Paura di amare: Come smettere
di soffrirne (in 6 passi)

paura di amare
Ultimo Aggiornamento: 29 Maggio 2024 di Francesco Minelli
  • Ti è mai capitato di avere difficoltà ad instaurare relazioni intime?

  • O reazioni di ansia e panico al solo pensiero di poterti innamorare?

  • E magari a scappare via appena il rapporto si fa più serio?

Allora potresti sperimentare la cosiddetta Paura di Amare (o Filofobia).

Questa paura può essere molto subdola perché non ti permette di stringere relazioni profonde e ti porta ad allontanarti rapidamente al solo pensiero di un rapporto più serio.

Potrebbe inoltre portarti a pensieri quali:

Perché amare mi spaventa così tanto? È qualcosa che non posso evitare, ma quando mi accorgo che sto iniziando ad innamorarmi scappo via. Chiudo la relazione e solo allora mi sento di nuovo calmo. Altrimenti sono in preda al panico. E non lo sopporto!

Non affrontarla equivale a rischiare di vivere una vita di vero e proprio isolamento affettivo, che può predisporre a disturbi più seri.

Ecco perché nell’articolo di oggi cercherò di affrontare l’argomento in profondità: ti spiegherò cos’è, come si manifesta, le cause e come sempre ti fornirò degli strumenti pratici per poter lavorare su di te.

Sei pronto?

Cominciamo..

Se conosci qualcuno che può beneficiare dalla lettura di questo articolo non esitare ad inviargli il link o a condividerlo sui social. Questa paura è molto più comune di quanto si possa pensare e sicuramente gli potrai evitare una sofferenza futura. Ti ringrazio!

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CHE COSA SI INTENDE PER
FILOFOBIA O “PAURA DI AMARE”?

La filofobia è la paura dell’amore e dell’innamorarsi. Questa paura è così intensa che le persone trovano difficile, talvolta impossibile, instaurare e mantenere relazioni affettive intime.

La parola deriva dal greco “philos“, che significa amare, e “phobos“, che significa paura.

Questa paura si manifesta anche come una grande difficoltà ad entrare in relazioni più profonde o nel timore di non essere in grado di mantenere una relazione duratura.

Consciamente chi ne soffre ha sempre qualche buona ragione razionale per i suoi comportamenti: non è fatto per essere monogamo, non crede nell’amore, non ha tempo, non riesce a trovare qualcuno intelligente come lui.

Ed un giorno realizza che si sente terribilmente solo.

Probabilmente ti starai chiedendo:

Ma perché ne soffro proprio io?

Ci sono varie possibili motivazioni e tra poco le vedremo.

Ma lascia che ti dica una cosa: l’amore può essere una delle parti più belle della vita, ma può anche essere spaventoso. Avere un po’ di apprensione è normale, ma alcune persone trovano il pensiero di innamorarsi terrificante.

Questo disturbo, inoltre, condivide molti dei tratti di altre fobie specifiche, in particolare quelle di natura sociale (es. fobia sociale) e può avere un impatto significativo su molti aspetti della vita.

Vediamone ora i sintomi principali.

QUALI SONO I SINTOMI
DELLA PAURA DI AMARE?

Come abbiamo visto, la filofobia è una paura travolgente e irragionevole di innamorarsi, che va molto al di là di una semplice apprensione.

La fobia è così intensa da interferire in vari aspetti della propria vita.

Chi teme l’amore non ha necessariamente paura dell’innamoramento, ma teme di perdere il controllo, di agire irrazionalmente o mostrarsi vulnerabile: mostrare se stessi in maniera intima, infatti, è molto rischioso e può portare al rifiuto, all’umiliazione e all’abbandono.

In questo viene spesso associata alla paura dell’intimità.

