Come superare una rottura:
La Guida Definitiva

come superare una rottura
  • ti è mai capitato di vivere una rottura sentimentale molto dolorosa?

  • un periodo in cui tutto ti sembrava aver perso senso?

  • e cercavi ogni risorsa ed ogni rimedio possibile per stare meglio?

O magari la stai vivendo proprio in questo momento e ti senti letteralmente a pezzi.

Allora voglio dirti una cosa importante:
puoi tornare a stare bene.

Oggi infatti ti mostrerò come superare una rottura una volta per tutte.

Questa guida vuole essere un aiuto concreto per superare questo momento difficile e riprendere in mano la tua vita dopo una rottura sentimentale.

Un avvertimento però:

non sarà il solito articolo che elenca quei 5-6 comportamenti da cambiare, ma andrà al cuore del problema.

E quindi richiederà il tuo impegno.

Infatti, per scrivere questo articolo ho raccolto i migliori rimedi provati da numerose ricerche scientifiche, ma ho anche inserito tanto di ciò che deriva dalla mia esperienza in studio.

Insomma se sei pronto/a a metterti in gioco e vuoi uscire da questo periodo difficile seguimi e ti mostrerò tutto ciò che c’è da sapere.

Non limitarti a leggere la guida. Rileggila più volte. Ma soprattutto… Mettila in pratica. Ok?

PS. durante tutto l’articolo mi riferirò a te usando il maschile, ma chiaramente gli stessi concetti sono validi anche al femminile.

Sei pronto?

Cominciamo…

In questo articolo ho cercato di dare veramente il massimo per offrirti una risorsa che possa essere utile ora, ma anche in futuro. Se hai qualcuno nella tua vita che soffre (o ha sofferto) per una separazione dolorosa, allora condividilo. Ti ringrazierà!

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Indice dei contenuti

PERCHÈ AVVIENE UNA ROTTURA SENTIMENTALE?

Te lo stavi proprio chiedendo vero?

A volte riesci a sentire la possibilità di una rottura già mesi prima.

Altre volte ti colpisce come un fulmine a ciel sereno.

Qualsiasi sia il caso una cosa è sicura: le separazioni fanno male.

Molto male.

Alcune ricerche sottolineano che il tuo cervello elabora la rottura come se fosse un vero e proprio dolore fisico.

Non è uno scherzo, insomma!

Quello che è sicuro è che non è semplice capire perché avviene.

Ci possono essere i più disparati motivi, alcuni più seri, altri che potevano essere affrontati.

Ma di solito una delle 2 persone si ritrova a non provare più ciò che era un tempo, oppure a non riuscire più ad entrare in contatto con l’altra.

E per chi è ancora coinvolto questo è un colpo durissimo.

cuore spezzato

Superare una rottura è difficile proprio perché scuote improvvisamente il nostro futuro e lo rende incerto.

Quando cominciamo ad impegnarci in una relazione, infatti, abbiamo aspettative l’uno verso l’altro: potremmo voler passare il resto della nostra vita con quella persona o magari fantastichiamo sulle cose che vorremmo fare insieme in futuro.

Tutto nel futuro si ricollega a “noi“, tutto nel “nostro” futuro è positivo.

Ma quando il rapporto si chiude, improvvisamente tutto l’impegno e le promesse vengono infranti. Il nostro futuro diventa incerto.

Ogni situazione ed ogni rapporto è a se stante ma quello che è sicuro è che siamo costretti a rinunciare a qualcosa in cui credevamo fortemente.

Posso immaginare come ti senti:
ti sembra che niente possa più tornare come prima, quasi che il mondo stesse finendo.

Pensi di non potercela fare senza l’altra persona.

Anche se al momento non ci crederai posso dirti che in fondo a te esiste una forza che può tirarti fuori da tutto questo.

Al momento ti senti a pezzi, ma sei abbastanza forte per riprenderti e tornare intero.

Tra poco ti mostrerò come…

LE FASI CHE CARATTERIZZANO LA SEPARAZIONE

Qualsiasi tipo di rottura porta, in chi la subisce, a vivere una serie di fasi che possono cambiare a seconda delle motivazioni e dell’intensità del rapporto.

Queste fasi si possono verificare tutte insieme oppure in tempi diversi.

Vediamole…

Fase 1: Cerchi disperatamente delle risposte

Devi assolutamente capire perché l’altro ti ha lasciato, a volte oltre la capacità di chiunque di spiegarlo. Tendi a fissarti su cose che il tuo ex ha detto che possano spiegare il perché, o al contrario possano contraddire ciò che è successo.

Non riesci a pensare chiaramente.

Il dolore e la confusione possono diventare tutto ciò a cui pensi o di cui parli.
In questa fase devi assolutamente capire cosa è successo, ad ogni costo.

Fase 2: Tendi a negare l’evento

Non può essere vero!
Perchè sta accadendo proprio a me?

La tua reazione in questa fase è quella di incredulità. Senti di aver messo tutto ciò che sei in questo rapporto e non può essere realmente finito.

È stato letteralmente tutto il tuo mondo, la tua vita.

Non può essere finita. Non è possibile.

Fase 3: Cerchi di ritrattare promettendo di cambiare

In questa fase sei disposto a tutto pur di non accettare che è finita.

Ti ritrovi a promettere di essere un partner migliore, più attento e che ogni cosa che non andava la sistemerai.

Il pensiero di stare senza l’ex è così intollerabile da portarti a riaverlo a qualsiasi costo, anche se ciò significa andare contro te stesso.

Il problema è che quando prometti di sistemare tutti i problemi della coppia stai ponendo l’intero onere di riparare, mantenere e sostenere una relazione su te stesso. È come se la responsabilità fosse soltanto tua, ma è chiaro che non puoi assumertela completamente.

Inoltre, questo comportamento spesso allontana l’altro perché finisce per diventare supplichevole e bisognoso.

uomo triste

Fase 4: Potresti convincere il partner a riprovare

In alcuni casi potresti avere successo cercando di ritrattare, convincendo l’altro a tornare con te.

Ciò ti permetterebbe di alleviare questa agonia.

Tuttavia, nonostante i tuoi migliori sforzi, non potrai mai portare avanti il rapporto da solo.

Se l’altro non prova più nulla o non è disposto a fare dei cambiamenti potresti passare varie fasi di rottura e riconciliazione, che alla fine tendono ad essere ancora più dolorose fino a lasciarti senza forze.

Se la coppia non funziona ci sono responsabilità da entrambe le parti e se si vuole ricostruire è necessario cambiare certi schemi mentali, essere aperti verso l’altro ed impegnarsi per fare dei cambiamenti.

In caso contrario questo processo di rottura può durare molto a lungo, causando in alcuni casi un vero e proprio trauma psicologico.

Fase 5: Fase della rabbia

Inizialmente potresti avere difficoltà a connetterti con la rabbia.

La rottura può evocare dapprima una sensazione di paura immobilizzante.

Questa sensazione all’inizio è molto più intensa della rabbia, che comincia ad emergere quando la paura diminuisce, almeno temporaneamente.

Quando sei in grado di accedere alla rabbia puoi esserne felice.

Perché ciò significa che stai ricominciando a vedere te stesso e il tuo valore.

Cominci a renderti conto che ti meriti di più da una relazione.

