Rabbia Repressa:
Come gestirla senza esserne sopraffatti

rabbia repressa
  • Hai mai avuto reazioni di rabbia eccessiva?

  • magari in relazione ad eventi apparentemente banali?

  • e ti sei ritrovato spesso a non comprenderne le cause?

Allora potresti sperimentare la cosiddetta rabbia repressa.

Questa rabbia è una delle emozioni più pericolose che sperimentiamo semplicemente perché non sappiamo che è lì o a che cosa serve.

Si nasconde in profondità nel nostro inconscio e quando emerge, si mostra camuffata da comportamenti quali il sarcasmo, attacchi di rabbia, fatica cronica o sintomi depressivi.

Pensaci:

Se non compresa ed elaborata questa emozione può agire ed emergere in maniera incontrollata anche in situazioni che non sembrano essere direttamente collegate.

Ecco perché nell’articolo di oggi voglio parlarti di che cos’è, come si manifesta, quali ne sono le cause più comuni e i migliori passi per poterla gestire e sfogare in maniera costruttiva.

Insomma un bel pò di carne al fuoco!

Sei pronto?

Cominciamo..

Se conosci qualcuno che pensi possa migliorare il suo rapporto con la rabbia tramite la lettura di questo articolo non esitare a condividerlo sui social. Lo aiuterai e ti ringrazierà sicuramente!

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Indice dei contenuti

RABBIA REPRESSA: COS’È?

La rabbia è un’emozione fondamentale nel nostro sviluppo evolutivo e ci aiuta ad individuare e rispondere istintivamente a situazioni di minaccia, oltre a fungere da potente forza motivante per cambiare aspetti della nostra vita di cui siamo insoddisfatti.

Dato il suo ruolo nel mantenere il corpo e la mente pronti all’azione, la rabbia è caratterizzata da una serie di cambiamenti fisiologici, tra i quali l’aumento del battito cardiaco, della frequenza respiratoria e della temperatura corporea.

Ma cosa intendiamo per “rabbia repressa“?

Questo tipo di emozione può derivare tra traumi infantili rimossi, dall’incapacità di esprimersi liberamente, dalle tante pressioni a livello sociale e culturale così come dallo stress della vita quotidiana che ci impone di correre ad un ritmo sfrenato.

Tra tutte le emozioni a cui abbiamo accesso, la rabbia è la meno incoraggiata nella nostra società, che tende a reprimerla in ogni sua forma.

Ciò non fa che distruggere i nostri rapporti e la nostra serenità.

Ecco perché sentendola, affrontandola ed esprimendola in maniera costruttiva potrai passare da tensione, stress e ansia a tranquillità, leggerezza e libertà emotiva.

Vedremo tra poco come.

Come puoi sapere se c’è rabbia repressa dentro di te?

Sono stati individuati 5 segni che possono indicare la presenza di rabbia repressa.

Ciò non significa che questi siano gli unici, ma sicuramente sono importanti da considerare.

Vediamoli…

1) Sei una persona eccessivamente passiva: essere una persona passiva può essere una buona cosa: infatti molte volte permettiamo alle piccole cose semplici e che non dovrebbero consumare la nostra attenzione di infastidirci.

Nonostante ciò la chiave per la vita è l’equilibrio: bisogna sapere quando si può essere passivi e quando è necessario agire. Se ti ritrovi ad evitare il confronto in qualsiasi forma, anche quando è necessario, allora potresti essere troppo passivo e reprimere emozioni quali il risentimento, la rabbia o la tristezza.

È naturale e sano provare rabbia ed altre emozioni negative in alcune situazioni. Quando impediamo alla nostra rabbia di esprimersi in maniera sana, si crea uno squilibrio a livello emotivo.

Così questa emozione tende a nascondersi in una parte profonda del nostro inconscio e a riaffiorare molto più grande e forte proprio in alcune situazioni che la scatenano, ma non sembrano essere giustificate.

