Bassa Autostima: la Guida in 10 passi per riconoscerla ed aumentarla

bassa autostima
Ultimo Aggiornamento: 15 Aprile 2024 di Francesco Minelli
  • Hai mai pensato di soffrire di bassa autostima?

  • ritrovandoti spesso a confrontarti con gli altri?

  • oppure a pensare di non valere abbastanza o a sentirti inferiore?

Se hai risposto si a queste domande, il post di oggi non puoi perderlo.

Infatti ti parlerò approfonditamente di bassa autostima.

Ti mostrerò cosa potrai fare già da oggi per riconoscere la tua bassa autostima, le cause che la possono aver provocata, ma soprattutto cosa potrai fare concretamente per aumentarla.

Al solito fornirò prima una base teorica e poi parlerò della pratica.

Ma ti consiglio di leggere comunque l’articolo per intero perché sono sicuro che troverai delle sorprese all’interno, alcune delle quali ti faranno pensare alla tua situazione personale in modo molto diverso.

Sei pronto?

Cominciamo…

Al solito ti chiedo di condividere questo articolo se ritieni possa essere utile alle persone a te care. Inoltre, condividendolo potrai anche discutere dei vari argomenti con chi ritieni possa comprendere questa problematica almeno quanto te. Ti ringrazio!

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COSA SIGNIFICA
BASSA AUTOSTIMA?

La bassa autostima indica la condizione in cui l’individuo manca di fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. Si riferisce a quando una persona ha una percezione generale di scarsa autovalorizzazione.

Il dott. Nathaniel Branden nel suo libro “I 6 pilastri dell’autostima” definisce infatti l’autostima come:

La disposizione a sperimentare se stessi come competenti nel far fronte alle sfide fondamentali della vita e di essere degni della felicità

In linea più generale il termine indica come percepiamo noi stessi, come ci sentiamo nella nostra pelle, il valore che diamo a noi stessi.

La storia della sig.ra L.

Per farti capire meglio cosa intendo con la parola autostima, vorrei parlarti brevemente della storia di una mia paziente che chiamerò la sig.ra L.

La sig.ra L. era una signora di circa 45 anni che si rivolse a me dicendomi che soffriva di una sensazione profonda di inferiorità e ciò le causava sempre grossi problemi sia a livello relazionale sia nel lavoro o in altre attività quotidiane.

Ciò la aveva portata a sposarsi molto giovane e a stare con un uomo che la faceva sentire sempre sbagliata ed incapace, oltre a maltrattarla soprattutto verbalmente.

Fin dai primi colloqui mi parlava di sè con espressioni quali:

  • “mi sento stupida”
  • “penserà di me che sono sciocca”
  • “è inutile che io tenti perché sbaglio sempre, sono incapace”
  • “forse mio marito ha ragione, non sono buona a nulla”

Era fin troppo chiaro:

Mostrava fin da subito un’idea di se stessa molto negativa e tendeva a confrontarsi con gli altri, sempre più sicuri e forti ma soprattutto che la potevano giudicare male.

Ci volle molto tempo per fare collegamenti con vari traumi e sofferenze che aveva dovuto vivere fin da bambina. Una storia complessa di abbandoni, maltrattamenti e assenza da parte di chi doveva prendersi cura di lei. Le sue emozioni non erano mai state considerate e i suoi desideri sempre messi in secondo piano.

Per molti anni la sig.ra L. si era profondamente convinta di essere sbagliata e di non poter far nulla.

Aveva completamente perso la speranza, nonostante la profonda sofferenza.

Si era arresa.

Quando cominciò ad accorgersi di quanto dolore aveva dovuto sopportare e di quanto fossero importanti i suoi vissuti emotivi, cominciò a cambiare qualcosa in lei. Emerse tanta rabbia e tanta sofferenza, ma fu liberatoria.

Fu un processo lungo, ma la portò a riconsiderare tutta la sua vita fin a quel momento.

A riconoscere i suoi punti di forza e a lavorare su questi, cominciando a valutarsi interiormente e non solo secondo ciò che aveva sempre imparato a fare o ciò che gli altri le avevano fatto credere.