La tua rabbia potrebbe essere diretta al partner, alla situazione o a te stesso, ma in ogni caso è un segnale di ripresa (quando non porta a comportamenti distruttivi o violenti) perché può fornirti una nuova direzione verso cui andare, ridando valore a te stesso e ai tuoi bisogni.

Fase 6: l’accettazione iniziale

Questo è il tipo di accettazione che, quando accade all’inizio del processo, può sembrare più un arrendersi.

Accetti la rottura perché devi, non perché vuoi.

In questa fase, però, tu o il tuo ex avete già maggiore consapevolezza per riconoscere che non potete più stare insieme.

Non è più giusto continuare a provare.

Fase 7: la Nuova Speranza

Ciò che fa soffrire di più e non permette di chiudere il rapporto è spesso la speranza.

C’è una speranza che tutto possa tornare come prima e che le cose possano aggiustarsi.

Finché la speranza domina, sarà difficile arrivare all’accettazione vera e propria.

L’accettazione porta gradualmente a reindirizzare la speranza stessa.

Ci si sposta dallo sperare di recuperare la relazione in qualche modo alla possibilità di poter star bene senza l’altro.

Questo comporta l’avere un rapporto nuovo con l’ignoto, che non è sempre semplice da costruire (ecco il perché molte persone hanno difficoltà a raggiungere questa fase).

La rottura della relazione ci mette di fronte a noi stessi, alle nostre vulnerabilità e alla nostra paura del futuro e dell’ignoto.

Ha a che fare con la nostra autostima.

Ed ecco perché a breve ti parlerò di come affrontare una separazione nel miglior modo possibile: tornando a focalizzarti su te stesso.

Ma prima vediamo il caso in cui nella separazione vengono coinvolti anche i figli.

Come affrontare una separazione con figli?

Per i bambini la separazione può essere un evento particolarmente triste, stressante e confuso. A qualsiasi età i bambini potrebbero sentirsi scioccati, incerti o arrabbiati alla prospettiva che mamma e papà si possano dividere.

Potrebbero persino sentirsi colpevoli per ciò che sta succedendo.

Come genitore il tuo ruolo è quello di aiutarli a comprendere e vivere questo evento. Puoi fare molto per renderlo meno intenso e doloroso.

Ti starai perciò chiedendo:
Come posso aiutare i miei figli durante la separazione?

La tua pazienza, rassicurazione e capacità d’ascolto possono ridurre al minimo la tensione, mentre i bambini imparano a far fronte a questo evento.

Fornendo delle routine sulle quali possano fare affidamento, puoi ricordar loro che possono contare su di te in termini di stabilità, sicurezza e affetto.

Cercando inoltre di mantenere una relazione costruttiva con il tuo ex potrai aiutarli ad evitare lo stress e l’angoscia derivanti da possibili conflitti.

mamma e figlio

Ho riassunto in questa lista alcuni punti fondamentali da poter mettere in pratica:

– prova a parlargli apertamente e onestamente, in accordo con il partner, dei motivi della separazione
accogli qualsiasi reazione abbiano verso la separazione.
– ascoltali in tutti i loro vissuti.
– sii presente (anche a distanza con chiamate, messaggi ecc.).
– non caricarli delle tue emozioni negative (es. rabbia, tristezza).
evita i conflitti con il partner.
– non usare i bambini per manipolare la relazione con l’altro genitore.
– non parlare male del partner con loro.
– crea dei confini chiari e delle regole condivise sia con loro che con l’altro genitore (cooperazione).
– cerca di rassicurarli sul fatto che quello che sta accadendo non è colpa loro.
– ricorda loro che qualsiasi cosa succeda i genitori continueranno ad amarli.

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COME SUPERARE UNA ROTTURA?
LA SOLUZIONE È FOCALIZZARTI SU DI TE

Al di là di tutti i suggerimenti e rimedi di cui ti parlerò nel prossimo paragrafo, superare una rottura ha molto più a che fare con il conoscere noi stessi e le storie che ci raccontiamo riguardo le nostre relazioni passate che con il cercare di mitigare e distrarsi dalla sofferenza che si prova.

Si tratta di seguire un processo, non di arrivare ad una destinazione.

La verità è che ogni separazione ha a che fare con il rapporto che abbiamo con noi stessi.

Non puoi cambiare ciò che è successo, né il comportamento dell’altra persona.

Ma puoi agire in un modo che ti farà soffrire il meno possibile.

Ricorda:
Puoi anche aver perso l’altra persona, ma non hai perso te stesso.

Ed è proprio attraverso di te che puoi uscirne.

Perchè interrompere una relazione fa così male?

Le relazioni costituiscono la base del significato nelle nostre vite.

Non mi riferisco solo alle relazioni interpersonali, ma anche a quelle che abbiamo con il nostro lavoro, la nostra identità o con ciò che possediamo.

Ma quelle tra esseri umani hanno un peso diverso.

Pertanto, quando interrompi una relazione, specialmente se è stata importante e centrale nella tua vita, ne perdi il significato associato.

E ciò significa che perdi una parte di te stesso.

Le tue relazioni, il tuo scopo nella vita e la percezione di chi sei sono tutti fattori che si influenzano vicendevolmente.

ragazzo e ragazza separati

Quel senso di vuoto che senti quando perdi qualcuno che ami o a cui sei molto legato è in realtà una mancanza di significato e di identità.

C’è letteralmente un buco dentro di te.

Tutto appare vuoto, senza senso e puoi persino cominciare a pensare che la vita non abbia più uno scopo.

Se ci crogioliamo troppo a lungo in questo modo di pensare, però, finiamo per aggrapparci al passato, cercando disperatamente di “aggiustare” tutto per recuperare in qualche modo la nostra vecchia vita.

Ma la verità è che una parte di noi è ormai andata. La cosa più difficile è accettarlo e poter andare avanti.

Per poter affrontare una separazione c’è bisogno di una nuova fonte di significato

Come vedremo tra poco, cominciare a riconnetterti con le persone che ti vogliono bene può essere un ottimo modo per ricominciare a dare significato alla tua vita (pensiamo a quante volte vengono messi in secondo piano gli amici quando si è in coppia).

Da una parte, hai bisogno di tempo per sfogarti e confrontarti, ed avere qualcuno disposto ad ascoltarti e che ti vuole bene è fondamentale.

Dall’altra parte, però, non puoi riiniziare a dare significato alla tua vita fino a quando non prendi il tempo di coltivare rapporti separati e distinti dalla tua vecchia relazione e dal tuo vecchio Sé.

Ecco perché è importante anche connettersi con nuove persone ed aprirsi al mondo.

Come la psicoterapia può aiutare a superare una rottura

Mi capita spesso di avere in studio persone che soffrono per una separazione.

Al giorno d’oggi le relazioni sono sempre più fragili, anche a causa di una società più frammentata e che valorizza una certa quota di narcisismo.

Ho incontrato donne e uomini in procinto di separarsi o divorziare, ma anche ragazzi e ragazze che soffrivano per la loro prima delusione d’amore.

Quello che posso dire è che le separazioni fanno male ad ogni età e non vanno mai sottovalutate.

Le emozioni che possono emergere da un evento come questo vanno ascoltate e vissute, in caso contrario possono influenzare tutta la vita di un individuo.

La psicoterapia può aiutare moltissimo ad affrontare il dolore della perdita.

La possibilità di aprirsi e condividere il proprio dolore, così come mettere a nudo le proprie vulnerabilità nello spazio sicuro e tranquillo della stanza del terapeuta può permetterci di ritrovare la nostra fiducia in noi stessi.

Avere una persona accanto che non ci giudica ma che ha il compito di ascoltare, comprendere e darci nuove prospettive sulla vita e su noi stessi può fare realmente la differenza ed evitare che questo dolore possa trasformarsi in un vero e proprio disturbo depressivo.

Eccoci arrivati finalmente alla parte pratica.

In questa parte finale ti darò quelle che sono le migliori strategie ed i migliori consigli per affrontare questo momento così difficile.

Molti di questi rimedi sono stati validati a livello scientifico quindi puoi esser sicuro della loro validità.

COME AFFRONTARE UNA SEPARAZIONE E TORNARE A STARE BENE?

I 10 MIGLIORI RIMEDI PRATICI

ragazza felice

Posso immaginare come ti senti in questo momento.

Non riesci a smettere di pensare a quella persona, ogni cosa te la ricorda, non riesci a dormire la notte oppure cerchi di distrarti con ogni mezzo possibile ma ti senti come se niente avesse più senso.

Pensi che l’unica medicina per tornare a star bene sia tornare insieme.

Anche se non esiste la soluzione magica che può far sparire da un giorno all’altro tutte le emozioni dolorose, ci sono però delle azioni che puoi fare ogni giorno per stare meglio.

Anche se in questo momento avrai probabilmente già letto molti altri articoli sull’argomento ti invito ad andare avanti.

Sono quasi sicuro che non hai trovato altrove alcuni di questi passi.

Vediamoli

1) Investi nella tua relazione con te stesso

Come abbiamo visto poco fa, questo è il punto centrale.

Se la tua identità era strettamente collegata alla tua relazione appena conclusa, allora questo è un buon momento per esplorare chi sei nei contesti al di fuori del rapporto stesso.

Correre per cercare qualcuno che riempia quel vuoto, senza capire veramente quello che vuoi e quello di cui hai bisogno, finisce per essere soltanto un modo per scappare.

Quello che devi sempre ricordare è che puoi davvero dipendere solo da te stesso.

Sei l’unico che può riempire quel vuoto, sei l’unico che può ritrovare la serenità di cui ha bisogno.

Le relazioni finiscono quando uno dei 2 membri si accorge che il costo di non soddisfare i propri bisogni non è più sostenibile e decide di allontanarsi.

Spesso, infatti, è proprio la mancanza di consapevolezza dei propri bisogni più profondi che porta ad una rottura sentimentale.

Quindi una delle cose migliori che puoi fare è cercare di capire chi sei, cosa ti serve e come soddisfare i tuoi bisogni.

So che ora non mi crederai:
ma in verità questa rottura è una grande opportunità per coltivare una nuova identità per te stesso.

La tua relazione può esser terminata, ma ciò non ti rende un fallimento.

Al contrario, può aver esposto parti della tua personalità che sono immature, bisognose o insoddisfatte.

Ed ora puoi lavorarci su.

Questa è la tua occasione per lavorare realmente su te stesso e crescere.
È il momento perfetto per analizzare chi eri in passato, chi eri con il tuo ex e chi vuoi essere in futuro.

2) Datti tempo e spazio per vivere le tue emozioni

Come abbiamo visto poco fa, la rottura è seguita da tutta una serie di fasi e la durata di ognuna di esse è soggettiva e non può essere calcolata a priori.

Le emozioni ci sono e vanno vissute.

Anche se sono estremamente dolorose.

Cercare di rifuggirle distraendosi in ogni modo non fa che rimandare l’inevitabile.

Non ti preoccupare se ti viene da piangere o vuoi spendere alcuni giorni da solo, è perfettamente normale.

ragazza che piange

Spesso le altre persone intorno a te non saranno in grado di comprendere a fondo come ti senti (anche se ci sono passate) e vorranno solo farti stare meglio.

Ma il modo migliore per stare meglio a lungo termine è proprio quello di viversi tutto quel dolore ed uscirne più forti.

Lasciati andare e datti la possibilità di essere indifeso e vulnerabile.
È perfettamente normale ed è ciò che ci rende umani.

Limitati ad osservare e riconoscere tutte le tue emozioni, senza giudicarle e senza fuggirle.

Se vuoi puoi provare a scrivere tutto ciò che provi e tutti i tuoi pensieri, anche quelli più autodistruttivi.

Ciò ti permette di far uscire quello che hai dentro ed è estremamente terapeutico. E ti permette di entrare in un rapporto nuovo con te stesso.

3) Concentrati sulle cose che ti fanno stare bene, ma distingui tra distrazione e progresso

In questo momento il consiglio più ovvio può sembrare anche il più banale:
fai ciò che ti fa stare bene al di là dell’altra persona.

Ma necessita una doverosa distinzione:
A volte ciò che ci fa stare bene è soltanto una distrazione.

Uscire con gli amici, ubriacarsi o persino focalizzarsi totalmente sul proprio lavoro pur di non pensare al proprio ex sono tutti rimedi a breve termine.

Puoi cercare di riempire la tua giornata con attività o persone, ma il momento in cui ti ritrovi ad avere tempo per pensare o sei solo, ecco che le emozioni ed i ricordi riemergono.

La chiave per uscire da questo periodo così difficile non è distrarsi.

La distrazione non è il rimedio definitivo, ma solo una soluzione a breve termine.

E ciò comprende anche il famoso “chiodo schiaccia chiodo“, cioè cercare nuovi partner o avventure che possano riempire il vuoto. Se abbiamo conosciuto qualcuno solo per colmare la mancanza spesso finiremo per sentire che qualcosa non va dentro di noi.

Che non siamo ancora pronti perché abbiamo soltanto “usato” il partner occasionale per distrarci dalla nostra sofferenza.

La dura verità è questa:
Ogni distrazione ci aiuta finché non siamo di nuovo soli con noi stessi.

Al contrario, la cosa che aiuta in assoluto di più è fare dei progressi in una specifica area della propria vita. Qualsiasi tipo di progresso ci permette di sentirci di nuovo in controllo.

Prova a farti questa domanda:
Su quali aree importanti per te puoi lavorare?

Se ti permetterai di lavorare su qualcosa di importante o proverai a raggiungere nuovi obiettivi finirai pian piano a riprendere il controllo della tua vita e a sentirti soddisfatto di te stesso.

Focalizzati sulle cose importanti che ti possano dare un senso di progresso e di crescita.

Cerca qualcosa di importante, anche solo una, sulla quale puoi cominciare a lavorare già oggi stesso. Al di là del rapporto dovresti cercare qualcosa che ti fa svegliare con la voglia di vivere: un progetto, un sogno, una nuova visione di te stesso.

Apriti di nuovo al mondo e alle tante opportunità che offre.
Ciò ti farà sentire un nuovo senso di vitalità e di possibilità.

Provare per credere!

progresso

4) Prenditi del tempo per stare realmente solo

So che non è semplice stare soli dopo una rottura sentimentale.
Anzi è proprio ciò che si vorrebbe evitare a tutti i costi, perchè non fa che farci provare sensazioni quali tristezza e solitudine.

Posso comprenderlo.