2) Vieni irritato facilmente: se ti irriti facilmente è molto probabile che la tua rabbia abbia cause più profonde (come ad esempio dei traumi irrisolti). La rabbia repressa utilizza delle piccole situazioni per venire fuori a poco a poco, ingannandoti nel pensare che sei arrabbiato per qualcosa di banale e rendendo impossibile mantenere la calma.

uomo arrabbiato

3) Hai un comportamento dipendente/compulsivo: Avere una dipendenza dal lavoro, droghe, alcool o qualsiasi tipo di comportamento compulsivo ha a che fare con l’evitamento di emozioni spiacevoli che abbiamo paura di affrontare.

In pratica utilizziamo inconsciamente le nostre dipendenze per salvarci dalla sofferenza.

A un livello più profondo infatti cerchiamo di mantenerci il più possibile occupati con delle distrazioni così da non avere tempo per confrontarci con le nostre emozioni negative. Una di queste è proprio la rabbia.

4) Soffri di depressione/ansia/attacchi di panico inspiegabili: Sintomi depressivi e ansiosi apparentemente inspiegabili sono ormai quasi una norma nella nostra cultura.

Una possibile causa di questo fenomeno è la difficoltà ad esprimere liberamente le proprie emozioni: ciò porta ad un loro accumulo e ad una liberazione in momenti che innescano una reazione.

5) Hai un’immagine di te negativa: Le persone con bassa autostima e che hanno un’immagine di loro stesse negativa, vengono spesso viste come persone gentili che non si arrabbiano mai.

Al contrario, questa passività nasconde spesso una gran quantità di rabbia repressa.

A livello inconscio questi individui non credono di meritare di poter esprimere la loro rabbia: ciò comporta anche un grande accumulo di rabbia repressa verso se stessi.

Il loro modo di vedere loro stessi li intrappola in un mondo nel quale non possono esprimersi liberamente e ad attaccarsi per lo stesso motivo.

I SINTOMI DELLA RABBIA REPRESSA

Se manifesti alcuni di questi sintomi con regolarità è molto probabile che tu possa avere rabbia repressa così come altre emozioni negative a livello inconscio:

Fatica cronica.

Dolore cronico/tensione mandibolare/dolore al collo/dolore alla schiena/tensione muscolare.

Esplosioni di collera eccessiva ed ingiustificata.

Problemi digestivi/costipazione frequente/ulcere gastriche

Mania del lavoro o altri comportamenti compulsivi (es. bere, usare droghe, sesso compulsivo, gioco d’azzardo, abbuffate).

Uno stile di comunicazione passivo-aggressiva.

Sarcasmo, cinismo o irriverenza eccessive.

Difficoltà legate al sonno.

Ansia, Depressione o Attacchi di panico.

donna che dorme

Ovviamente questi sintomi non sono necessariamente legati solamente alla repressione della rabbia, ma possono essere il risultato di una somma di emozioni relegate nell’inconscio e che non riescono ad emergere.

Per poter elaborare completamente queste emozioni è necessario un luogo sicuro e controllato nel quale poterle esprimere.

Queste emozioni vanno ascoltate, comprese, non giudicate e continuare ad ignorarle tende solo a farle accrescere sempre di più.

QUALI SONO LE CAUSE PRINCIPALI
DELLA RABBIA REPRESSA?

Cos’è l’evitamento emotivo?

Per poter discutere dell’argomento della rabbia repressa è necessario introdurre il concetto di evitamento emotivo.

Molte persone imparano, durante l’infanzia, ad ignorare ed evitare tutto ciò che viene percepito come cattivo, in particolare le emozioni. Questo è un meccanismo inconsapevole che porta ad una scissione dentro di noi: tutto ciò che è valutato come buono viene premiato, tutto ciò che è valutato come cattivo viene punito e relegato in una parte di noi.

In questo processo, i nostri genitori e gli adulti che si occupano di noi hanno una grande responsabilità.

Queste emozioni negative, se represse, giocano un ruolo fondamentale in comportamenti quali abbuffate compulsive, uso di alcool, cibo o dipendenze di vario genere che sono tutti modi per affrontarle e gestirle.

