Pensieri Suicidi:
Come superarli senza sentirsi soli

pensieri suicidi
Ultimo Aggiornamento: 2 Dicembre 2023 di Francesco Minelli
  • Ti è mai capitato di pensare al suicidio?

  • di vivere un periodo molto difficile legato ad un dolore profondo?

  • e conseguentemente di pensare di non avere una via d’uscita?

Allora questo articolo è per te.

Sarai d’accordo con me:

Avere pensieri suicidari può essere letteralmente spaventoso: può essere molto difficile sapere cosa fare e come affrontarli.

Potresti sentirti molto depresso o ansioso oppure sentirti inutile o non voluto da nessuno, senza speranza verso il futuro, come se qualsiasi cosa tu possa fare o dire non cambierebbe le cose.

Ecco perché oggi voglio parlarti di cosa sono, quali sono i miti più comuni, i segnali di pericolo a cui fare attenzione e le cause che li determinano.

Infine ti lascerò al solito delle strategie pratiche per poterli affrontare e superare.

Come ripeto sempre è fondamentale NON fare autodiagnosi e rivolgersi sempre ad un professionista della salute mentale

Ma prima di passare all’articolo voglio sottolineare una cosa importante:

Qualunque sia la situazione che stai vivendo in questo momento è unica per te, ma pensare al suicidio non lo è. Non sei solo, molte persone hanno avuto questi pensieri ma hanno trovato una via d’uscita.

Sentirti così non è un difetto caratteriale e non vuol dire che stai impazzendo, che sei troppo debole o qualcosa non va in te. Significa solo che hai più dolore di quello che sei in grado di affrontare e che in questo momento ti sembra schiacciante e permanente.

So che al momento ti sembra che non ci sia nessun modo per risolvere i tuoi problemi e che il suicidio sia l’unica strada per cessare il dolore, ma non è così.

Sei pronto?

Cominciamo…

Se conosci qualcuno che sperimenta questi pensieri condividi con lui questo articolo. Gli darai la possibilità di riconoscere i più importanti segnali di pericolo e come raggiungere un aiuto immediato e professionale: potresti salvare una vita. Ti ringrazio!

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COSA SONO I PENSIERI SUICIDARI?

I pensieri suicidi (o ideazione suicidaria) fanno riferimento al pensare o pianificare il suicidio. Questi pensieri possono andare da una semplice considerazione momentanea al creare un piano dettagliato.

Non includono l’atto finale del suicidio.

Avere pensieri intrusivi ed emozioni suicidarie, quindi, significa pensare di mettere fine alla propria vita oppure pensare che le persone stiano meglio senza di noi.

Può anche indicare pensieri riguardo a metodi specifici per uccidersi.

Il suicidio è definito, invece, come l’atto intenzionale di prendere la propria stessa vita.

Secondo le statistiche i tentativi di suicidio e i pensieri suicidi stanno sempre più aumentando.

Nel mondo, ogni 40 sec, qualcuno si suicida e circa 800.000 persone mettono fine alla loro vita ogni anno.

I dati, insomma, sono allarmanti.

Figura: Tassi di suicidalità standardizzati (per 100.000 abitanti), uomini e donne. 2016

Tassi di suicidi per 100.000 persone

Fonte: OMS, World Health Statistics 2019: monitoring health for the SDGs, sustainable development goals.

Per quanto riguarda questo tipo di pensieri, il problema è che se ne parla sempre troppo poco.

Spesso questo viene considerato un argomento taboo e questa sorta di stigma può portare a non condividere i propri vissuti e a sentirsi profondamente soli.

Passiamo ora a vedere quelli che sono i miti più comuni.

7 Miti sul suicidio

discutere e parlare del suicidio può incoraggiarlo.

le uniche persone che hanno pensieri suicidari sono quelle con problemi mentali.

i pensieri suicidi non se ne vanno mai.

una persona suicida è determinata a porre fine alla sua vita.

non ci sono segnali che possono prevenire il suicidio.

le persone che parlano del suicidio non lo mettono in atto.

i tentativi di suicidio sono solamente un modo di attirare l’attenzione.

I PIU’ COMUNI SINTOMI E SEGNALI DI PERICOLO

Alcuni segnali di allarme da considerare quando si è preoccupati sono i cambiamenti nel comportamento o la comparsa di comportamenti del tutto nuovi, in particolare se correlati a eventi dolorosi, come perdite o profondi cambiamenti.

La maggior parte delle persone che ha pensieri suicidari intrusivi mostra uno o più segnali di avvertimento, sia attraverso ciò che dice che attraverso ciò che fa.

Vediamone alcuni:

Di cosa parla:

– di togliersi la vita
– di sentirsi senza speranza
– di non avere una ragione per vivere
– di essere un peso per gli altri
– di sentirsi intrappolato
– di provare un dolore insopportabile (profonda tristezza)

Come si comporta:

– aumento nell’uso di alcool e/o droghe
– cerca online metodi per togliersi la vita
– tende a ritirarsi da molte attività
– ci sono cambiamenti nelle routine quotidiane (es. abitudini alimentari).
– si isola dalla famiglia e dagli amici

– dorme troppo o troppo poco
– regala oggetti preziosi come per disfarsene
Р̬ spesso aggressivo o intollerante
– si sente spesso stanco e affaticato.

mano sulla finestra

Inoltre, la persona che sta pensando al suicidio mostra spesso atteggiamenti e comportamenti simili a quelli depressivi: ansia, perdita di interesse, sensazioni di umiliazione/vergogna, forte rabbia.

Ovviamente questi sono solo alcuni dei segnali che possono indicare la presenza di una ideazione suicidaria e non vanno affatto sottovalutati.

Se ti accorgi che qualcuno vicino a te li mostra e non sai cosa fare allora chiedi aiuto.

Può fare tutta la differenza.

Passiamo ora a trattare a fondo quelle che sono le cause più comuni di questi pensieri.

QUALI SONO LE CAUSE DEI PENSIERI SUICIDI?

Questa domanda è molto complessa: le migliori informazioni derivano da chi è sopravvissuto a tentativi di suicidio oppure dalla comprensione dei punti in comune di chi lo ha commesso.

I pensieri suicidi possono avere molte cause. Molto spesso questi pensieri emergono da emozioni intollerabili ed estremamente dolorose dovute a una o più situazioni che sembrano essere impossibili da risolvere o superare.

Alcuni fattori demografici sono strettamente associati ed includono: genere maschile, età sotto i 25 e sopra i 65 anni, stato relazionale divorziato, single o vedovo.

Anche alcune professioni, come ad es. quelle sanitarie, sono a maggior rischio di suicidio.

Non poteva che essere così:

Dai dati emerge come molti individui non vogliano realmente morire ma trovare un modo di far cessare il dolore, emotivo o fisico.

Parlando di cause specifiche troviamo:

Vediamo ora quelli che possono essere i fattori protettivi.

Fattori che possono proteggere dal rischio di suicidio

Nonostante, come abbiamo visto, ci sia un ampio raggio di fattori di rischio e possibili cause esistono anche fattori protettivi.

Individui che hanno un buon supporto sociale (es. famiglia, amici) hanno un minor rischio di sperimentare l’ideazione suicidaria o mettere in atto tentativi.

Per gli uomini e le donne, avere bambini o essere in procinto di averne è risultato essere un fattore protettivo.

Se non senti di avere più speranza per il futuro, potresti pensare che il suicidio sia una soluzione. Dentro di te si crea una visione a tunnel nella quale quando sei nel bel mezzo di una crisi, farla finita sembra l’unica via d’uscita.

In realtà, è sempre importante sottolineare che se stai sperimentando questo tipo di pensieri intrusivi il fattore più protettivo è senz’altro la possibilità di chiedere aiuto e aprirti rispetto a ciò che stai provando.

Non dimenticarlo!

Mi segui ancora?

Bene!

Perché nell’ultima parte vedremo come affrontare questi pensieri e soprattutto come andare alla radice, comprendendo le motivazioni più profonde.

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COME IMPARARE A GESTIRE I PENSIERI SUICIDI
E COME AFFRONTARLI

luce in fondo al tunnel

Arrivato questo punto potresti chiederti:

Se ho pensieri suicidari, cosa posso fare?

Come posso smettere di pensare al suicidio?

Cerchiamo di rispondere a queste domande.

Innanzitutto, come ho sottolineato in precedenza, devi ricordarti sempre di una cosa:

Non importa quanto dolore provi in questo momento, ricordati sempre che non sei solo.

Alcune delle persone più famose e ammirate sono state dove sei tu in questo momento.

Ricordati che, a prescindere dalla tua situazione, ci sono persone che hanno bisogno di te, luoghi in cui puoi fare la differenza ed esperienze che ti ricordano che la vita merita di essere vissuta.

Anche se in questo momento non ci credi.

Ricorda:

I problemi sono temporanei, ma il suicidio è permanente.

Perdere la vita non è mai la soluzione giusta a prescindere dalla sfida che stai affrontando. E anche se non trovi un senso a tutto questo.

Se senti di essere senza speranza ti verrà automatico pensare che le cose non potranno mai cambiare, ma non è così.

Solo perché tu non riesci a vedere una luce in fondo al tunnel, ciò non significa che non ci sia.

Molte persone hanno sperimentato i pensieri suicidi e sono sopravvissute, per esserne molto grate subito dopo. Prova a darti del tempo affinché le circostanze possano cambiare e il dolore diminuire. Le evidenze mostrano che fornire servizi di supporto, parlare del suicidio, ridurre l’accesso ai mezzi per ferirsi o aprirsi con i propri cari sono solo alcune delle azioni che possiamo intraprendere tutti per aiutare chi vive queste sensazioni così dolorose.

Vediamo adesso alcuni passi importanti che puoi seguire in questo momento:

1) Identifica i fattori scatenanti o le situazioni che portano a sentimenti di disperazione e pensieri suicidi

Alcuni fattori potrebbero essere: l’anniversario di una perdita importante, relazioni tossiche e logoranti, persone che ti denigrano ecc. Cerca di evitare, per quanto possibile, tutto ciò che scatena i tuoi pensieri ripetitivi.

2) Elimina l’accesso a metodi per toglierti la vita

Sbarazzati di qualsiasi tipo di oggetto che possa essere pericoloso (es. coltelli o medicinali) o impedisci l’accesso a luoghi pericolosi per te.

3) Se stai seguendo una cura farmacologica, osservala scrupolosamente

Non dovresti mai smettere di prendere i medicinali o cambiare il dosaggio finché il tuo medico o psichiatra non te lo dice. Le tue sensazioni possono peggiorare se decidi di interrompere bruscamente i medicinali.

4) Evita alcol, droghe o altri tipi di sostanze

Può sembrare una forte tentazione quella di rivolgersi a droghe o utilizzare l’alcol durante momenti di difficoltà, ma ciò non farà che rafforzare i tuoi pensieri suicidi. È fondamentale evitare queste sostanze quando ti senti senza speranza o pensi al suicidio.

ragazzo che ha fumato

5) Ricorda che le tue emozioni e i tuoi pensieri non sono fissi

Al contrario, cambiano continuamente. Anche se oggi ti senti totalmente a terra e pensi di farla finita, domani potresti provare tutt’altro. Anche se pensi che questi pensieri non svaniranno mai non è così: se hai la forza di intraprendere un trattamento o chiedere aiuto potrai riacquisire nuove prospettive. Fai un passo alla volta e non agire impulsivamente.

6) Cerca di aprirti e di parlare con qualcuno, chiedi aiuto

Non dovresti mai cercare di gestire i tuoi pensieri suicidi e le sensazioni che ne derivano da solo. Chiedi ai tuoi amici o ai tuoi cari di passare del tempo con te. Un aiuto professionale o il supporto di chi ti vuole bene può alleggerire di molto il carico che ti stai portando.