Nonostante ciò, trovare degli spazi per stare completamente soli, senza distrazioni e senza possibilità di fuggire da ciò che proviamo può essere estremamente terapeutico.

Non sei più in relazione, ma ciò non significa che devi superarla il più in fretta possibile.

Tutto ha bisogno di tempo per guarire ed i rapporti non sono diversi.

Non devi combattere a tutti i costi la solitudine.

Cogli l’occasione per essere davvero solo e concentrati sui tuoi sentimenti e le tue emozioni. Prova a bloccare tutte le distrazioni dando priorità al tuo benessere emotivo.

Se vuoi comprendere a fondo come entrare in contatto con la tua solitudine e un aiuto valido per averla dalla tua parte, non puoi perderti questo articolo.

5) Cerca di mantenere le distanze

So che in questo momento non avresti mai voluto leggere queste parole.

Sono parole che possono far male lo capisco.

Ma sono necessarie.

Se l’altro ha deciso di interrompere il rapporto e tu cerchi in ogni modo di recuperarlo, anche a costo di danneggiare te stesso, non farai che peggiorare le cose.

Questo è forse uno dei passi più difficili da rispettare.

D’altronde se sentiamo ancora qualcosa di molto forte per l’altra persona non possiamo fare a meno di provare un intenso desiderio di vederla e passare tempo con lei.

I pensieri e le emozioni sono a volte così intense da non permetterci di ragionare lucidamente.

Potremmo persino pensare di accettare un compresso nel quale “ci accontentiamo” di restare amici. Ma tutto ciò a lungo termine è logorante.

Se ti rendi conto di provare ancora sentimenti molto forti e l’altro è determinato a chiudere il rapporto definitivamente, allora la cosa migliore da fare è prendere le distanze.

Molte coppie finiscono ma continuano a rivedersi, sentirsi o persino ad avere rapporti, ma se uno dei 2 ha deciso seriamente di chiudere, l’altro non farà che soffrirne.

Perché tutto ciò alimenterà la speranza e gli impedirà di riprendersi la sua vita (un pò ciò che avviene nel rapporto con un individuo narcisista).

So che è difficile da sentire ma cerca in tutti i modi di mantenere le distanze e ricomincia a focalizzarti su di te. Prima lo farai, prima starai meglio.

6) Cerca di rimuovere il più possibile oggetti che ricordano il rapporto

Strettamente collegato al punto precedente c’è il rimuovere tutto ciò che non fa che farti ripensare ossessivamente all’altra persona.

Evita di andare a vedere le vecchie foto insieme, di andare a leggere i messaggi dolci che vi scambiavate o a controllare ossessivamente gli accessi ai profili social.

Quando una relazione finisce abbiamo la tendenza a focalizzarci solamente sugli aspetti buoni dell’altro e sviluppiamo pensieri ossessivi. Evita tutto ciò che può peggiorare la situazione.

Sicuramente non è semplice, ma possibile.

7) Circondati di persone che ti vogliono bene

Se è importante trascorrere tempo da solo dopo una rottura, lo è anche passarlo con le persone che ci vogliono bene.

Queste persone possono darci il loro calore, affetto, ascolto e possono aiutarci a superare questo periodo difficile.

Inoltre, possono capitare situazioni nelle quali la relazione assorbiva quasi completamente il nostro tempo e la nostra attenzione. Stare in coppia può portare a passare molto tempo con il partner e meno con i propri amici o familiari.

L’essere single ti può permettere di ricostruire un rapporto forte con chi ti vuole bene.

amici

8) Comincia a riguardare al rapporto in maniera obiettiva

La verità è che i nostri ricordi sono piuttosto inaffidabili e, spesso, ricordiamo solo le cose che si adattano alla storia che vogliamo credere in quel momento.

Dopo una rottura tendiamo a ricordare solo i bei momenti passati, tralasciando completamente gli aspetti negativi.

Magari stavamo vivendo una relazione tossica e l’altro finiva spesso per farci soffrire, ma in questo momento non lo riusciamo a vedere.

O magari soffrivamo di Dipendenza Affettiva.

Qualsiasi sia il caso la rottura del rapporto può essere un modo per rivalutare il nostro modo di entrare in relazione e vederne gli aspetti positivi e negativi.

9) Impara a parlare della rottura in modo produttivo

Condividere i nostri vissuti con una persona che possa fornire una prospettiva oggettiva può aiutarci a comprendere come il rapporto fosse negativo anche per noi, facendo luce anche su quanto abbiamo potuto mettere in secondo piano i nostri bisogni.

Parlare della rottura è uno dei modi migliori per superarla, a patto che venga fatto con chi ci vuole bene e con l’intenzione di imparare dai propri errori e crescere.

10) Ricordati che la separazione non dipende solo da te, ma anche dall’altro

Come ho sottolineato poco sopra, quando si conclude un rapporto abbiamo la tendenza a pensare che sia principalmente colpa nostra.

Ma non è sempre così. Anzi!

Così come la coppia che funziona lo fa grazie ad entrambi i membri, lo stesso accade quando invece non funziona più.

Possono esserci infinite motivazioni per le quali un rapporto non può andare avanti e non è lo scopo di questo articolo considerarle tutte.

Quello che conta è ricordarsi che non è finito perché c’è qualcosa di sbagliato in te, non sei degno d’amore o non meriti più di essere felice.

È terminato perché non siete più riusciti a trovare un equilibrio insieme, perché non state più bene o semplicemente perché l’altro ha cambiato i suoi bisogni nel tempo.

Non c’è per forza così tanto da pensare a cosa si poteva fare diversamente o cosa si poteva cambiare. Non dipende necessariamente da te.

CONCLUSIONE

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo!

Spero ti sia piaciuto!

Per concludere vorrei ribadire un paio di punti:

La fine di un rapporto, per quanto ora possa sembrarti così, non è la fine della vita.

Il più delle volte non si tratta di chi ha sbagliato o di chi è la colpa, ma si deve semplicemente arrivare ad accettare che non tutti siamo fatti per stare insieme.

E serve tempo per farlo.

Serve viversi tutte le emozioni che possono emergere, affrontandole con i nostri tempi.

Questo però non significa che dobbiamo restare intrappolati a pensare “come sarebbe stato se..” o “se solo avessi fatto..“, perché così finiamo per perderci il resto della nostra vita.

Non ci diamo la possibilità di essere felici in futuro, con o senza l’altro.

Se ti rendi conto che da solo non riesci a superare un periodo così difficile allora puoi contattarmi per una consulenza specifica sul tuo caso.

Inoltre, se vuoi farmi una domanda o hai bisogno di chiarimenti come sempre puoi farlo nei commenti…

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI:

https://www.psychologytoday.com/us/blog/me-we/201406/the-7-stages-grieving-breakup
https://grief.com/the-five-stages-of-grief/
– Mearns, J. (1991). Coping with a breakup: Negative mood regulation expectancies and depression following the end of a romantic relationship. Journal of Personality and Social Psychology, Vol 60(2).
– Steven, P., Gilbert & Sarah, K., Sifers (2011). Bouncing Back from a Breakup: Attachment, Time Perspective, Mental Health, and Romantic Loss, Journal of College Student Psychotherapy, 25:4, 295-310.
– Perilloux, C., Buss D., M. (2008). Breaking up Romantic Relationships: Costs Experienced and Coping Strategies Deployed, Evolutionary Psychology, 6(1), 164-181.