Tra le varie emozioni negative, la rabbia è una delle più inibite perché considerata pericolosa. Il problema è che reprimerla tende, a lungo termine, ad avere effetti ancora più pericolosi e dannosi per l’individuo che la sperimenta: possono svilupparsi comportamenti passivo-aggressivi, violenza etero ed autodiretta, indifferenza e cinismo, rancore.

Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei tu quello che si scotta.

(Buddha)

La rabbia repressa può danneggiare la tua salute

Il livello e l’intensità di questa emozione può portare a gravi problemi fisici e mentali inclusi depressione, ansia, pressione alta e bassa efficienza del sistema immunitario.

Vediamoli meglio..

1) Un’esplosione di rabbia può mettere a rischio il tuo cuore: la rabbia repressa tende ad associarsi primariamente a malattie cardiache. Attraverso l’espressione costruttiva di questa emozione, nella quale parli direttamente alla persona con cui sei arrabbiato e affronti la frustrazione in maniera produttiva, si possono diminuire di molto anche i problemi cardiaci.

cuore

2) La rabbia eccessiva aumenta il rischio di ictus: Se sei incline ad esplodere rabbiosamente, fai attenzione. Uno studio ha rilevato che vi è un rischio 3 volte più elevato di avere un ictus da un coagulo di sangue al cervello durante le 2 ore dopo uno sfogo rabbioso.

3) Indebolisce il tuo sistema immunitario: se ti ritrovi ad essere arrabbiato per la maggior parte del tempo, potresti ritrovarti anche ad ammalarti più spesso.

4) I problemi con la rabbia possono peggiorare la tua ansia: ansia e rabbia spesso vanno di pari passo e possono avere alla base cause molto simili.

5) La rabbia è collegata anche alla depressione.

Mi segui ancora?

Bene!

Perché dopo aver visto cos’è la rabbia repressa, come si manifesta e le cause più comuni andiamo adesso a parlare di come controllarla, gestirla ma soprattutto come sfogarla in maniera sana e costruttiva.

Andiamo avanti..

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COME GESTIRE LA RABBIA REPRESSA E COME SFOGARLA IN MANIERA SANA E COSTRUTTIVA

Come abbiamo già visto poco fa, quindi, reprimere la propria rabbia in maniera consapevole o meno può portare ad una serie di conseguenze negative.

Ti starai perciò chiedendo:

Come posso gestire, controllare o sfogare la rabbia in una maniera più costruttiva?

Ottima domanda.

Infatti, il fatto di riconoscere la rabbia repressa dentro di te non significa che puoi cominciare a distruggere oggetti, urlare o persino prendere a botte il primo che ti taglia la strada 🙂

Andiamo perciò a vedere che passi possiamo seguire per lavorare sulla rabbia in maniera adeguata.

Al solito considera queste strategie come indicazioni: per andare a fondo a qualsiasi problema di tipo psicologico è spesso necessario un supporto professionale.

1) Acquisisci Consapevolezza della tua rabbia

Il primo passo è come sempre la consapevolezza.

L’introspezione è fondamentale per individuare le ragioni e le cause più profonde della rabbia repressa. Come abbiamo visto poco fa, la tua rabbia potrebbe essere del tutto giustificata da ciò che hai vissuto in passato.

I bambini, in particolare, hanno profondi bisogni a livello sia emotivo che fisico. Se questi non vengono soddisfatti ciò potrà portare a manifestazioni emotive in età adulta quali irritabilità o attacchi di rabbia.

Nelle relazioni queste emozioni potranno esprimersi nella forma di critiche o eccessivo bisogno di vicinanza al nostro partner.

Da dove cominciare perciò?

Nel momento in cui qualcosa scatena la tua rabbia, puoi accorgertene e decidere di cambiare la tua reazione in maniera consapevole, mantenendo la calma e analizzando il perché della reazione stessa.

Non è sempre semplice, ma assolutamente possibile.

Ed è il primo fondamentale passo per riuscire ad incanalarla in una maniera più produttiva.

