempre quella di fornire un ambiente sicuro e confortevole nel quale l’individuo può esprimersi in maniera autentica.

Il terapeuta deve evitare assolutamente di “tirare per le lunghe” terapie che possono essere concluse solo per interessi personali. Il benessere del paziente deve essere sempre al centro.

Fonte: bacp.co.uk

Quali sono le emozioni comuni che
si provano al termine della terapia?

Al termine della terapia, i pazienti possono sperimentare una gamma di emozioni, tra cui:

  • Tristezza o Perdita: molti pazienti possono provare tristezza o un senso di perdita o lutto al termine del percorso terapeutico.
  • Ansia e Separazione: terminare la terapia può suscitare vissuti di ansia e separazione, poiché il paziente passa da una relazione familiare e di supporto a una nuova fase in cui è solo.
  • Rimpianto o Dubbio: alcuni pazienti possono sperimentare rimpianti o dubbi sulla decisione di concludere il percorso, specialmente se sentono che c’è ancora da imparare o se temono di perdere il legame costruito nel tempo.
  • Nostalgia e Ritorno di sintomi: alcuni pazienti possono vivere una profonda nostalgia e persino una riapparizione di sintomi così da non dover affrontare le sensazioni di lutto e sofferenza.
  • Autonomia e Cambiamento: dall’altro lato, la conclusione della terapia può anche permettere di vivere sensazioni di autonomia e cambiamento. La famosa sensazione di “camminare con le proprie gambe”, che è alla base di una maggiore resilienza e crescita.

Fonti:
thepalmeirapractice.org.uk
Reactions to Termination of Individual Treatment

studio psicoterapia

Che tipo di psicoterapia è più efficace?

La letteratura internazionale ha sottolineato che la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale è quella che ha ricevuto più studi sull’efficacia. Questo però non significa che sia superiore alle altre, ma solo che è stata studiata di più.

Se vuoi approfondire questo argomento ne parlo in questo articolo: Psicoterapia Psicodinamica.

Come posso sapere se uno psicologo è
qualificato e accreditato per fornire psicoterapia?

Lo psicologo, per diventare psicoterapeuta, deve completare la formazione accreditata in psicologia clinica o psicoterapia (di solito le scuole di formazione durano circa 4 anni).

Se vuoi verificare se uno Psicologo è anche qualificato alla psicoterapia ti consiglio di collegarti al sito dell’Ordine degli Psicologi e di controllare la dicitura “Psicoterapeuta“.

Qual è la differenza tra lo psicologo,
lo psichiatra e lo psicoterapeuta?

Esistono differenze dal punto di vista dei titoli e delle competenze così come dal punto di vista della modalità di cura e trattamento. Cercherò di essere più chiaro possibile sulle differenze così che tu non abbia più dubbi.

Lo psicologo è laureato in Psicologia e abilitato all’esercizio della professione tramite Esame di Stato. Le sue competenze sono di tipo preventivo, diagnostico, riabilitativo e di sostegno. NON può svolgere la psicoterapia e NON può somministrare farmaci.

Puoi rivolgerti a lui se hai bisogno di diagnosi, sostegno oppure un consulto su tematiche psicologiche.

Lo psicoterapeuta può essere psicologo oppure medico ed ha acquisito una formazione specialistica ulteriore tramite scuola di Psicoterapia (in uno o più degli approcci di cui ho parlato in precedenza). Può svolgere Psicoterapia e risolvere situazioni di sofferenza psicologica e trattare disturbi di salute mentale più o meno gravi (psicopatologia). Se lo Psicoterapeuta è Psicologo NON può somministrare farmaci.

Puoi rivolgerti a lui se hai bisogno di diagnosi, sostegno oppure se vuoi risolvere problematiche profonde come traumi, lutti, momenti di crisi oppure hai sintomi non ben compresi a livello medico o, ancora, soffri di disturbi mentali o di personalità.

Lo psichiatra è un medico specializzato in Psichiatria e può anche essere Psicoterapeuta. Solo questa figura è abilitata alla somministrazione dei farmaci.

Puoi rivolgerti a lui come Psicoterapeuta (se è abilitato) per le stesse problematiche precedenti, oppure puoi rivolgerti a lui se ti rendi conto (o il tuo terapeuta si rende conto) che hai bisogno di sostegno farmacologico per gestire i tuoi sintomi.

Quali sono i diversi approcci
e metodi della psicoterapia?

Esistono davvero numerosissimi approcci alla psicoterapia, forse sarebbero troppi da inserire in una sola risposta.

Raccogliendo diverse fonti online ho raccolto quelli che sono i più comuni divisi in categorie. Se vuoi approfondire puoi cliccare su ogni link.

Altre forme di terapia, che non rientrano nel metodo classico della psicoterapia sono:

  • Arte Terapia
  • Musicoterapia
  • Ippoterapia

Fonte: APA.org

Quali sono i costi della terapia ed
esistono opzioni a basso costo o gratuite?

Secondo il Tariffario Nazionale il costo di un colloquio psicologico clinico individuale (inclusa visita psicologica) varia da 35 ai 115€.

Il costo di una seduta di Psicoterapia individuale varia dai 40 ai 140€.

Esistono anche opzioni a basso costo o a costo sociale, oppure pacchetti di sedute rivolgendosi al Servizio Sanitario Nazionale.

Le ASL mettono a disposizione dei cittadini la possibilità di svolgere 5-8 incontri al costo complessivo di un ticket, cioè 35 euro totali. Il primo consulto è gratuito.

Per poterla prenotare occorre l’impegnativa del medico curante, si deve chiamare la propria ASL di zona e prendere appuntamento.

Alla scadenza delle sedute, l’impegnativa è rinnovabile.

Sei interessato ad una seduta di consulenza o ad un percorso di psicoterapia nel mio studio di Roma? Puoi contattarmi qui: