Amare se stessi: Come
accettare realmente chi sei

amare se stessi
  • hai sentito spesso la frase “dovresti amarti di più?”

  • e ti chiedi come fare quando la tua mente è in costante guerra con se stessa?

  • e magari hai già provato vari modi ma ti hanno tutti riportato al punto di partenza?

Allora non puoi assolutamente perderti l’articolo di oggi.

In questo articolo, infatti, ti spiegherò approfonditamente cosa significa amare se stessi. E ti darò degli strumenti concreti e PRATICI per cominciare a farlo sul serio.

Non ti mentirò:
Imparare ad amare se stessi può essere veramente molto difficile.

Anche se molti articoli, libri o maestri spirituali hanno sottolineato l’importanza dell’amore per se stessi, meno si è detto di quanto questo possa iniziare e svilupparsi solo dopo aver attraversato il meno attraente e spesso duro lavoro su di Sé.

Quindi, se sei veramente intenzionato a raggiungere questo obiettivo, sappi che c’è del lavoro da fare.

Ma ne vale davvero la pena.

Sei pronto?

Cominciamo..

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CHE COSA SIGNIFICA AMARE SE STESSI?

Per amare se stessi si intende il perdonare, l’accettare e il rispettare chi sei in profondità. Comprese le tue parti belle e meno belle.

Quando puoi amare te stesso, puoi prenderti cura di te, onorare i tuoi limiti, ascoltare i tuoi bisogni e rispettare i tuoi sogni ed obiettivi.

Quando tieni a te stesso la tua felicità, salute e senso di soddisfazione sono tutte cose di estrema importanza: sai che senza iniziare a mettere te stesso al primo posto non potrai neanche realmente amare gli altri.

Amare se stessi significa essere egoisti?

Di tanto in tanto potresti sentire esplicitamente affermazioni riguardo l’egoismo dell’amore di Sé:. magari sei cresciuto in una famiglia che ha sempre condannato ogni forma di rispetto per se stessi o ha sempre considerato le opinioni degli altri come l’unico punto di riferimento.

Questa credenza è come un virus che può infettare ogni tua cellula. E va rimosso alla base.

Prova a chiederti:
Senza prenderti prima cura di te stesso, come puoi realmente prenderti cura degli altri?

Iniziare ad amarsi è un beneficio anche per le altre persone, non solo per te.

Quando sei in grado di accettare, comprendere e amare te stesso al 100% puoi imparare a farlo anche con gli altri.

Quindi, la prossima volta che cominci a sentirti in colpa per il tempo che dedichi a stesso e ad occuparti dei tuoi bisogni, ricordati che praticando l’amore per te stesso stai incrementando la tua capacità di amare gli altri.

Amare se stessi non è vanità. È sanità mentale
(A. Gide)

I profondi benefici dell’amare se stessi

Ecco alcuni benefici che sono stati individuati da una pratica costante di comprensione, accettazione e compassione verso se stessi:

  • maggiore tolleranza dei tuoi difetti e delle tue debolezze.
  • maggiore autostima e fiducia in se stessi.
  • maggiore capacità di perdonare i propri errori.
  • minori pensieri ripetitivi e autosabotanti.
  • maggiore comprensione, accettazione e compassione verso gli altri.
  • miglioramento nelle relazioni intime e non.
  • la capacità di tollerare e vivere meglio la solitudine.
  • miglioramento nelle relazioni lavorative.
  • una maggiore capacità di instaurare relazioni più autentiche.
  • affrontare meglio lutti o separazioni.
  • minori sintomi di ansia e depressione.

ragazza che sorride allo specchio

Con tutti questi benefici, non pensi che sia giunto il momento di capire come incominciare questo lavoro su di te?

Prima di parlare delle cause della tua capacità di apprezzarti e amarti vorrei però sottolineare cosa dicono alcuni studi sull’amore di Sé e cosa intendiamo per Accettare se stessi.

Andiamo avanti..

Alcuni studi sull’importanza di iniziare ad amarsi

Diversi studi hanno mostrato che imparare ad amarsi, accettarsi e avere compassione verso se stessi sono abilità fondamentali per incrementare la propria salute mentale. Vediamoli.

PS. gli studi sono in inglese.

  • L’accettazione di Sé è la chiave per vivere una vita più felice (fonte)
  • La compassione di Sé porta a prendere decisioni migliori sulla propria salute (fonte)
  • Essere gentili con se stessi si traduce in minore ansia e depressione (fonte)
  • L’amore di te stesso può supportarti nelle difficoltà della vita (fonte)

Cosa significa accettare se stessi (e perché è così importante)?

L’accettazione di Sé indica proprio ciò che il suo nome suggerisce: lo stato di completa accettazione. Ciò significa accogliere chi sei, senza qualifiche, condizioni o eccezioni.

(Seltzer, 2008)

Un’altra definizione che possiamo usare è:
l’accettazione da parte di un individuo di tutti i suoi attributi, positivi o negativi che siano

Questa definizione enfatizza l’importanza di accettare qualsiasi sfaccettatura di se stessi: non si tratta solo di accogliere le caratteristiche buone, positive ma anche quelle meno desiderabili, negative e difficilmente accettabili di sé.

Ovviamente non è facile accettare le cose che non ci piacciono e che vorremmo cambiare.

Tuttavia, controintuitivamente, è solo accettando veramente noi stessi che possiamo iniziare realmente qualsiasi percorso di miglioramento.

Vedremo tra poco come fare concretamente.

Andiamo adesso invece a capire perché ami te stesso (o meno) proprio in questo modo. Quali ne sono le origini e le cause.

COSA DETERMINA L’ACCETTAZIONE
(O IL RIFIUTO) DI NOI STESSI?

In generale, così come per l’autostima, da bambini possiamo accettarci solo nella misura in cui ci sentiamo accettati dai nostri genitori.

Le ricerche hanno dimostrato che prima degli 8 anni, ci manca la capacità di formulare un senso di sé chiaro e separato, diverso da quello che ci è stato trasmesso dai nostri genitori.

Quindi, se i nostri genitori non erano in grado, o non volevano, comunicare il messaggio che eravamo amabili (a prescindere dai nostri comportamenti, a volte aggressivi o non corrispondenti alle loro aspettative) finivamo per vederci in modo ambivalente.

La considerazione positiva che abbiamo ricevuto dai nostri genitori potrebbe essere stata collegata solo ai nostri comportamenti, alcuni dei quali potevano essere considerati inaccettabili.

Così, identificandoci con questi comportamenti, abbiamo finito per vedere noi stessi come inadeguati.

bambino che tiene in mano un cuore

I genitori possono trasmetterci vari messaggi: siamo egoisti, non abbastanza attraenti, intelligenti, buoni o bravi. Ciò ci porta a sentire dentro di noi di “andare bene” solo in maniera condizionata e a comportarci in modo da non deludere i nostri genitori.

Questa è una vera propria forma subdola di abuso emotivo.

Quando chi si occupa di noi è estremamente critico e giudicante, impariamo che molti aspetti di noi sono sbagliati e internalizziamo sentimenti di rifiuto e inadeguatezza.

La tendenza a criticarci è il cuore di molti problemi che, da adulti, creiamo inconsapevolmente per noi stessi.

Proprio per il modo in cui la psiche umana si è evoluta, è praticamente impossibile non trattare noi stessi nello stesso modo in cui ci hanno cresciuto i nostri genitori.

Se siamo stati frequentemente ignorati, rimproverati, incolpati, giudicati o puniti fisicamente tendiamo a ripetere questo stesso trattamento: quando ci attacchiamo di solito stiamo seguendo l’esempio dei nostri genitori.

Come impedire agli altri di bloccarti nel tuo percorso?

Devi sapere che in questo percorso incontrerai inevitabilmente persone che non sono d’accordo o che disapprovano la tua ricerca di amore per te stesso.

“Come fare a non farsi abbattere?”

Vediamo un paio di punti importanti:

1) Renditi conto che le altre persone soffrono, hanno paura e possono sentirsi minacciate dai tuoi cambiamenti.

Molte persone vivono in una realtà legata strettamente ai loro traumi. Soffrono e proiettano le loro sofferenze. E hanno spesso paura e si muovono nel mondo in base alle limitazioni che questa gli impone.

Quando tu, lavorando su te stesso, minacci questa loro stabilità (instabile) potranno attaccarti direttamente, cercando di farti rientrare in quello che loro si aspettano da te.

Non permetterglielo.

2) Renditi conto che il modo in cui le altre persone ti trattano è un riflesso di come trattano loro stesse.

Se c’è una lezione che puoi portarti sempre dietro dal modo in cui gli altri ti trattano è questa: le loro azioni riflettono il modo in cui trattano loro stessi.

Accetta che ad alcune persone non andrai bene. E cercheranno di impedirti in tutti i modi di cambiare. A volte potrebbero essere persino membri della famiglia.

Non perdere tempo a cercare di convincerle: spesso non fanno altro (o lo hanno fatto per tanti anni) che buttare su di te le loro dinamiche tossiche e irrisolte che portano dietro da una vita.

Quando potrai essere libero di abbracciare il tuo Sé più autentico ti renderai conto che chi vorrà starti accanto varrà davvero la pena.

Mi segui ancora?

Bene!

Perché siamo finalmente arrivati alla parte pratica.

Vediamo ora come possiamo iniziare davvero il percorso verso l’amore per noi stessi.

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COME IMPARARE AD AMARE
REALMENTE SE STESSI?
9 PASSI PRATICI PER COMINCIARE

Come abbiamo visto, quindi, accettarci incondizionatamente sarebbe stato quasi automatico se i nostri genitori avessero trasmesso messaggi prevalentemente positivi e fossimo cresciuti in un ambiente accogliente e comprensivo.

Ma se così non è stato, possiamo iniziare da soli questo percorso.

Non prendertela troppo se oscillerai tra momenti di accettazione e momenti di critica e ritorno ai vecchi meccanismi di giudizio e attacco verso te stesso.

Questo fa parte del processo.

Più ti impegnerai a comprendere e ad amare te stesso, soprattutto nei momenti difficili, più sarai in grado di farlo in maniera sempre più consistente.

Ricordati che anche l’atto di raggiungere l’amore di Sé può essere un’altra cosa che finisci ad utilizzare per attaccarti e sentirti un fallimento.

Prendi perciò questi punti di cui ti parlerò come una pratica che richiede impegno e che ti darà i suoi frutti col tempo.

1. Acquisisci Consapevolezza e sii onesto con te stesso

È impossibile amare se stessi se non si parte come sempre dalla Consapevolezza.

Parti dallo scoprire chi sei, in cosa credi, cosa desideri e a cosa dai valore.

La consapevolezza implica la possibilità comprendere la tua storia, le tue esperienze e come ti sei adattato a queste.

Per acquisire consapevolezza devi innanzitutto essere onesto con te stesso e questo può essere più difficile di quanto pensi. Molti di noi sono così bravi a “raccontarsela” che non si rendono neanche conto che lo stanno facendo.

L’onestà è la chiave in tutte le relazioni, specialmente quella con te stesso.

donna seria

2. Comincia a pensare che puoi accettarti incondizionatamente

Quando le persone si rivolgono a me per cercare di migliorare la loro autostima, sottolineo loro il bisogno di esplorare quali sono le parti di loro stesse che non riescono ad accettare.

Sebbene correlate, l’accettazione di sé e l’autostima non sono la stessa cosa.

Se vuoi approfondire il concetto di autostima, ti rimando a questo articolo.

L’accettazione di Sé implica, invece, la possibilità di abbracciare tutte le parti di noi, non solo quelle positive o “accettabili“.

A questo fa riferimento il termine “incondizionata“: libera da qualsiasi condizione o qualifica.

Per cominciare a lavorare su te stesso, il primo passo non è semplicemente l’accettazione, ma l’accettazione incondizionata.

È semplice accettare noi stessi quando facciamo bene o otteniamo dei risultati, ma farlo nei nostri momenti più difficili, con le nostre debolezze, difetti o fallimenti è proprio ciò che può cambiare totalmente la nostra qualità di vita.

L’Accettazione incondizionata implica quindi il comprendere che sei separato dalle tue azioni e comportamenti. Puoi accettare di aver commesso errori e di avere debolezze, ma non permettere a questi di definirti.

L’accettazione incondizionata è uno dei pilastri fondamentali per cominciare davvero ad amare se stessi e ad accogliere tutte le nostre parti.

3. Impara a distinguere e a dire “No, questo non è vero!”

Quello che le persone ti potranno dire durante il tuo percorso potrà innescare parti di te ferite e metterti sulla difensiva: non sei abbastanza bello, intelligente, capace, socievole, fai troppi errori, occuparti di te è da egoisti…

Se non cominci a distinguere tra ciò che è costruttivo e ciò che non è altro che una proiezione (ha a che fare con l’altro e non con te), molte di queste opinioni si insinueranno nella tua mente e nel tuo sistema di credenze, andando ad intaccare in profondità la tua visione di te stesso.

Per evitare ciò è necessario mettere ogni cosa in discussione.

Saper distinguere ti aiuterà a ripulire molta della spazzatura mentale, credenze antiquate e ideali dannosi che le persone ti proiettano da quando sei piccolo.

Imparare a dire “NO, non è vero!” ti aiuterà ad indagare più in profondità e a scoprire qual è la verità.

4. Impegnati ad essere il migliore amico di te stesso

Se parlassimo agli altri nello stesso modo in cui parliamo a noi stessi faremmo molta fatica ad avere degli amici.

Passi tempo con te stesso 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, sia nei momenti di gloria che di profonda sofferenza.

Non ha senso cominciare a capire come diventare il migliore amico di te stesso?

Per cominciare ad amarti è fondamentale cambiare consapevolmente la relazione che hai con te stesso, comprenderti e ascoltarti con compassione e attenzione proprio come faresti con un amico a cui tieni davvero.

Chiediti: che relazione ho con me stesso e come posso migliorarla davvero?

Nel punto 9 ti parlerò proprio di come fare concretamente.

5. Cambia il modo in cui percepisci i tuoi difetti e le tue debolezze

Invece che vedere il senso di colpa, la gelosia, la rabbia, la paura e la tristezza come debolezze da eliminare, prova a considerarle come opportunità per crescere.

Renditi conto che tutti lottano con queste emozioni umane universali. Chiunque prova delle insicurezze o ha delle debolezze. È assolutamente normale.

Sei duro con te stesso. Probabilmente lo sei più con te stesso che con chiunque altro.

Ma è importante che cominci a riconoscere la tua umanità.

Hai fatto degli errori, hai dei difetti e non sei perfetto: queste debolezze sono proprio ciò che ti rende umano.

6. Esercitati ad amare tutto ciò che emerge da dentro di te

Una frase che mi è sempre rimasta dentro dal mio percorso terapeutico è questa:

“Diventare bravi a stare male è proprio ciò che ci permette di stare bene

Come ho già sottolineato, la ragione principale per la quale facciamo fatica ad amare noi stessi è la nostra tendenza a giudicarci e a rifiutarci.

Soprattutto quando soffriamo.

Il giudizio non è sempre negativo: quando è costruttivo può letteralmente aiutarci ad “aggiustare il tiro” e cambiare comportamenti che ci potrebbero danneggiare.

Diventa tossico quando viene utilizzato per minimizzare, incolpare, condannare o danneggiare te stesso. Tutto ciò avviene perché siamo condizionati fin da bambini a condannarci quando non corrispondiamo alle aspettative altrui.

Una delle pratiche più importanti è quella di “iniziare ad amare” tutto ciò che emerge.

E ciò significa abbracciare ed accogliere tutte le emozioni e i pensieri dolorosi, difficili e scomodi che di solito tendi a negare o evitare.

Una delle pratiche più efficaci per fare questo, come ho sottolineato in altri articoli, è la meditazione Mindfulness, ma fa parte anche del lavoro che viene fatto in psicoterapia.

ragazza allo specchio

7. Comincia a prenderti davvero cura di te stesso (6 esempi concreti)

La maggior parte di noi è disconnessa dal proprio corpo e della propria mente: viviamo infatti in un modo che incoraggia comportamenti orientati al raggiungimento di obiettivi esterni.

Imparare ad amare te stesso significa andare nella direzione opposta: cominciare a spostare la tua energia e attenzione all’interno.

Ci sono innumerevoli modi per cominciare a prenderti cura di te stesso. Alcuni esempi sono:

  • Prendi tempo e spazio per fare ciò che realmente ami: dedicare tempo e spazio a ciò che realmente ti fa stare bene e che ti dà un senso di soddisfazione è fondamentale se vuoi prenderti cura di te stesso.
  • Pratica la Gratitudine: innumerevoli studi hanno mostrato come la pratica di essere grati abbia numerosi benefici per la propria salute mentale. Prova, ogni giorno appena sveglio, ad identificare 3 cose di cui sei grato.
  • Prenditi cura del tuo corpo: faccio riferimento sia alla tua alimentazione che all’attività fisica, che al tempo che dedichi al riposo. Se sfrutti costantemente il tuo corpo fino a farlo esaurire ne pagherà anche la tua mente.
  • Passa del tempo con le persone che ti fanno stare bene: avere accanto persone che tengono veramente a te ti può dare sempre una nuova prospettiva sui tuoi problemi e ti permette di sentirti apprezzato e valorizzato.
  • Impara a chiedere aiuto quando ne hai bisogno: un’altra parte del prendersi cura di se stessi è riconoscere quando si ha bisogno di aiuto. Non c’è niente di male a chiedere aiuto, è perfettamente umano. Ognuno di noi ha bisogno di aiuto a volte.
  • Permettiti di rallentare: se sei sempre occupato con le tante attività delle tue giornate e non riesci mai a fermarti, questo può essere un segno di qualcosa di più profondo da indagare. Creare un tempo e uno spazio per rilassarti e permetterti di ricaricarti è fondamentale se vuoi imparare a voler bene a te stesso.

8. Lavora sulla costruzione di confini ben definiti

Avere dei confini ben definiti è una forma essenziale di cura per se stessi perché comunica agli altri che meritiamo e ci aspettiamo rispetto.

Per poterli costruire è necessario riconoscere i tuoi bisogni e dare importanza ai tuoi vissuti emotivi. È una delle forme più evolute di amore per se stessi.

Potresti farti alcune domande:

  • Permetto troppo spesso all’altro di andare oltre?
  • Tendo a mettere me stesso e i miei bisogni in secondo piano?
  • Quando arrivo al punto di non accettare più la mancanza di rispetto nei miei confronti?
  • Difendo ciò in cui credo anche se l’altro può attaccarmi per questo?
  • Sento che gli altri mi danno per scontato e si approfittano di me?

Come ho sottolineato prima, mettere te stesso e i tuoi bisogni in primo piano è fondamentale se vuoi imparare ad amare te stesso. Se ciò non avviene è importante capirne le motivazioni più profonde e individuare quali apprendimenti inconsci ti hanno portato a mettere gli altri prima di te (come nel caso della Dipendenza Affettiva).

Ogni tuo comportamento ha un senso, ma se non puoi costruire confini ben definiti se gli altri potranno sempre approfittarsene.

9) Pratica la Compassione di Sé

Ho deciso di mettere questo argomento alla fine, ma forse, più di ogni altra cosa, per coltivare l’accettazione di sé ed imparare ad amarsi è fondamentale praticare la Compassione di Sé.

Che cosa intendiamo con questo termine?

Secondo la dott.ssa Kristin Neff per Compassione di Sé si intende la possibilità di trattare se stessi con la stessa gentilezza, preoccupazione e sostegno che mostreremmo a un buon amico.

Di fronte alle difficoltà della vita o agli errori, ai fallimenti e alle debolezze, la Compassione di Sé risponde con gentilezza piuttosto che con aspri giudizi e critiche, riconoscendo che le imperfezioni, le debolezze e le vulnerabilità fanno parte dell’esperienza umana condivisa.

Vorrei specificare ancora meglio:
quando parlo della meditazione Mindfulness, faccio riferimento alla possibilità di imparare ad essere un buon genitore per se stessi, prestando attenzione alla propria esperienza interiore senza giudizio.

Ma un buon genitore è più di una presenza non giudicante.

Tiene davvero al proprio bambino e offre gentilezza, tenerezza, ascolto e comprensione. E questo è ciò che cerco di trasmettere anche ai miei pazienti, in particolare quelli che hanno imparato a giudicarsi aspramente.

Al contrario dell’autostima, che ha la tendenza ad abbandonarci proprio quando ne abbiamo bisogno (durante i momenti più difficili), la Compassione è una forma di supporto più consistente. Ci sorregge proprio nei momenti di difficoltà.

Ci sono vari modi attraverso i quali le persone possono imparare la compassione in terapia:

  • acquisendo un atteggiamento di gentilezza dalla presenza, attenzione e comprensione premurosa del terapeuta.
  • comprendendo il modo in cui funziona la mente: le nostre difficoltà non sono intenzionali e possono essere comprese in termini scientifici.
  • attraverso la possibilità di contattare una parte più profonda di sé: riscoprendo la propria storia, le proprie esperienze e scelte sotto una nuova luce.