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39 commenti
  1. Angela
    Angela dice:

    Buonasera, dottore!
    Ho 55 anni e sono stata sempre lasciata. Ogni volta sono seguiti anni di sofferenza e solitudine, sperando che il successivo partner sarebbe stato quello definitivo. E invece… sono ancora qui, sola, senza nessuno che mi corteggi e nessuno che mi attragga. Alla mia età sarà ancora possibile un amore?
    Sono in psicoterapia da quasi un anno… Ho visto lievi miglioramenti, che non mi appagano…Non mi rassegno ad una vita senza amore.
    Grazie per l’attenzione

    Rispondi
  2. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Salve Dott. Minelli
    vivo una situazione un po’ particolare , sono sposato con un figlio di 5 anni , dopo 2 anni di parecchi bassi e pochi alti con la mia partner ho sempre focalizzato la mia vita per il bene del bambino , concentrandomi sul suo benessere tralasciando i problemi di coppia, che comunque continuavano.
    Questa estate ho intrapreso un viaggio in solitaria , un cammino di 15 giorni dove l’unico obiettivo era stare in totale tranquillità ,magari fare qualche amicizia, ma niente di piu’.
    Invece dietro l’angolo e’ spuntata un’altra persona,all’inizio la vivevo come un’amicizia, durante le varie serate che abbiamo passato insieme come amici però e’ nato qualcosa di più importante ma pensavo fosse finito tutto nella vacanza.
    Adesso dopo quasi 3 mesi penso continuamente a lei, una storia che non possiamo vivere per tanti motivi , tra cui la mia famiglia , mio figlio e la distanza , abita a Londra, questo pero’ mi fa stare male, le mie giornate sono un’altalena di emozioni , passo dai sensi di colpa verso la mia famiglia al voler abbandonare tutto per stare con lei.Dalla sua parte ovviamente ci sono le solite emozioni contrastanti , dal voler stare con me al voler chiudere perchè questa situazione è snervante.
    Ogni volta che dovremmo chiudere però mi sopraggiunge un senso di vuoto enorme, notti insonni e ansia .
    Premetto che non ci siamo più visti da questa estate e che il nostri contatti sono solo telefonici,e credo che sia tutto un brutto scherzo della mia mente , però far morire un sentimento che sento molto forte dentro di me senza viverlo mi porta un’ansia enorme.
    Mi trovo in una situazione da cui non vedo una via d’uscita.Vorrei parlarne con mia moglie ed affrontare i problemi della coppia ammettendo anche questa “sbandata” ,e chiedere aiuto a lei,ed accettare giustamente una sua reazione poco pacifica.Oppure prendere una decisione drastica e cambiare la mia vita indipendentemente dall’esito positivo di questa relazione.

    Rispondi
  3. Gianluca
    Gianluca dice:

    Buonasera Dottore e buonasera a chi ha scritto e sta vivendo momenti difficili.
    Ho avuto una relazione di 8 anni di cui gli ultimi 3 di convivenza, io volevo metter su famiglia (all’epoca 31 anni lei 35 io). Sicuramente la passione e intesa iniziale si era trasformata ma io l’amavo, di un amore evoluto. Lei non si sente pronta per fare figli (io non avevo messo scadenze avevo solo evidenziato la mia voglia, in quel periodo sono nati vari figli di amici e lei mi vedeva felice nel prendermene cura quando capitava occasione). Un bel giorno mi dice che se ne va qualche giorno a stare da un’amica comune (peraltro mia amica d’infanzia) … morale non è più tornata nonostante vari miei tentativi. Dopo qualche mese conosco un’altra ragazza, ed è per questa che ora ne sto morendo, con cui inizia un rapporto purtroppo condizionato da ciò che avevo appena passato. Lei effettivamente mi dimostra il suo amore, io sto col freno a mano tirato. Vari tira e molla ma anche momenti molto belli ed una grande intesa sessuale. Facciamo progetti di vita insieme ma io sono sempre timoroso. Praticamente conviviamo ma quando la cosa si ufficializza io le chiedo tempo. Passa un mese e mi rendo conto di volerla e amarla pienamente a quel punto lei pur con delle indecisioni non mi vuole più, nel frattempo ha trovato lavoro, nuove conoscenze/amicizie e pur in alcuni casi cercandomi alla fine niente dice di non poter più tornare indietro. Mi crolla tutto addosso e soprattutto mi sento pienamente responsabile della fine del rapporto per le mie paure che non mi hanno consentito di farla sentire amata tanto quanto poi effettivamente l’amassi. C’è un però, quello che temevo è che lei mi amasse anche per via di una vita sociale non molto attiva e che quando avrebbe avuto alternative questo amore si sciogliesse come neve al sole … poi effettivamente un mese dopo che io le avevo chiesto tempo già sentiva un’altra persona … Io le ho detto e dimostrato tutto il mio amore che non ero riuscito prima a tirare fuori ma niente. Ora è passato quasi un anno e io spero ancora che lei possa tornare, nel mentre ho annullato la mia vita non riesco neanche a prendermi cura di me nulla ha più senso e penso di aver perso la donna della mia vita.

    Rispondi
  4. Marta
    Marta dice:

    Salve Dott.Minelli,
    Leggendo il suo articolo ho potuto constatare quanto siano vere le sue tesi riguardo una separazione.
    Lo scorso mercoledì il mio ormai ex ragazzo ha preso la decisione di lasciarmi con una motivazione poco chiara (Devo trovare me stesso, sento una mancanza che non riesco a spiegare e non riesco a darti quello che in realtà meriti). Sono consapevole che le cose non stessero procedendo a gonfie vele da un mesetto. Un mese in cui lui alterna momenti di grande felicità e amore a momenti di estrema solitudine e distanza. Io lo capisco, è distante da casa sua e tiene ancora vivi i ricordi della sua terra natia. Per 8 mesi ho cercato di renderlo una persona migliore, di ravvivarlo e di farlo uscire dal suo guscio, cosa che mi sembra di essere riuscita a svolgere. In Agosto mi porta in vacanza con lui, nella sua terra al sud. Mi fa conoscere la sua famiglia al completo ed io sentivo fosse arrivato il momento di ufficializzare per bene il tutto e di gettare le basi per un futuro assieme. Il ritorno dalla Sicilia lo angoscia, non lo fa stare bene. Tuttavia mi propone un viaggio a Londra per l’anniversario e io ero al settimo cielo, in quel momento l’ho sentito mio, in quel momento pensavo di aver raggiunto finalmente il mio obbiettivo. Le cose precipitano nel corso di una settimana. Lo sento distante, freddo come non mai e noto in lui un cauto riavvicinamento agli amici della sua terra, tra cui la sua ex ragazza, che scoprirò poi essere poco coinvolta in questa questione. Non partecipa al pranzo per celebrare l’anniversario dei miei, inizia a rifiutarmi fisicamente e quindi io capisco che c’è qualcosa che non va. Il tutto sfocia mercoledì prossimo con la rottura del rapporto, lui mi nega il telefono. Vedo in lui una persona smarrita ma sollevata. Le penso tutte, infine il sunto di tutto è che lui non è più capace di ricambiare i sentimenti che io provo per lui. Mi sento presa in giro ma sollevata, almeno non devo più logorarmi. Cerco però qualche spiegazione nella sua ex peggiorando la situazione, ma almeno riesco a capire che la vera motivazione non era lei ma lui in primo luogo. Non riesco a capire il perchè tutto sia successo così repentinamente. Questo mi porta a chiudermi in me stessa, mi fa sentire sola. Non ho più gli amici di prima. Mi sento il mondo che mi crolla addosso piano piano e trovo difficile rialzarmi. Ho paura di cosa potrebbe riservarmi il futuro perchè con questa rottura mi sembra di aver perso l’indipendenza tanto sperata.