E ciò è centrale:

Un forte e solido senso di autostima proviene dal profondo di noi stessi e da una convinzione della propria importanza, del proprio valore e della propria dignità.

COME RICONOSCERE LA BASSA AUTOSTIMA?
I SINTOMI TIPICI

Le persone con buona autostima spesso si sentono bene con loro stesse e con i loro progressi nella vita.

Le persone con bassa autostima, invece, provano vari sintomi tra i quali vergogna e insicurezza.

Questi individui hanno grandi difficoltà a stare bene con se stessi.

La scarsa autostima non è rappresentata con una propria diagnosi nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5). Tuttavia i suoi sintomi ed effetti sono molto reali.

Come si comporta quindi una persona con bassa autostima?

Se soffri di bassa autostima puoi incontrare difficoltà nelle relazioni personali e problemi nel contesto lavorativo e scolastico. Le critiche o la disapprovazione possono provocare una forte reazione emotiva e portare all’evitamento delle attività e delle persone coinvolte. Potresti ritrovarti ad evitare tutte le situazioni in cui potresti essere giudicato o valutato rispetto agli altri.

L’autocritica è, inoltre, una delle manifestazioni più frequenti.

Potresti ritrovarti a parlare con te stesso in questi termini:

  • “Non c’è nulla che mi piaccia veramente di me stesso.”
  • “Solo gli altri riescono a stare bene con se stessi.”
  • “Non sono degno di cercare le cose che mi interessano.”
  • “Gli altri sono più meritevoli di felicità.”
  • “Nessuno vuole sentire parlare della mia vita o dei problemi che sto affrontando.”
  • “È tutta colpa mia, non riesco a trovare persone che siano buone con me.”
  • “La brava gente, comunque, non starebbe mai con uno come me”

Ciò porta le persone con bassa autostima ad essere maggiormente colpite a livello emotivo da qualsiasi tipo di fallimento o errore, così come ad esagerare gli eventi sempre in un’ottica negativa.

donna sola nell'ombra

Sintomi Tipici della Bassa Autostima

  • Dire cose negative ed essere critici verso se stessi
  • Reagire eccessivamente alla disapprovazione o alle critiche
  • Autoironia negativa
  • Sottolineare le proprie debolezze ed ignorare i propri successi
  • Sintomi tipici dell’ansia sociale e difficoltà relazionali ad essi associate.
  • Dare sempre la colpa a se stessi quando le cose vanno male
  • Avere momenti di forte impulsività o aggressività
  • Difficoltà a fidarsi della propria opinione
  • Considerare gli altri superiori a se stessi
  • Pensare di non meritare di divertirsi
  • Pessimismo diffuso
  • Non accettare i complimenti
  • Evitare le sfide per paura di fallire
  • Problemi alimentari
  • Preoccupazione eccessiva di ciò che gli altri pensano
  • Preoccuparsi o sentirsi in colpa di aver trattato male gli altri
  • Provare un forte senso di solitudine interiore
  • Stanchezza diffusa e affaticamento (e varie somatizzazioni)
  • Sentirsi tristi, depressi, ansiosi, senza valore o provare forte vergogna e rabbia.

Inoltre, vari studi hanno mostrato come la bassa autostima sia correlata ad un alto numero di disturbi mentali, così come ad ansia e depressione.

Come abbiamo visto perciò, i sintomi della bassa autostima possono essere veramente moltissimi.

Andrò tra poco ad approfondire la correlazione tra bassa autostima e disturbi psicologici.

Andiamo invece adesso a vedere quali ne sono le principali cause.

QUALI SONO LE POSSIBILI CAUSE?

Le cause di bassa autostima non sono facili da identificare: non esiste mai una causa unica per tutti ed alcune persone soffrono per una gran varietà di motivazioni.

Partiamo dal fatto che la bassa autostima è spesso collegata ad una infelice infanzia caratterizzata da genitori estremamente critici oppure intrusivi ed eccessivamente iperprotettivi. Ciò porta il bambino o a criticarsi aspramente ad ogni errore (e così evitare molte situazioni di crescita) oppure a non sentirsi in grado di affrontare le sfide perché ci sono sempre i genitori ad interferire.

Vediamo poi alcune cause più specifiche:

  • Disapprovazione da figure di autorità (es. insegnanti) o genitori
  • Genitori emotivamente distanti o iperprotettivi
  • Abuso sessuale, fisico o emotivo
  • Lutti o le perdite di persone significative in tenera età
  • Divorzio contenzioso tra i genitori
  • Essere vittime di bullismo senza protezione dei genitori
  • Difficoltà accademiche o scolastiche
  • Standard di bellezza sociali
  • Impostazione di obiettivi irrealistici e idealizzati.
  • Emarginazione

Come si può facilmente immaginare, le esperienze traumatiche provocano danni enormi a livello di autostima. Abusi o violenze fisiche e psicologiche provocano sentimenti di vergogna e colpa. Il bambino finisce per sentirsi di non essere degno d’amore e rispetto con conseguenze tragiche. Il tutto porta spesso ad un circolo vizioso di pensieri e sentimenti negativi e alla rimuginazione negativa costante.

L’immagine corporea è, inoltre, un fattore determinante nell’autostima dei bambini e dei ragazzi, in particolare nelle giovani donne. Dal momento in cui nasciamo siamo circondati da immagini irrealistiche di come dovrebbero apparire le donne, di che tipo di corpo è “ideale“. I corpi delle donne vengono costantemente mostrati come oggetti ​​dai media. Quando la pubertà arriva e il corpo inizia a cambiare viene così subito normale paragonarsi a ciò che vediamo nelle copertine delle riviste o nei video musicali. Questo può portare inevitabilmente a sentirsi poco attraenti e inadeguati.

Il discorso non è diverso per i ragazzi: molti giovani mostrano bassa autostima associata al peso e alla composizione corporea, in particolare per quanto riguarda la massa muscolare. Il corpo di un uomo infatti è trattato nella nostra cultura come segno della sua mascolinità.

Come sottolineano varie ricerche, i social oggi sono diventati uno strumento per valutare se stessi. Ricevere dei feedback negativi o mettersi a confronto con i coetanei può portare ad una grossa diminuzione dell’autostima negli adolescenti (sia maschi che femmine).

Bassa autostima e uso dei social media

Dopo aver visto brevemente alcune delle cause più comuni adesso vorrei parlarti di come si sviluppa questo disturbo e come poterlo prevenire.

Quando e Come si sviluppa l’Autostima?

Un recente studio dei ricercatori dell’Università di Washington ha dimostrato che già a 5 anni i bambini possiedono un senso di autostima comparabile a quello degli adulti.

Questo tratto di personalità risulta essere stabile lungo tutta la vita, il che suggerisce che sia già presente nei bambini prima che inizino la scuola materna.

I nuovi risultati sono stati pubblicati nel gennaio 2016 sulla rivista Journal of Experimental Social Psychology e hanno utilizzato un test di recente sviluppo per valutare l’autostima implicita in oltre 200 bambini di 5 anni, l’età più giovane finora misurata.

Ciò significa che la bassa autostima inizia in tenera età.

Se l’adulto critica il bambino per ogni errore o fa continui giudizi personali, questi messaggi vengono interiorizzati a livello profondo e il bambino può arrivare a pensare di non valere niente. Come conseguenza tenderà a chiudersi in se stesso, a non esprimersi, a non mostrare i suoi sentimenti e le sue emozioni. Nei casi più gravi di abuso o di bullismo, i bambini possono creare un’identità estremamente negativa che li potrà portare ad avere conseguenze durissime anche in età adulta.

bambino seduto solo con orso di peluche

Dovremmo essere tutti più attenti ai bambini e ai loro bisogni.

Quando un bambino mostra sintomi di bassa autostima non è la fine del mondo (anche se può sembrare) ma un’opportunità per gli adulti di aiutarlo prima che questi diventino cronici.

Ci sono abilità specifiche che possono aumentare la sua fiducia e aiutarlo a sviluppare una sana autostima.

Penserai: Come posso imparare queste competenze?

Ecco cosa fare se vuoi migliorare l’autostima di tuo figlio:

  • Concentrati su come vuoi farlo sentire e cosa vuoi trasmettergli.
  • Ascoltalo di più e cerca di capire perché si comporta in un certo modo.
  • Sviluppa consapevolezza di ciò che di buono e di meno buono hai appreso dalla tua infanzia.
  • Inizia a notare quando dici cose che fanno male e chiedi scusa a tuo figlio.
  • Permettigli di vivere ed esprimere le sue emozioni o spiegagli perché non può farlo in quel contesto.
  • Evita di dare giudizi personali, ma prova a dare un esempio diverso spiegando sempre il perché.

La prova di moralità di una società risiede in quello che essa fa per i suoi bambini.

       D. Bonhoeffer

DISTURBI MENTALI CORRELATI
ALLA BASSA AUTOSTIMA

Molti disturbi di origine psicologica hanno alla base una profonda insicurezza e bassa autostima.

Un basso livello di autostima può avere conseguenze devastanti tra le quali:

  • ansia, stress, solitudine e aumentare la probabilità di depressione.
  • problemi a stabilire relazioni amicali e intime sane.
  • compromettere seriamente le prestazioni accademiche e lavorative.
  • portare ad un aumento della vulnerabilità all’abuso di droghe e alcol.

Questi effetti negativi rafforzano ulteriormente l’immagine negativa di sé e possono portare la persona in una spirale discendente e ad un circolo vizioso di comportamenti sempre meno produttivi o addirittura autodistruttivi.

In questo paragrafo vorrei elencare brevemente quali sono i problemi di salute mentale maggiormente correlati.

Problematiche psicologiche correlate alla Bassa Autostima:

  • Problematiche depressive
  • Ansia generalizzata e specifica
  • Attacchi di Panico
  • Difficoltà nella gestione delle emozioni
  • Ansia Sociale
  • Disturbi dell’Alimentazione
  • Dipendenze
  • Dipendenza Affettiva e problematiche relazionali
  • predisposizione a Disturbi di personalità
  • Autolesionismo.

ragazza sola con bassa autostima

E’ POSSIBILE FARE UN’AUTOVALUTAZIONE DEL
PROPRIO LIVELLO DI AUTOSTIMA?

In rete si trovano molti test e questionari sull’autostima.

Come sottolineo sempre, non è assolutamente consigliato fare autodiagnosi specie con un questionario sull’autostima trovato in rete.

Questi test non possono che dare una valutazione estremamente superficiale del proprio livello di autostima, in quanto esistono test specifici e standardizzati che vengono utilizzati solamente dagli specialisti del settore.

Inoltre non basta un solo test o questionario, ma sono spesso necessari numerosi colloqui con uno psicoterapeuta.

Ciò che posso perciò proporti qui è una possibile misurazione del livello da basso ad alto, basata su alcuni dei test che ho utilizzato nella mia pratica clinica (ma molto semplificati).

Risposte positive a queste domande indicano segni di buona autostima:

  • Senti di avere obiettivi chiari e pensi di avere la responsabilità di raggiungerli?
  • Ti ritrovi a prendere decisioni valutando positivamente le tue capacità?
  • Impari dai tuoi errori e li usi come strumento per migliorare?
  • Riesci ad accettare le critiche negative senza farti abbattere?
  • Senti che ti stai prendendo cura di te stesso a livello fisico, emotivo e mentale?
  • Senti di riuscire ad esprimerti apertamente e a comunicare liberamente?