La persona che ha paura di amare può avere diversi comportamenti, così come reazioni fisiche ed emotive. I sintomi includono:

  • Non essere in grado di avere relazioni intime
  • Evitamento di luoghi in cui si possono trovare coppie
  • Allontanare le persone o interrompere bruscamente le relazioni (autosabotarsi)
  • Sperimentare un’ansia estrema durante la relazione e preoccuparsi costantemente della sua fine
  • Sentirsi preoccupati nei confronti del partner e delle sue emozioni
  • Tendenza a reprimere le proprie emozioni
  • Episodi di rabbia molto intensa
  • Evitamento di matrimoni o cerimonie nuziali altrui
  • Isolamento dal mondo esterno.

ragazza sola

Ci sono poi 3 modi specifici per capire che hai paura dell’amore:

  • Le tue azioni non corrispondono alle tue intenzioni.
  • Diventi ipercritico nei confronti del tuo partner o di potenziali partner.
  • Le tue emozioni subiscono cambiamenti improvvisi.

La Filofobia va distinta dal disturbo d’ansia sociale, anche se le persone con la paura d’amare possono anche avere questo disturbo. Infatti la fobia sociale causa paura estrema di tutte le situazioni sociali, mentre la filofobia è collegata solo alle relazioni intime.

Non essere in grado di innamorarsi può talvolta indicare un problema legato all’immagine di sé, allo stile di attaccamento, all’ansia o simili. Ad esempio, potresti provare ansia nel legarti a qualcuno per paura di perderlo, oppure potresti soffrire di bassa autostima e non sentirti sufficientemente amabile.

Quali sono le conseguenze della paura di amare?

Le conseguenze a lungo termine di questa paura sono legate alle grandi difficoltà nel mantenere relazioni stabili e durature con gli altri.

Una vita priva di amore può influire sulla salute fisica e mentale, aumentando il rischio di:

Come si comporta un uomo che ha paura di amare?

Il suo comportamento è di solito ambivalente: a volte presente e premuroso, altre distante, poco interessato, reticente o distaccato.

Alcuni uomini hanno infatti una forte paura di soffrire, di sentirsi respinti, traditi o umiliati: ciò significa che potresti piacergli o magari desidera impegnarsi, ma le sue paure potrebbero impedirgli di avvicinarsi troppo.

Mi segui ancora?

Bene.

Perché ora, dopo aver visto come si manifesta questo disturbo andremo a parlare delle cause più comuni per poi passare ai trattamenti e alle strategie più efficaci per affrontarlo.

Andiamo avanti.

QUALI SONO LE CAUSE
DELLA PAURA D’AMARE?

A questo punto ti starai chiedendo:

Si, ma perché ho così tanta paura di legarmi a qualcuno/a o di amare?

Partiamo col dire che la paura di impegnarsi sentimentalmente e intimamente nasce spesso da una profonda mancanza di fiducia negli altri, anche molto antica e nasconde la paura dell’intimità, cioè una profonda avversione a sviluppare e mantenere un legame stretto con gli altri, specialmente nelle relazioni intime, per paura di essere feriti, abbandonati o rifiutati.

La teoria dell’Attaccamento di Bowlby, infatti, sottolinea come la paura dell’intimità possa emergere da relazioni dolorose, deludenti e bisogni insoddisfatti durante i primi anni di vita. In questo senso, avvicinarsi troppo all’altro significherebbe esporre le proprie vulnerabilità – zone in cui si potrebbe essere ancora feriti. D’altro canto però, poter vivere l’intimità significa anche poter ricevere supporto, comprensione e connessione (bisogni fondamentali dell’essere umano).

In base a questa teoria, perciò, la paura di innamorarsi e di amare è qualcosa che abbiamo appreso. Sono le esperienze infantili (come già visto per altri disturbi) che hanno gettato le basi per lo sviluppo di queste difficoltà.

Queste esperienze dolorose potrebbero aver generato delle convinzioni specifiche quali:

  • l’amore è pericoloso
  • non ho bisogno di nessuno
  • è meglio evitare l’amore perché fa male
  • non lo merito.

Se sei stato profondamente ferito o abbandonato da bambino, l’idea di poterti avvicinare a qualcuno che possa rifarlo è intollerabile.