2) Riconosci i segni della rabbia e prova a gestirli diversamente

Riconoscere i segni della rabbia è uno step importante. Potresti sentire il tuo cuore battere più velocemente, il corpo irrigidirsi e la frequenza respiratoria diventare più veloce.

Quando avverti questi segnali potresti provare ad allontanarti dalla situazione di stress e dare a te stesso il tempo di calmarti e ridurre l’impulsività.

Anche il classico “contare fino a 10” è una buona tecnica, così come cercare di rallentare la frequenza respiratoria espirando più a lungo di quanto si espira. Queste piccole tecniche possono aiutarti a rilassarti, mantenere la calma e a pensare con maggior chiarezza.

uomo rilassato

3) Identifica i triggers, ovvero ciò che ti scatena la reazione rabbiosa

I triggers della rabbia possono essere definiti come qualsiasi cosa scateni una reazione di rabbia nella persona. Dato che ognuno di noi è differente, ogni trigger è differente.

Possono variare per età, genere persino cultura. Le esperienze di vita hanno il maggiore impatto sul modo in cui i triggers della rabbia scelgono di emergere.

Alcuni fattori comuni sono:

  • Non rispettare lo spazio personale
  • Ricevere insulti
  • Ricevere minacce
  • Essere vittima di menzogne e bugie
  • Essere accusati di qualcosa che non è vero
  • Essere messi in discussione o interrotti
  • Essere ignorati

La rabbia degli uomini sembra essere un pò più astratta e legata ad attacchi vissuti come personali, mentre quella delle donne sembra essere mescolata alla sofferenza legata alle difficoltà nelle relazioni interpersonali.

Arrivati a questo punto ti sarà sorta una domanda:

Come identificare i triggers?

Un valido esercizio può essere quello di notare ed identificare tutto ciò che scatena reazioni di rabbia. Potresti annotare sia qual è il fatto che ha scatenato la reazione, sia come si è manifestata (es. sintomi fisici), quanto è durata e qual è stato il comportamento che hai messo in atto.

Ovviamente col tempo, annotando i vari comportamenti così come tutte le situazioni che scatenano reazioni aggressive, è possibile cominciare a pensare a collegamenti da fare rispetto alle possibili cause (passate e non).

Mi segui ancora?

Bene.

Perché ora andiamo invece a vedere quali possono essere dei comportamenti più costruttivi e alternativi alla rabbia distruttiva.

4) Prova ad esprimerla in modi costruttivi

In questa parte ho raccolto quelli che possono essere alcune modalità alternative per esprimere la rabbia in maniera costruttiva ed imparare a mantenere la calma anche nelle situazioni più difficili.

Vediamoli..

  • Permettiti di sentire la tua rabbia pienamente: la rabbia è nota per essere un’emozione secondaria. Ciò significa che spesso “copre” qualcos’altro. Quando ti permetti di sentire appieno la tua rabbia e la fai emergere è molto comune percepire emozioni quali tristezza, dolore e paura. Permetti a te stesso di sentire la tua rabbia così da poter ascoltare cosa ti sta comunicando.
  • Lasciala uscire: dopo aver identificato le motivazioni della tua rabbia repressa, il passo successivo è quello di lasciarla uscire. Sfogare la rabbia può esprimersi in varie forme: affrontare un genitore, un partner tossico o persino te stesso. Non è necessario confrontare la situazione direttamente se ciò è inopportuno o impossibile. Anche scrivere una lettera o una mail che non invierai mai porta ad enormi benefici. Provare per credere! Altri modi per sfogare la rabbia sono: urlare, colpire un cuscino o un sacco da boxe, cantare a squarciagola.
  • Esprimi te stesso: esprimere liberamente ciò che provi è un ottimo modo di liberare la tensione, migliorare l’umore ed avere più tempo per pensare chiaramente. Esprimere se stessi può esser fatto in modi molto diversi: dipingere, suonare, cantare, ballare, scrivere, avere conversazioni profonde con i propri amici o familiari.