    Rispondi
  5. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno dottor Minelli, è più di un anno ormai che la mia ex fidanzata mi ha lasciato….é inutile elencarle tutti i miei tentativi (invano) per cercare di recuperare il rapporto…spesso sembrava che ci stessi riuscendo ma alla fine poi, niente di niente.
    Saranno ormai 6 mesi che non ho nessun tipo di contatto, ma siamo rimasti “amici” sui social network, senza comunque interagire l’uno con l’altro.
    Non abbiamo chiuso in malo modo, ci siamo sempre rispettati e c’è tanta stima reciproca.
    Io purtroppo ogni volta che lei pubblica una sua nuova foto, cerco di capire con chi è e dove, ma sopratutto mi fa vivere male, mi fa ricadere.
    Da più di un anno (da quando ci siamo lasciati praticamente) sono seguito da una psicoterapeuta che su questo punto, dice che non dovrei cancellare la mia ex dai social, perché sarebbe come nascondere la polvere sotto il tappeto, non voler vedere insomma…..e se lo facessi potrei poi pentirmene, perché un domani potrebbe addirittura farmi piacere, sapere di lei…
    Per il momento non so che fare, so solo che quando vedo una sua foto, sopratutto quando intuisco che sta con “qualcuno”, ci rimango male, e ricado nella mia tristezza.
    Vorrei tanto un coniglio da lei dottor Minelli, la seguo spesso e vorrei sapere come la pensa a riguardo di ex e social, le sarei veramente grato.
    Mi scusi se mi sono prolungato, spero con tutto il cuore mi risponda.
    Buona serata

    Rispondi
  6. Davide
    Davide dice:

    Volevo semplicemente complimentarmi con lei.
    Ho intrapreso un percorso con una sua collega perché ho finalmente deciso all’alba dei miei 52 anni di mettermi finalmente in discussione.
    Il suo articolo ha integrato perfettamente il lavoro che sto svolgendo dandomi nuovi spunti e consigli.
    Grazie

    Rispondi
  7. Daniele
    Daniele dice:

    Buongiorno dottore e complimenti per l’articolo. Da quasi due mesi sono stato lasciato da una ragazza con cui stavamo assieme da 8 mesi. Lei era diventata tutto per me e diceva che lo stesso era per lei, anzi lei ci teneva molto di più. Mi ha lasciato per un altro e da allora soffro tremendamente. Uscivo già da un’altra separazione durata 10 anni ma quest’ultima mi sta distruggendo.

    Rispondi
    • Marta
      Marta dice:

      Buon pomeriggio Daniele,
      Anche io sto uscendo da una relazione durata 8 mesi e sembra logorarmi il fegato sempre di più. Infine lui non prova più gli stessi sentimenti che io, tutt’ora provo per lui. Con questo non ci si può far niente, ma ormai c’erano mille promesse e tanti progetti e stento a crederci che tutto sia svanito in un batter d’occhio…

      Rispondi
  8. Enrico
    Enrico dice:

    Salve Dott. Minelli.

    Ho trovato il suo articolo molto interessante ed utile per la situazione che, ahime, sto’ vivendo.
    Anche se alcuni spunti, inconsapevolmente li avevo messo in pratica, altri in effetti mi sono nuovi.

    Il punto “Concentrati sulle cose che ti fanno stare bene” ha catturato molto la mia attenzione e nonostante capisco la differenza tra distrazione e progresso, ma non
    riesco a darmi una risposta alla domanda “Su quali aree importanti per te puoi lavorare?” senza “ricadere” nel classico: Lavoro, che di fatto sarebbe una distrazione.

    Sbaglio io ad interpretare il concetto di “aree importanti” o “il Lavoro” vi rientra?

    Le auguro una buona serata

    Rispondi
  9. Greta
    Greta dice:

    Salve! Trovo utilissimo questo articolo su come superare una rottura. Vorrei parlarle della mia situazione: io e il mio ex (23-22 anni) siamo stati insieme per 8 mesi e dopo 3 mesi siamo andati a convivere (nonostante io abbia casa, ho portato praticamente la metà delle mie cose a casa sua). Il problema di fondo è che abbiamo gli stessi amici, frequentiamo la stessa scuola e siamo stati insieme ogni giorno per 8 mesi 24 ore su 24, quindi io mi sento attaccata a lui in tutto. Ho conosciuto una nuova città grazie a lui e adesso mi sembra di stare in un posto che non mi appartiene, o peggio, che mi ricorda ovunque lui. Inoltre abitiamo pure vicini.
    Ci siamo lasciati più volte nel corso della storia. Inizialmente mi ha lasciato lui per paura, perché sentiva di non essere abbastanza. Il secondo allontanamento deciso sempre da lui (una settimana di pausa) è stato dipeso dal fatto che ci siamo detti ti amo troppo presto e io mi sono sentita quasi forzata a ricambiare.
    Poi c’è stato un bel periodo. Ci siamo amati e siamo stati spensierati.
    Il problema è tornato quasi un mese fa, dopo un po’ di tempo che non mi sentivo più bene con me stessa e dopo un po’ che mi ero accorta di non essermi lasciata del tutto alle spalle un altro ragazzo. Mi sveglio fuori di me e gli chiedo dei giorni per pensare perché ho dei dubbi su di noi. Dopo qualche giorno ci vediamo e mi lascia, ma il giorno dopo torniamo insieme con la premessa di non dover correre e di non doverci promettere amore assoluto.
    Io ritorno spensierata, ho una gran voglia di stare con lui, andiamo qualche giorno fuori insieme. Poi torniamo in città e io ritorno dubbiosa e triste. Il giorno dopo mi alzo sconvolta e lo lascio.
    Ci siamo risentiti dopo un mese ( lui mi ha scritto e poi ci siamo sentiti al telefono) e ci siamo detti che siamo stati con altre persone (lui mi ha detto che mi ama ancora). Io gli ho detto che sono stata una volta con il ragazzo per il quale avevo ancora un attaccamento e di cui lui conosce la storia e che però non mi aveva significato nulla. Anzi, è stato un modo per capire che non era la persona per me.
    Io gli ho scritto dopo qualche giorno per vederci e lui mi ha risposto in maniera secca di no e che la chiamata gli aveva chiarito tutto. La sera la foto di lui con una ragazza. Io a terra.
    Io non so cosa provo nei suoi confronti. Probabilmente è finita e non c’è più amore, ma solo tanto bene, però sto malissimo e non so come fare per riprendermi. Proverò con i passi di questo articolo. Non so, lei potrebbe darmi qualche consiglio in più per fare chiarezza su quello che provo nei suoi confronti e su come superare questa relazione? Perché adesso non riesco a fare più niente. Ho un vuoto dentro e non riesco ad alzarmi in piedi. Passo le giornate a casa a guardare serie tv per non pensare a niente e qualche sera esco, ma quando torno a casa sto peggio di prima. Inoltre lui non mi aiuta sicuramente, anzi se può mette anche più carne al fuoco.
    Grazie mille in anticipo

    Rispondi
  10. Angelica
    Angelica dice:

    Ciao Lorenzo,
    scusa se mi intrometto. Ho letto la tua storia e come dice il dottore in questo bell’articolo, è necessario lavorare su se stessi.