Se non senti di poterti aprire con i tuoi cari, cerca aiuto a questi link:

Prevenire il Suicidio
Samaritan Onlus: 06 77208977
Telefono Azzurro (se hai meno di 18 anni)
Telefono Amico (se sei maggiorenne).

Come aiutare chi soffre di pensieri suicidari?

Tutti i passi di cui sopra valgono anche quando vogliamo cercare di aiutare chi soffre.

Ma vorrei sottolineare un punto importante:

Chi fa questi pensieri ha bisogno di qualcuno con cui poterli condividere senza essere giudicato, di qualcuno che possa comprendere e vivere con lui tutto quel dolore.

Ma spesso sentire e vivere tutto ciò ci spaventa: cerchiamo di convincere qualcuno a non pensare ciò che pensa o a non sentire ciò che prova. E tendiamo a ripetergli che potrebbe far soffrire chi gli è accanto facendo un gesto così estremo.

Ma la realtà è che la persona prova queste emozioni e il nostro compito è accettarlo.

A volte abbiamo bisogno di accettare ciò che è per permettere anche all’altro di accettare se stesso.

Alla fine ciò che l’altro sta chiedendo è:

comprendimi così non mi sentirò più così solo“.

Nella maggior parte dei casi non vuole interrompere la sua vita, ma trovare un modo per non sentire più tutto quel dolore. Sente che è l’ultima forma di controllo che gli è rimasta.

Alcuni dolori sono troppo grandi per essere affrontati da soli.

DOMANDE COMUNI SUI PENSIERI SUICIDARI

  • I pensieri suicidi sono un segno di depressione?

Quando qualcuno ha una depressione clinica con ideazione suicidaria, i pensieri suicidi possono far parte di questa condizione. Nonostante ciò, è importante ricordare che la stragrande maggioranza delle persone depresse non arriva al punto di compiere il suicidio.

  • I pensieri suicidi sono un sintomo dell’ansia?

I disturbi ansiosi sono stati spesso associati ad un’incremento del comportamento suicidario in studi clinici (vedi “Alcuni riferimenti“). Tuttavia, sono anche presenti alti livelli di comorbilità all’interno dei disturbi d’ansia.

  • Cosa posso fare per proteggere il/la mio ragazzo/a adolescente o preadolescente dal rischio di suicidio?

Mi è stata posta spesso questa domanda e ritengo sia molto importante parlarne.

Come genitore può essere normale provare molta preoccupazione per alcuni comportamenti o atteggiamenti di tuo figlio.

Ricorda però, che il tuo ruolo ti permette di insegnare e fare da modello di abitudini sane per la salute mentale proprio come potresti per la salute fisica. Prenderti cura della tua stessa salute mentale prima di tutto, parlarne apertamente e cercare un aiuto esterno quando necessario sono tutte possibilità concrete.

Se tuo figlio ti vede affrontare le tue sfide e imparare dai tuoi errori in modo aperto, imparerà che è normale avere difficoltà e imparare dai propri sbagli.

Questo lo potrà aiutare ad essere più flessibile e compassionevole verso se stesso. Comprenderà anche che la vita è complessa e piena di sfide per tutti in momenti diversi.

Come avrai potuto intuire perciò, il passo successivo è proprio sforzarsi di essere disponibile a parlare e ad ascoltare senza giudicare, fornendo una preziosa risorsa per elaborare tutti i vissuti difficili e dolorosi. Con tanta presenza, pazienza e compassione.

Inoltre, se tuo figlio ha una storia di depressione, disturbi ansiosi, autolesionismo o uso di sostanze il tuo compito può essere quello di controllarlo in maniera più decisa e considerare un aiuto esterno professionale, spesso necessario in queste situazioni.

  • Come posso sapere se mio figlio si comporta come un normale adolescente (es. cambiamenti d’umore) o ci può essere qualcosa di più serio?