La reazione naturale è di evitare le relazioni, evitando così il dolore. Ma è anche vero che più si evita la fonte della propria paura, più la si rafforza in un vero e proprio circolo vizioso.

Certo, in alcuni casi potrebbe essere solo una recente rottura sentimentale che ti tiene bloccato. In questo caso, hai bisogno di tempo per guarire.

Ma se questo è uno schema che si ripete nella tua vita, allora è probabile che le esperienze infantili stiano giocando un ruolo fondamentale.

In questo video parlo di 4 punti per comprenderla più a fondo:

Il ruolo delle esperienze traumatiche

Se hai avuto un’esperienza traumatica è possibile tu possa sviluppare la filofobia: cercherai infatti di evitare qualsiasi tipo di impegno, romantico o meno, per non rivivere il trauma associato.

Le esperienze tipiche sono la violenza, l’abuso sessuale o la perdita di una persona cara, così come l’abbandono e la trascuratezza.

Il trauma porta infatti il bambino a comportamenti difensivi, come la tendenza a nascondere i suoi veri pensieri e sentimenti e sentirsi sempre in allerta.

In quel periodo i comportamenti difensivi potevano infatti aiutarlo a sopravvivere e gli erano necessari. Il problema è quando permangono nel tempo e lo portano a diventare un adulto senza un contatto con il suo Sé più autentico e sempre sulla difensiva.

E gli impediscono di vivere liberamente l’amore e l’intimità.

A questo punto potresti chiederti:

Ma io non ho vissuto un trauma, perché ho così tanta paura di amare e delle relazioni?

Anche in questo caso la Teoria dell’Attaccamento può darci risposte.

L’attaccamento insicuro sottolinea infatti che non siamo riusciti a completare parti importanti del nostro sviluppo psicologico.

Queste parti sono definite come legame e separazione.

Il legame avviene quando il bambino sviluppa la sensazione di poter fidarsi degli altri. Dovrebbe iniziare alla nascita e comprende l’essere nutrito, sostenuto ed incoraggiato.

La separazione implica invece che, verso i 3 anni d’età, il bambino sia pronto per staccarsi fisicamente ed emotivamente dalla madre (o da chi si prende cura di lui) con la certezza che il mondo è un posto sicuro e che è abbastanza forte per affrontarlo.

Senza un legame o una sana separazione, il bambino crescerà in un adulto che avrà problemi a fidarsi del fatto che altri possano amarlo o volergli bene.

In questo caso si sviluppano le cosiddette “problematiche di attaccamento“.

Altri fattori implicati nella paura di innamorarsi

Vediamo ora quali possono essere altri fattori che possono far emergere questo disturbo:

1. L’amore ci fa sentire vulnerabili

Una nuova relazione è un territorio inesplorato e molti hanno paura dell’ignoto.
Innamorarsi, infatti, significa anche correre un rischio. Significa riporre una grande quantità di fiducia in un’altra persona e permettergli di influenzarci emotivamente.

E ciò ci fa sentire esposti e vulnerabili.

Le nostre difese di base sono messe alla prova. Tutte le abitudini che abbiamo avuto a lungo e che ci permettevano di sentirci sicuri e autosufficienti iniziano a vacillare.

E tendiamo a credere che più ci coinvolgiamo, più possiamo farci del male.

2. Un nuovo amore può riaprire ferite di storie passate

Quando entriamo in una relazione è raro che siamo pienamente consapevoli di come siamo stati influenzati dalle nostre storie precedenti.

Le nostre ferite di storie passate hanno una grande influenza su come percepiamo l’altro e su come decidiamo di comportarci.

Bisogna sempre tenerlo in conto.

Fattori implicati nella Paura di Amare

3. L’amore è legato ad una voce interiore critica

Molte persone lottano con la sensazione di non meritare l’amore. Hanno difficoltà a percepire il loro valore ed a credere che qualcuno possa davvero prendersi cura di loro.

Ti sarai sicuramente accorto della presenza di una “voce interiore critica” che ti dice che sei inutile o immeritevole di raggiungere la felicità.

Questa parte è formata dalle esperienze dolorose dell’infanzia e dagli atteggiamenti critici a cui siamo stati esposti all’inizio della nostra vita.

Anche se c’è e va ascoltata e compresa a fondo, bisogna però ricordarsi che è solo una parte, non la totalità di noi stessi.

4. La vera gioia è seguita dal vero dolore

Molte persone hanno difficoltà a godere dei momenti di reale gioia o piacere perché pensano che subito dopo ci sarà un periodo di profondo dolore.

E questo le porta ad allontanarsi da ciò che le renderebbe realmente felici, compreso l’amore.

5. L’amore può suscitare timori esistenziali.

Più abbiamo, più abbiamo da perdere.

Più una persona conta per noi, più abbiamo paura di perderla.

E questa paura può rendere più consapevoli della propria mortalità: la nostra vita ha più valore e significato e il pensiero di perdere tutto è più spaventoso.

Mi segui ancora?

Bene!

Perché dopo aver visto i sintomi e le cause passiamo ora a parlare dei migliori trattamenti e poi andremo direttamente alla parte pratica.

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QUAL È IL TRATTAMENTO
DELLA FILOFOBIA?

Arrivati a questo punto ti starai chiedendo:

Ma esiste una cura?

Le opzioni di trattamento variano a seconda della gravità dei sintomi. Tra le varie opzioni ci sono terapia, farmaci o una combinazione dei 2.

Psicoterapia

La psicoterapia può aiutarti a superare la filofobia. A seconda del tipo di approccio ci si focalizza sia sulle proprie reazioni fisiche corporee (es. l’ansia), sia sui modelli di comportamento, pensiero ed emozioni che sono collegate al legame con l’altro.

La psicoterapia psicodinamica (integrata ad altre modalità, es. IFS) è un’ottima scelta per affrontare le cause più profonde di questa paura, ricollegare i vissuti dolorosi a certe modalità di comportamento e per elaborare tutte le emozioni più difficili.

Si tratta di identificare e modificare i pensieri negativi, le convinzioni e le reazioni automatiche che emergono in reazione alla fonte della fobia.

È importante inoltre esaminare la fonte della paura e esplorare il dolore sottostante.

Con il supporto del terapeuta potrai esaminare tutti gli schemi relazionali, i traumi e le cause che ti hanno portato a sviluppare questo disturbo.

Farmaci

In alcuni casi vengono prescritti antidepressivi o ansiolitici, soprattutto se sopraggiungono altri problemi di salute mentale. I farmaci sono in genere utilizzati in combinazione con la terapia.

QUALI SONO LE MIGLIORI STRATEGIE PER
AFFRONTARE LA PAURA DI INNAMORARSI?

Il primo passo è come sempre la consapevolezza: per affrontare le proprie paure bisogna prima riconoscere di averle.

Ovviamente questo lavoro di consapevolezza va indirizzato ad alcune aree specifiche.

Vediamole.

1) Individua le cause più profonde

Se vuoi superare questa paura devi innanzitutto comprenderne le motivazioni più profonde e valutarne il grado di gravità. Rifletti sugli eventi della tua vita, della tua storia familiare e relazionale e cerca di capire da dove può esser nata questa paura.

Non si tratta solo di analizzare la nostra infanzia (sicuramente fondamentale) ma anche di osservare le nostre relazioni passate e presenti. Potresti farti alcune domande quali:

  • Che ostacoli ci sono stati?
  • Cosa non ha funzionato?
  • Che tipo di problemi tendono a riemergere spesso?
  • In che modo ti allontani quando la relazione sembra farsi più seria?
  • Che tipo di pensieri hai o hai avuto che ti hanno portato ad allontanarti?

libro

Quando identifichiamo la “voce interiore critica“, possiamo riconoscere temi e comportamenti e iniziare ad identificare i cosiddetti modelli ricorrenti.

La psicoterapia può rendere questo processo molto più rapido.