    Sono rimasta incantata dal tuo modo di scrivere e credo tu abbia un talento nascosto che puoi coltivare per uscire da questa brutta situazione.

    Racconta la tua storia al mondo, scrivi un libro/un blog, quello che vuoi. Riprenditi la tua vita!

    Un saluto da un’amica virtuale che è stata lasciata! 😉

    Rispondi
  11. Sabrina
    Sabrina dice:

    Buongiorno dott. Minelli, ho letto anche io il suo articolo e nonostante su internet avessi già trovato articoli che parlavano di queste fasi nella separazione, questo è il primo che davvero in dettaglio le analizza e fa capire quanto è analogo ciò che ci sta succedendo. Io sono in preda al panico in questo periodo e glie la faccio breve. Ho lasciato mio marito un mese fa, durante il mio sesto mese di gravidanza (2°figlio con lui) dopo aver scoperto per caso l ennesimo tradimento che ha consumato alle mie spalle durante i 9 anni di matrimonio. Nel tempo passato con lui io mi sono accorta di avere accanto una persona molto eccentrica a cui piace attirare l attenzione, ma dai suoi comportamenti pensavo e lo pensavano tutti che fosse strainnamorato di me. È vero ke abbiamo avuto la nostra primogenita solo dopo un anno che eravamo fidanzati ma è anche vero che lui ha 12 anni più di me ed io ad allora ne avevo 22 perciò non posso comprendere quello che lui mette come giustificazione a ciò che ha fatto ovvero che abbiamo fatto tutto troppo presto, soprattutto visto che ha voluto molto più lui di me matrimonio e quant altro. Ora io sto terminando la gravidanza da sola mentre lui ha ricominciato a farsi la sua vita. Sono distrutta.

    Rispondi
  12. Lorenzo
    Lorenzo dice:

    Lei 28 anni, io 27. Ci siamo conosciuti tre anni fa tramite mia sorella. Il giorno stesso in cui l’ho incontrata siamo usciti insieme e da quel momento la nostra storia è decollata. Non abbiamo mai avuto problemi, crisi o litigi (abbiamo sempre voluto parlare delle nostre -rarissime- divergenze per evitare conflitti irrisolti in futuro). Una relazione bella, matura, stabile, sessualmente e umanamente appagante. Fiducia e rispetto reciproco sempre. Anche nei momenti più difficili, avevamo il nostro angolo di paradiso. Lei ha sempre avuto un’altissima considerazione di me e credo ce l’abbia ancora, io l’ho sempre apprezzata per la sua bellezza, l’intelligenza e la razionalità.

    Improvvisamente a inizio aprile mi lascia dicendo che non prova più ciò che provava prima. Dopo dieci giorni di silenzio la “obbligo” a darmi delle spiegazioni e scopro che dall’estate scorsa ha iniziato a non provare più lo stesso sentimento (mai una parola a riguardo) e che da 4-5 mesi era attratta da un suo collega. Un vedovo circa vent’anni più grande con due figli piccoli, brutto e sovrappeso, senza nessun particolare carisma e con una cultura mediocre. Un uomo inappetibile per una ragazza come lei, specie se confrontato con me. Lo dico senza rancore, ma se io ero il suo prototipo di uomo ideale non capisco cosa abbia trovato in lui.

    Fino all’ultimo è stato tutto normale fra noi, né potevo sospettare un’attrazione per una persona come lui. Mi aveva anche detto di voler attendere la fine dei miei studi per spostarci altrove e vivere insieme, ed ovviamente la nostra prospettiva comunque era quella. Avevo però notato una scarsa autostima, e negli ultimi giorni dei brevi e improvvisi momenti di nervosismo, che ho sempre attribuito allo stress per il lavoro iniziato pochi mesi prima e del quale è sempre stata insoddisfatta.

    Ora loro sono in una “non relazione”, cioè non stanno insieme ma è come se lo fossero. Si frequentano ma lei non lo vuole presentare perché “è brutto” ed è consapevole di non avere prospettive con lui, ma allo stesso tempo ne è attratta e non sente il bisogno di frequentare nessun altro.

    Lei sostiene di stare bene, di essere serena. Di non essere interessata all’idea che una relazione di questo tipo diventi seria o meno, non vuole sentirsi legata a nessuno (ma di fatto lo è).

    Io ho ricondotto tutto al rapporto con i genitori, alla madre troppo ansiogena e che lei accusa di averle rovinato infanzia e adolescenza con un’educazione troppo rigida. Finché non mi ha incontrato, si è sempre sentita esclusa e non apprezzata fino in fondo neppure dagli amici (cosa assolutamente falsa, lei era un esempio per tutti). Inoltre venne lasciata “improvvisamente” dal suo ex dopo sei anni, la cosa la buttò giù al punto che le ci volle un anno per riprendersi del tutto finché non incontrò me (e temeva che anche io potessi farle del male).

    Ha detto di non aver avuto nessun motivo razionale per lasciare me, perché davvero siamo stati felici come mai prima insieme. Eppure da agnellino è diventata un lupo, mi ha messo fuori dalla sua vita come se fossi stato il peggior uomo al mondo. Mi sono fatto carico per intero di una rottura dolorosissima e dell’umiliazione di essere stato rimpiazzato con una persona che rispetto a me vale meno di un calzino bucato, sia in termini oggettivi (sono più bello e più giovane) sia soggettivi (lei amava me e la mia personalità, i miei impegni e le mie passioni, alcune le ha fatte sue e mi ringrazia per averla arricchita). Le dà fastidio parlare con qualcuno di questa storia, se esce il mio nome tronca immediatamente. Non le ho fatto nulla, non l’ho giudicata e le ho anche offerto il mio aiuto, senza però supplicarla. Le ho fatto vedere quanto valgo come uomo di primo all’ultimo giorno insieme, lei ha detto di esserne consapevole ma di non poter fare a meno di essere egoista in questo momento. Le ho scritto un solo messaggio dopo due mesi per chiederle di vederci per una birra, non ho neppure ricevuto un rifiuto. Sono arrivato a credere che se morissi, non le importerebbe nulla di me.

    Eravamo esattamente come avremmo voluto essere insieme, a lungo abbiamo maledetto i giorni in cui non ci conoscevamo… Ora non capisco cosa le sia preso. È come se tutti i suoi “fantasmi” del passato siano riemersi improvvisamente (autostima, paura di invecchiare, paura delle responsabilità, ricerca di protezione). Era il mio faro, il motivo per cui mi sono impegnato e migliorato ogni giorno. E se potessi tornare indietro rifarei tutto, perché sia io che lei eravamo felici della nostra evoluzione come singoli e come coppia… Ora sto “meglio”, ho chiuso la porta e la ferita sta diventando cicatrice. Però non ho più un motivo per alzarmi, studiare, uscire, muovermi. Vivo per inerzia e se non fosse per una ragazza che ho conosciuto il mese scorso, che mi piace e a cui piaccio, ma che vive in un’altra regione, non so che fine avrei fatto.