Quando i bambini raggiungono la pubertà, i cambiamenti nel loro corpo e nel loro cervello possono portare a specifici cambiamenti comportamentali (come sanno molti genitori!).

I comportamenti considerati normali sono gli sbalzi d’umore, una maggiore irritabilità e la tendenza a volere maggiore autonomia e distacco.

Tutti questi comportamenti fanno parte del naturale sviluppo adolescenziale.

Quando invece ci sono altri segnali come la costanza sensazione di disperazione o inutilità, il costante autosabotaggio, la perdita di interesse in attività che prima piacevano, il non voler uscire per vedere gli amici o una costante apatia allora è importante prendere del tempo per comunicare con i ragazzi e capire a fondo cosa sta succedendo.

Ricorda che tu conosci tuo figlio meglio di chiunque altro. Conosci i suoi atteggiamenti e comportamenti abituali e le sue reazioni tipiche.

Fidati del tuo istinto se noti qualcosa di strano: potrebbe essere la punta dell’iceberg di qualcosa di più profondo.

CONCLUSIONE

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo!

Ma prima di lasciarti, vorrei dirti questo:

Pensare al suicidio non significa metterlo in pratica. Se hai questo tipo di pensieri, è importante prima promettere a te stesso che non metterai in atto nulla prima di chiedere aiuto.

Te lo devi.
Perché sei importante.

Non ti sto dicendo che ciò che provi o pensi sia sbagliato, ma che non devi necessariamente metterlo in pratica.

Ricordati che molte persone hanno vissuto ciò che tu stai vivendo e sono sopravvissute.

Non sei solo.

Ti rinnovo la possibilità di contattare:

Prevenire il Suicidio
Samaritan Onlus: 06 77208977
Telefono Azzurro (se hai meno di 18 anni)
Telefono Amico (se sei maggiorenne).

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2940247/
https://afsp.org/risk-factors-protective-factors-and-warning-signs/
https://www.istat.it/it/archivio/suicidi
https://www.epicentro.iss.it/mentale/giornata-suicidi-2020-fenomeno-suicidario-italia

– Berman, A., L., Jobes, D., A. (1999). Il suicidio nell’adolescenza, Edizioni Scientifiche Ma.Gi., Roma.
– Brent, D., A., Perper, J., Goldstein, C. (2002). Risk factor for adolescent suicide. A comparison of adolescent suicide victims with suicidal inpatients. Archives of General Psychiatry; 45.
– Hawgood, J., De Leo, D. (2008). Anxiety disorders and suicidal behaviour: an update. Current Opinion in Psychiatry, 21(1):p 51-64.
– Nepon, J., Belik, S.L., Bolton, J., Sareen, J. (2010). The relationship between anxiety disorders and suicide attempts: findings from the National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions. Depress Anxiety; 27(9):791-8.
– Sareen, J., Cox, B.J., Afifi, T.O. (2005). Anxiety Disorders and Risk for Suicidal Ideation and Suicide Attempts: A Population-Based Longitudinal Study of Adults. Arch Gen Psychiatry; 62(11):1249–1257.

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14 commenti
  1. Carlo M.
    Carlo M. dice:

    Grazie davvero per questo articolo.

    Ho una famiglia di m**. Non mi considera nessuno e nonostante io cerchi di adattarmi a tutti, non cambia niente. E’ da quando sono piccolo che ho a che fare con una madre debole e un padre violento. So che dovrei fregarmene e vivere la mia vita ma non riesco. La mia ragazza mi ha lasciato e ho perso un caro amico in un incidente stradale circa un mese fa. Peggio di così??

    Il pensiero di vivere ancora tutto questo dolore è devastante, non so se riesco a reggere ancora.

    La frase che mi dà speranza è questa:
    “Solo perché tu non riesci a vedere una luce in fondo al tunnel, ciò non significa che non ci sia”

    Grazie dottore, sono giorni che non faccio che avere pensieri brutti e questo articolo è una piccola luce di speranza. Le parole che scrive possono salvare. Se potessi le darei un forte abbraccio. Carlo.