suonare

  • Prova a vedere la situazione da prospettive diverse: cambiare il proprio modo di pensare alla situazione e se stessi è un processo lungo e non sempre semplice. La rabbia repressa può nascondere vissuti molto profondi e non è facile “cambiare il proprio modo di pensare” come se niente fosse. Ma confrontarsi con altre persone e soprattutto provare a dare interpretazioni diverse della situazione permette di avere un maggior controllo anche sulla reazione conseguente.
  • Evita di giudicarti negativamente: anche se hai reazioni aggressive o attacchi di rabbia ciò non significa che ci sia qualcosa di sbagliato in te. La rabbia ha spesso cause molto profonde e già l’acquisire consapevolezza di cosa la scatena, cambiare prospettiva e cercare di cambiare la reazione ad essa sono passi importanti da fare. Non giudicarti se non riesci fin da subito e non mollare alle prime difficoltà.
  • Fai attività fisica: è un ottimo modo a lungo termine per gestire la propria emotività e lasciarla fluire. Permette di ridurre lo stress e migliorare l’umore tramite il rilascio di endorfine. Può essere qualsiasi forma di attività: dal bodybuilding alla corsa a vari sport di squadra e non.
  • Migliora la dieta e la qualità del sonno: la qualità del cibo e del sonno hanno un profondo impatto nella nostra salute mentale. Mangiare sano e dormire almeno 8 ore a notte ha profondi benefici anche sulla gestione delle nostre emozioni, tra le quali la rabbia. Allo stesso modo, evitare alcool e droghe è fondamentale.

CONCLUSIONE

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo.

Spero possa averti chiarito le idee sul concetto di rabbia repressa e ti possa aver dato degli strumenti in più per controllarla, gestirla e sfogarla in una maniera diversa.

Ovviamente non basta la lettura di un articolo per andare in profondità ad analizzare le cause di un disturbo di questo tipo.

Ecco perché se senti di non riuscire a gestire da solo ti invito come sempre a chiedere aiuto.

La tua vita è importante e rimandare un problema come questo finisce per renderlo sempre più complicato.

Se hai bisogno di me per una situazione specifica puoi scrivere un commento qui sotto o inviarmi una mail, cercherò di risponderti nel più breve tempo possibile.

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI:

https://www.everydayhealth.com/news/ways-anger-ruining-your-health/
– “Controlling Anger — Before It Controls You.” American Psychological Association. (June 3, 2008) http://www.apa.org/topics/controlanger.html
– Eng, M. P., ScD., et al. (2003). Anger Expression and Risk of Stroke and Coronary Heart Disease Among Male Health Professionals. Psychosomatic Medicine, 65:100-110.
– Tani, C., Sorrentino, R. (2013). Rabbia – L’emozione che non sappiamo controllare, Oscar Mondadori.

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4 commenti
  1. Simona
    Simona dice:

    Letto molto volentieri questo articolo ed altri, grazie per la condivisione.
    La gestione della rabbia è sempre stato un tarlo fin dall’infanzia, la provavo, la sfogavo ( non ne comprendevo l’origine di difesa per cui, poterla reindirizzare correttamente era mera utopia) e successivamente emergeva un senso di colpa per averla espressa creando danno a me e il prossimo.
    Mi rendo ben conto che viviamo in un contesto sociale che non promuove l’auto osservazione di se stessi, dell’amor proprio e comprensione dei propri modelli disfunzionali.
    Come dicevo in precedenza, l’unica modalità per gestirla e non farsi gestire da essa è mettersi in ascolto quando emerge, parlarle. Può raccontarci storie di noi che non abbiamo mai voluto darci il permesso di ascoltare ed integrare.
    Non significa che scompaia ma è un autorizzarsi a validare ciò che nasconde dietro, a esprimerla correttamente. Sono la prima che ogni tot, quando mi accorgo che la gestione momentanea non basta, vado in macchina da sola e urlo. 😉
    Liberatorio.
    Spero possa esser di aiuto a chi, come me fino a poco tempo fa era succube di tale forza.

    Rispondi
  2. Giuliana
    Giuliana dice:

    Grazie.. spero di mettere in pratica.. è dura..ma lo devo fare ,ho un bimbo piccolo e non voglio farlo soffrire.

    Rispondi

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