    Eravamo davvero affiatati, neppure le amiche di lei si spiegano il suo comportamento, e tutte avrebbero voluto che le cose andassero diversamente. Paradossalmente, ero un punto di riferimento non solo per lei…

    La mia domanda è: cosa spinge una ragazza così bella e integre ad abbandonare la relazione con una persona con cui sta bene (e se davvero le cose erano cambiate, perché non ha parlato per mesi?) per buttarsi fra le braccia di un altro che ha già vissuto ben altre fasi della vita?

    Ma anche: questa sua “non-relazione” ha a che fare con la ricerca di una stanchezza figura paterna (lei giudica il padre troppo buono, quasi sottomesso alla madre “cattiva”)? Che prospettive ha (non lo ha presentato neppure alle amiche, figurarsi alla famiglia)? Posso aspettarmi un suo ritorno in futuro (la scelta dell’altra persona è così inusuale che mi fa pensare che un giorno si sveglierà pentita di tutto questo)? Io la amo ancora, nonostante la rabbia e la delusione. Se lei si mettesse davvero in discussione io potrei anche riaprire la porta che ora ho chiuso con dolore e fatica.

    Rispondi
  13. Stefano
    Stefano dice:

    Salve dottore,
    la mia ragazza mi ha lasciato due giorni fa, non è la prima volta che ha crisi del genere in cui dice di sentirsi soffocare e non provare più nulla, siamo stati insieme 4 anni vivo di lei e ho capito che il mio modo di amarla la allontanata da me. La mia paura è che come sempre mi illudo che torni da me, come è sempre successo, è per questo vivo di speranze, la differenza sta nel fatto che lei ha voluto tagliare i ponti perché secondo lei è l’unico modo per chiudere definitivamente perché non vuole più tutto questo tira e molla. Fa male perché siamo stati bene e sono convinto che anche da parte sua i sentimenti ci siano ancora.
    Io so che il mio sentimento per lei è forte ma devo riuscire ad andare avanti, mi rimarrà sempre nel cuore e sono contento di questo.
    Ho letto la guida e riflettendoci non mi sento meglio però ho visto la situazione con un punto di vista differente.
    Spero di superare la cosa ma spero anche che un giorno ci sia un’altra possibilità per noi e per amarci e stare bene come meritiamo.

    Cosa ne pensa? E come dovrei comportarmi?

    Grazie

    Rispondi
  14. Serena
    Serena dice:

    Salve dottore, molti di questi punti sembravano descrivere la mia attuale situazione. Mi sono lasciata da circa tre settimane con il mio compagno con cui ho condiviso ben 14 anni di fidanzamento, da questo amore è nato un bambino che ora ha 2 anni e mezzo.
    Circa un anno fa lui mi ha confidato di non provare più nulla per me, ma nonostante queste parole abbiamo deciso di restare assieme e vedere se cambiasse qualcosa.
    Nulla è cambiato, le attenzioni erano poche e abbiamo deciso di rompere.
    Ora sto malissimo, continuo a pensarlo nonostante lui non ne vuole più sapere, sembra che mi sia crollato il mondo addosso, tutte le certezze non ci sono più. mi sforzo di uscire ma mi trovo con un senso di panico in mezzo alla gente.
    Un’altra cosa di di cui ho paura e quando lui inizierà un’altra relazione.
    È un chiodo fisso che non mi abbandona.

    Rispondi
  15. Iri
    Iri dice:

    Salve dottore, ora sto attraversando un periodo molto brutto, 2 settimane fa il mio fidanzato mi ha mollata dicendomi che non mi ama più,era molto strano xke nel ultimo tempo mi parlava spesso di un futuro insieme,dovevamo andare a convivere dopo ben 7 anni di relazione… ma oggi,dopo 2 settimane dalla rottura ci ha pensato di venire a dirmi la verità, cioè, cca 5 mesi fa ha avuto un scappatella e ora quella ragazza e già incinta in 5 mesi e che i suoi genitori lo hanno buttata via di casa e ora vive sotto lo stesso tetto con lui,da 1 settimana. Lui mi chiede di darle tempo 1mese per risolvere tutti i problemi e mi dice che mi ama ancora ma non posso avere fiducia in lui,non più. Tutte ste cose mi hanno fatto malissimo,sento che mi sto spegnendo dentro di me,io lo amo ancora e veramente non so che fare. Sono veramente sotto shock e tanto confusa,tengo a precisare che lui ha 36 anni,io 30 e la neomamma 24… che tristezza

    Rispondi
  16. Marco Ranieri
    Marco Ranieri dice:

    Ieri la mia ragazza mi ha detto che non sa cosa prova per me e che sta pensando più frequentemente al passato col suo ex,io sono completamente innamorato di lei,ogni mia parte del corpo è attratta da lei,non riesco a capire cosa fare la prego di darmi un consiglio perché sono completamente dipendete da questa persona

    Rispondi
  17. Manuela
    Manuela dice:

    Buonasera Francesco, innanzitutto la ringrazio per aver messo alla portata di tutti un articolo così importante e giusto. Mi trovo in uno stato di recente rottura che, come descriveva lei, non mi fa vedere un futuro e mi fa svegliare la mattina priva di ogni tipo di forza per affrontare la giornata. L’aggravante è che ho cambiato città per amore, molto di recente, e ora mi ritrovo qui quasi sola (giusto un paio di conoscenze), il che mi porta a stare peggio e a desiderare di essere a casa. Non posso rifugiarmi nella mia città per il weekend perché, oltre ad essere un viaggio non molto breve, so che non riuscirei poi a ritornare qua, dove sto avendo un’ottima opportunità lavorativa che nonostante tutto voglio portare avanti almeno per un po’. Il mio problema è quindi anche non avere una spalla su cui piangere fisicamente, non è facile conoscere nuove persone. Sul lavoro ho provato a parlarne con una collega ma ho riscontrato poco interesse dato che, giustamente, ci conosciamo da molto poco. So che lei non ha la bacchetta magica, ma le chiedo un consiglio su come poter affrontare il mio prossimo futuro senza sentirmi morire dentro in una città in cui ogni angolo mi ricorda lui. Grazie

    Rispondi
  18. CRISTINA
    CRISTINA dice:

    Dottore, ho letto attentamente il Suo articolo ritrovandomi in molti passaggi.
    E’ passato un anno da quando io e mio marito ci siamo separati….dopo la nascita della nostra bambina i silenzi erano diventati interminabili , le incomprensioni all’ordine del giorno, il tutto corroso da un importante segreto familiare a me celato per anni. Ho erroneamente trovato rifugio in un altra persona e questo mio marito non me lo ha perdonato. Ad oggi vivo un dolore che blocca la respirazione, che sconvolge ogni mio minuto e che mi lascia morente in mezzo alla folla.
    Sono combattuta, vorrei tornare ai nostri silenzi, alla pesantezza quotidiana ….ad oggi forse non era poi tanto male. Ma poi mi domando, non sono una scellerata, amo la mia famiglia siamo arrivati a questi punti per un reale motivo perché tornare indietro? per tranquillità?

    Rispondi

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