    Rispondi
  2. Sarà
    Sarà dice:

    Ho 18 anni adesso . E quando avevo intorno hai 12 anni non so cosa mi prendeva ma continuavo a sentire nella mia mente qualcuno che volesse che mi buttassi dal balcone . Le cose che mi hanno fatto andare avanti :
    – sapere che non ero sola
    – stare con i miei amici e familiari
    Рparlarne ( ricordo che non sei matto tanti ne soffrono ma devi capire che farla finita non ̬ la soluzione )
    Evitare di isolarti .
    Non è finita perché ogni tanto questo pensiero e altri mi rivengono ma bisogna semplicemente accettarli e non ruminare . Ricordatevi sempre che non siete soli . Ricordate che passerà anche la notte più oscura e sorgerà il sole. C’è la farete .

    Rispondi
  3. P. Pizze
    P. Pizze dice:

    Io non sono mai, e ripeto mai, rimasto colpito da questi documentari che parlano di ciò nonostante io ne abbia sofferto anche io, tranne per questo sito dove viene scritto, documentato ed elaborato tutto con delle belle frasi, motti, proverbi e tanto altro per far stimolare il cervello a credere che tutto a un senso, altrimenti che cosa siamo qua in questo mondo a fare? Il punto è che io ne ho sofferto parecchio, e ancora tutto adesso, però il problema non è solo cercarne di uscire o diciamo di “alleviare” il dolore perché tanto prima o poi ne usciamo tutti, ma capire il dopo o se si può ritornare in questo “inferno”, perché da lì non dipende da quello che sei tu o da quello che fai tu perché lo hai già fatto prima, ma per quello che è o per quello che fa il mondo esterno.
    Mi sto esprimendo molto veloce e in modo forse scortese e brusco perché sto buttando giù quello che penso adesso. Io per provarne ad uscire mi dico sempre “Non è tanto chi sei o da dove vieni, quanto quello che fai che ti qualifica!” e provo OGNI giorno a cambiare, a provare qualcosa di nuovo perché io possa sentirmi “bene” ma lo faccio solo perché provo a non sentire più dolore non perché lo mi senta quello che sono veramente.
    Volevo solo esprimere un mio piccolo dolore e spero che venga compreso. Non volevo distruggere questo bel sito o soprattutto le speranze di qualcun’altra che forse è messo peggio di me, però noi dobbiamo cambiare prima noi e poi al massino quello che ci sta attorno. Grazie mille a tutti per la lettura e comprensione.
    “Non si combatte perché si è forti, ma si è forti perché si combatte”
    “Niente è impossibile se ci credi fino in fondo”
    “Le sfide sono ciò che rendono la vita interessante. Superarle è ciò che le dà significato e le rende la vita unica”

    Rispondi
  4. Anna
    Anna dice:

    È così difficile vedere il bello della vita quando sembra non sia rimasto più nulla per cui combattere. Eppure c’è sempre quel qualcosa che ci rende degni di avere un nostro angolo in questo mondo. I sogni non saranno mai dei perdenti e nemmeno la diversità. Ogni dettaglio fa la differenza, ogni goccia, lacrima, crea il mare, persino il nostro respiro aiuta le piante a crescere.

    Rispondi
  5. Emanuela
    Emanuela dice:

    Grazie per questo articolo, è molto importante per tutte le persone che soffrono e non trovano il modo di andare avanti, ed è giusto continuare a lottare per ciò in cui si crede e ringraziare per questa vita anche con tutte le sfide che porta con sé🙏

    Rispondi
  6. Lucia
    Lucia dice:

    È’ bellissima la frase….il dolore è’ troppo grande da affrontare….è’ più grande di me…non voglio concludere la mia vita, vorrei soltanto che questo dolore diminuisse o sparisse del tutto…grazie mille per questo articolo.

    Rispondi

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