2. Dai valore a te stesso e riconosci la tua voce interiore critica

Cerca di riconoscere quella piccola voce nella tua testa che ti nutre di frasi come: “Lui non ti ama davvero. Non essere sciocca. Vattene prima che ti faccia davvero male“.

Pensa a come questa voce ti insegna ad evitare qualsiasi tipo di intimità o a come intacca la tua autostima con frasi come: “Sei troppo brutto/grasso/povero/goffo per avere una relazione. Nessuno sarà interessato realmente a te“.

Durante la tua vita, questi pensieri tenderanno ad allontanarti da qualsiasi rapporto intimo.

Tutte le relazioni comportano un certo grado di incertezza. Sii comprensivo con te stesso: non sei perfetto, ma nemmeno il potenziale partner lo è.

Se qualcuno chiude una relazione con te, questo non significa mai che non vali niente come persona.

Identificare questi pensieri ti aiuterà a smettere di vederli come l’unica realtà possibile, ma solo come un punto di vista distorto.

3. Sfida le tue difese

È facile ritornare sempre a quelle attività che ci fanno sentire al sicuro, alle nostre difese che ci proteggono dai pericoli del mondo e dei rapporti.

Ma ci fanno sentire anche molto soli.

Cominciare a mettere in dubbio e a sfidare queste difese è il primo passo per cambiare prospettiva ed avvicinarsi all’altro.

4. Ascolta le tue emozioni

L’amore ci fa sentire e rende più profonda la nostra capacità di gioire, appassionarci ed emozionarci.

Al contempo ci rende anche più sensibili al dolore, alla perdita e può far riaffiorare ferite precedenti.

Ma quando cerchiamo di evitare il dolore, impediamo a noi stessi anche di provare gioia e amore.

Quando sorgono queste emozioni, dovremmo essere aperti a sentirle.

La tristezza, così come l’ansia possono essere segni della nostra apertura e della nostra volontà di essere più vulnerabili.

5. Comunica e cerca di essere più aperto e vulnerabile

Essere vulnerabili, al contrario di quanto viene sottolineato nella nostra società, è un segno di forza.

Significa agire in linea con il modo in cui sentiamo realmente.

Quando lo fai, impari che puoi sopravvivere anche se vieni ferito. Puoi vivere con più onestà e ricordarti che sei rimasto te stesso nonostante tutto.

amici

Sii aperto con il tuo partner. Se non è troppo doloroso, parla delle tue paure e da dove provengono. Digli ciò di cui hai bisogno e fagli sapere che stai cercando di superare le tue paure. Se è troppo doloroso, spiega che sei disposto a lavorare su questi problemi con un professionista.

6. Comprendi che c’è bisogno di tempo

E’ impensabile superare questa problematica da un giorno all’altro. Puoi fare piccoli passi sfidando te stesso ogni giorno sia per affrontare la tua paura di amare, sia per essere più consapevole ed aperto.

La paura di innamorarsi tende ad essere profondamente radicata, quindi non esiste una soluzione rapida.

Oltre alla terapia, puoi provare ad informarti di più anche leggendo libri sull’argomento o partecipando a seminari.

Domanda: Come posso aiutare chi ha paura di amare?

oppure un’altra domanda molto comune:

Dottore, cosa posso fare se sono innamorato/a di qualcuno che ha paura di innamorarsi?

Ecco alcuni punti per te:

  • Pensa al fatto che la cosa potrebbe richiedere davvero tanto tempo
  • Preparati all’idea di dover abbattere le sue barriere psicologiche ed emotive
  • Abituati all’idea che potresti ricevere poca vicinanza e affetto
  • Non forzarlo/a a cambiare, se il problema è emotivo la logica non funziona
  • Limita il tempo trascorso da soli e focalizzati su te stessa/o, la tua vita non deve girare intorno all’altro
  • Se vuole aprirsi lo farà, non forzarlo/a neanche a parlare del suo passato
  • Cerca di non essere troppo disponibile e comprensiva/o, rischieresti di fare tu tutto il lavoro e la relazione non sarebbe mai bilanciata

E alla fine chiediti: ne vale davvero la pena?