In questo video ti lascio anche un esercizio che puoi fare per incrementare la Compassione verso te stesso:

Per sviluppare maggiore Compassione possiamo cominciare dicendo a noi stessi che, nonostante tutte le nostre difficoltà e comportamenti abituali (anche distruttivi), stiamo cercando di fare il meglio che possiamo.

In un certo senso abbiamo sempre cercato di fare il meglio.

Dobbiamo chiederci specificamente cosa non accettiamo di noi stessi e, come agenti della nostra stessa guarigione, portare compassione e comprensione a ogni aspetto del rifiuto di sé o della negazione.

In questo modo, possiamo iniziare a dissolvere i sentimenti esagerati di colpa e vergogna, costruiti (inconsciamente) sulla base di standard che non rispecchiavano ciò che ci si poteva realisticamente aspettare da noi in quel momento.

Comprendere cioè la differenza tra ciò che i nostri genitori (o gli altri in generale) si sono sempre aspettati da noi e quello che realmente siamo.

E ciò potrà portarci, pian piano, a stabilire noi gli standard per la nostra autoaccettazione.

E quando possiamo smetterla di valutarci in base alle nostre sofferenze passate o a quello che gli altri si sono sempre aspettati da noi o a valori della società in cui non crediamo allora possiamo finalmente essere liberi.

Comprendere in maniera compassionevole il nostro passato, le nostre sofferenze e i nostri comportamenti può darci il diritto di perdonare noi stessi.

E accettarci per quello che siamo oggi. In questo preciso istante.

Quindi posso amare la mia “parte malata”?

Quando inizi una psicoterapia, cominci a comprendere che non c’è niente di sbagliato. Le emozioni non sono sbagliate, le tue difese non sono sbagliate.

La resistenza al cambiamento ha perfettamente senso.

Persino giudicare te stesso, in qualche modo, non è sbagliato. È un modo per dire:
è proprio qui che mi fa male!

La terapia non è il luogo in cui dire al paziente “Questa è la tua parte malata“.

Le persone si giudicano già abbastanza da sole. Quando diciamo al paziente che ha una “parte malata“, lo incoraggiamo a giudicarsi, a separarsi da quella parte.

Dietro a queste nozioni di giusto o sbagliato, malato o sano c’è, ancora una volta, la Compassione. Quell’amore incondizionato che può abbracciare qualsiasi emozione, ansia, difesa, resistenza.

È solo qui che, secondo me, possiamo realmente curare noi stessi.

CONCLUSIONE

Bene!

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo!

Come hai potuto vedere ho cercato di condensare all’interno tutto ciò che ti può servire per cominciare questo viaggio di amore per te stesso.

Non limitarti a leggerlo una volta e ad abbandonarlo. Rileggilo, prendi appunti se serve, ma soprattutto mettilo in pratica.

Giorno dopo giorno.

Questo è il duro lavoro a cui facevo riferimento all’inizio: leggere e rileggere tanti articoli senza praticare è assolutamente inutile.

Ricordalo.

Come sempre, se vuoi o hai bisogno di chiarimenti, puoi lasciarmi un commento.

Se invece vuoi contattarmi puoi scrivermi a questa pagina.

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3176989/
https://www.health.harvard.edu/blog/greater-self-acceptance-improves-emotional-well-201605169546
– Cardaciotto, L., Herbert, J. D., Forman, E. M., Moitra, E., Farrow, V. (2008). The assessment of present-moment awareness and acceptance: The Philadelphia Mindfulness Scale. Assessment, 15, 204–223
– Forsyth, J. P., Eifert, G. H. (2008). The mindfulness and acceptance workbook foranxiety: A guide to breaking free from anxiety, phobias, and worry using acceptance and commitment therapy. Oakland, CA: New Harbinger.
– Gilbert, P., Proctor, S. (2006). Compassionate mind training for people with high shame and self‐criticism: Overview and pilot study of a group therapy approach. Clinical Psychology and Psychotherapy, 13, 353– 379.
– Neff, K. D. (2003). Self-compassion: An alternative conceptualization of a healthy attitude toward oneself. Self and Identity, 2, 85-102.
– Neff, K. D., Vonk, R. (2009). Self‐Compassion Versus Global Self‐Esteem: Two Different Ways of Relating to Oneself. Journal of Personality, 77: 23-50.

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