CONCLUSIONE

Bene!

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo!

Come abbiamo visto, conoscere la nostra paura dell’intimità e come influenza il nostro comportamento è fondamentale per avere relazioni soddisfacenti a lungo termine.

Questa paura può a volte essere opprimente e avere un impatto profondo sulla nostra vita, ma è curabile.

Non deve essere una prigione in cui ci limitiamo.

Cercare aiuto il più presto possibile è la chiave per affrontarla e iniziare a vivere una vita piena e felice. Se hai bisogno di un aiuto professionale in tal senso puoi come sempre contattarmi qui.

Come al solito ti invito a lasciarmi un commento se vuoi farmi una domanda specifica.

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI:

https://www.nhs.uk/mental-health/conditions/phobias/overview/
https://www.psychologytoday.com/us/blog/compassion-matters/201402/5-ways-overcome-your-fear-love

– Lloyd, M. E. (2011). Fear of intimacy in romantic relationships during emerging adulthood: The influence of past parenting and separation-individuation. vuir.vu.edu.au/19409/1/Marianne_Lloyd.pdf
– Tavormina, R. (2014). Why are we afraid to love?, Psychiatria Danubina, 26, Suppl. 1, 178–183. https://www.psychiatria-danubina.com/UserDocsImages/pdf/dnb_vol26%20Suppl%201_no/dnb_vol26%20Suppl%201_no_178.pdf

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21 commenti
  1. Giancarlo
    Giancarlo dice:

    Salve, per motivi di lavoro la mia compagna si è dovuta allontanare da casa e ci vorrà oltre un anno per poter riavvicinarsi. Nel mentre dovremo viaggiare per vederci.
    Quando si allontana per un tempo breve normalmente non ho nessun disturbo ma, quando la prospettiva è lunga, iniziò ad avere molta paura di rivedercela ed anche di sentirla, al punto che a volte preferirei che non chiamasse, salvo avere io il desiderio di farlo. E quando lo faccio provo un dolore intenso che poi si calma. Ma quando devo interagire a distanza mi viene l’ansia e tendo a proteggermi, svalutando i miei sentimenti e diventando molto insicuro.
    Cosa ne pensa?
    È opportuno un percorso terapeutico?
    E di quale tipo?
    La ringrazio

    Rispondi
  2. Daiana
    Daiana dice:

    Salve buongiorno, sono una ragazza di 33 anni, tengo difficoltà a costruirmi un futuro una famiglia, conosco un ragazzo dopo qualche giorno lo devo allontanare che inizio a stare male , nn so come fare

    Rispondi
  3. Davide
    Davide dice:

    Buonasera

    Ho letto il suo articolo perché, dopo una prima separazione avvenuta un anno fa con la madre della mia bimba, passati alcuni mesi di grande delusione amarezza e sconforto, sono rientrato alla mia città natale (avevo dovuto spostarmi per lavoro) ho conosciuto una nuova donna di cui mi sono innamorato.
    Abbiamo iniziato a frequentarci, e sebbene fossimo entrambi presi, più volte lei ha tentato di “chiudere “ la relazione di coppia chiedendo di restare amici, con poco effetto anche perché io, invece, a vederla solo come un’amica non riesco proprio…
    Dopo circa sei mesi, ora ha preso in maniera più netta questa posizione (Che io rispetto, anche se con grande dolore) e ci frequentiamo, più saltuariamente, mantenendo una distanza emotiva non troppo definita, con sguardi comunque d’intesa, carezze, abbracci calorosi.

    Quando abbiamo provato a stare assieme, spesso lei aveva dei momenti di profondo sconforto quando era da sola, diceva di sentirsi persa e non più se stessa, ed ha anche avuto una brutta crisi con una sua cara amica e coinquilina (coabita con altre 4 ragazze), e sebbene l’oggetto della discordia sia stata la mia “apparizione” nella loro casa, non sono mai riuscito a capire se il motivo di fondo fosse una forma di gelosia, una paura a far entrare estranei in una dinamica domestica, o cos’altro.

    Ha chiuso la rrlazione dicendo che, sebbene mi voglia molto bene, non può darmi ciò che cerco, che non ne è capace.

    Io vorrei riuscire a esserle di aiuto, di sostegno, a riuscire ad avere una relazione sana e costruttiva per entrambi, e non qualcosa che ci dreni energia vitale e che ci renda le giornate un peso.

    Lei peraltro sta già facendo un percorso terapeutico, antecedente al nostro incontro.

    Io ho provato ad iniziarne uno ma, un po’ il poco feeling col terapeuta ed un po’ il lato economico non indifferente, ho preferito lasciar perdere per il momento.

    Lei ha qualche consiglio?

    La ringrazio molto fin d’ora
    Cordialmente

    Rispondi
  4. Luca
    Luca dice:

    Salve, la mia ragazza non vuole più andare avanti nella relazione perchè dice di non essere probabilmente presa quanto me, di non riuscire a ricambiare quello che le do io. Non mi vede felice. Abbiamo condiviso tre anni insieme, per via della distanza e degli orari di lavoro non possiamo vederci spesso. Ogni volta che ci vedevamo era come la prima, tutto andava bene, la voglia di saltarsi addosso non è mai mancata. Dice di non riuscire ad amare dopo una storia terminata e di essere quindi bloccata tantè che non riesce a vedere un futuro con nessuno, per ora, dice. Come posso fare? Un anno fa eravamo nella stessa situazione, dopo alcuni mesi siamo riusciti a ripartire, ma ora siamo da punto e da capo.

    Rispondi
  5. Lorens
    Lorens dice:

    Salve, ho letto con interesse il suo articolo. La filofobia può insorgere come conseguenza degli abusi verbali e fisici subiti per anni dal partner? Io ero una persona sana e vengo da una famiglia sana e unita. Purtroppo dopo 20 anni di offese e botte sono finalmente sola, anzi mi sono isolata spontaneamente, a parte i contatti di lavoro e familiari stretti. Il problema è che sono consapevole del fatto che questa non sono io (anni fa ero socievole, allegra e conoscevo tanta gente) ma solo l’idea di dover ricominciare a conoscere e frequentare un uomo …mi fa venire la nausea. Sono arrivata al punto di ritenere i maschi esseri inferiori e deboli quasi inutili…praticamente sto imitando quanto ho subito dal mio carnefice per anni…il caos…

    Rispondi
  6. mat
    mat dice:

    Salve,ho 34 anni e da poco ho messo sono scappato da un’altra relazione.I sintomi era invalidanti ho retto Per due mesi poi tutto è diventato insostenibile.Nonostante la psicoterapia.Mi ritrovo a stare male per l ennesima sconfitta e per la consapevolezza di non riuscire a superare questo trauma

    Rispondi
  7. Lucia
    Lucia dice:

    Articolo che rispecchia alla lettera quello che metto in atto nel momento in cui incontro qualcuno. In una sola parola panico. Ho rinunciato all amore pur di non trovarmi ad accumulare fallimenti.

    Rispondi
  8. Marco
    Marco dice:

    Salve,

    Sono stato abbandonato da una ragazza molto probabilmente filofobica. Esistono ripensamenti da parte di questi soggetti sulla decisione presa o strategie da adottare da parte dell’abbandonato per riprendere il rapporto? Glielo chiedo perché non riesco ad accettare che una patologia mi abbia portato via l’amore.

    Grazie.

    Rispondi
  9. Salvatore
    Salvatore dice:

    Mi è stata di grande aiuto, sono giorni che mi tormento con ansia e paure di riprendere ad amare dopo una fortissima delusione che mi ha lasciato totalmente spiazzato. Avevo già elaborato i miei pensieri e giunto a qualche conclusione ma confrontate con quanto ho appreso oggi capisco che rientra nella normalità, questa mia paura di andare oltre e posso lavorarci sopra per superare il trauma precedente e lasciarmi andare per raggiungere quella felicità che avevo sempre avuto nel quote. Grazie……

    Rispondi

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