Risposte positive a queste domande indicano segni di bassa autostima:

  • Ti ritrovi spesso ad avere un intenso bisogno dell’approvazione altrui?
  • Ti capita di giudicarti o criticarti in molte situazioni differenti?
  • Ti capita di avere difficoltà a fidarti delle altre persone, specie nelle relazioni intime?
  • Sei molto sensibile alle critiche da parte degli altri?
  • Ti senti spesso in ansia o ti preoccupi di poter far allontanare l’altro con i tuoi comportamenti?
  • Ti ritrovi spesso ad evitare situazioni o comportamenti per paura di sbagliare?
  • Senti di non riuscire a comunicare apertamente i tuoi stati emotivi provando vergogna e imbarazzo?

Ovviamente queste sono solo alcune domande tra le tante possibili.

Usale per farti un’idea di ciò su cui puoi lavorare.

Spero tu mi stia ancora seguendo!

Perché adesso andremo a discutere di quali sono le differenze tra l’alta autostima e il narcisismo (non sono assolutamente la stessa cosa!) e poi finalmente arriveremo alla parte pratica.

Andiamo avanti!

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QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA
ALTA AUTOSTIMA E NARCISISMO?

Nonostante la visione ampiamente diffusa secondo la quale i narcisisti abbiano un’alta stima di sé, molti studi dimostrano che i tratti del narcisismo e l’alta autostima sono molto più distinti e poco correlati di quanto la saggezza convenzionale ci abbia sempre portato a credere.

Sono emerse le seguenti differenze tra narcisisti e persone con alta autostima:

1) i narcisisti si sentono superiori agli altri, ma non necessariamente amano loro stessi: i sentimenti dei narcisisti su loro stessi sono interamente basati sulle opinioni altrui. Al contrario, gli individui con alta autostima non pensano a se stessi come superiori e tendono ad accettarsi indipendentemente da ciò che gli altri pensano di loro. Pensano di avere valore, ma non di averne più di chiunque altro.

2) i narcisisti hanno poco bisogno di relazioni calde e intime: il loro scopo principale nella vita è mostrare agli altri quanto siano superiori e ciò non implica necessariamente avere relazioni profonde. Al contrario gli individui con alta autostima desiderano relazioni strette e intime con altre persone e non hanno bisogno di essere eccessivamente ammirati. Raramente diventano aggressivi o arrabbiati con gli altri.

3) i narcisisti ricercano costantemente l’ammirazione dagli altri: quando i narcisisti ricevono l’ammirazione infatti si sentono orgogliosi ed euforici. Ma quando non la ottengono, si vergognano e possono persino reagire con rabbia e aggressività. Questo non succede nel caso di persone con alte autostima, le quali sanno accettare le critiche negative e positive senza farle diventare parte della loro identità.

Lo sviluppo di una sana autostima così come del narcisismo è influenzato dai differenti stili di genitorialità.

Il narcisismo tende a svilupparsi in tandem con la sopravvalutazione del figlio da parte dei genitori (es. “mio figlio sa tutto ed è il migliore“), l’esagerazione delle sue prestazioni e la tendenza a distinguerlo dalla massa.

Alla fine il bambino interiorizza queste opinioni personali che guidano inconsciamente le sue interazioni con gli altri.

Al contrario, l’alta autostima si sviluppa in tandem con il calore e la vicinanza emotiva dei genitori. I genitori che crescono bambini con alti livelli di autostima tendono a trattare i loro figli con affetto, apprezzamento e vicinanza. Trattano i loro figli come se fossero importanti.

Alla fine questa pratica genitoriale porta il bambino a interiorizzare il messaggio di essere un individuo degno e con un valore intrinseco, caratteristica fondamentale della sana autostima.

LA PSICOTERAPIA PSICODINAMICA COME TRATTAMENTO DELLA BASSA AUTOSTIMA

Da una prospettiva psicodinamica la genesi dell’autostima di una persona è solitamente radicata nelle esperienze infantili.

Come abbiamo già visto poco fa, la bassa autostima nei bambini è legata a fattori quali: critiche o abusi da parte dei genitori, bullismo a scuola e più in generale una incapacità da parte di chi si occupa del bambino di far fronte ai suoi bisogni.

Ti potresti chiedere:
che impatto ha tutto ciò nell’età adulta?

L’adulto con un’autostima fragile, di fronte a sfide che tutti noi affrontiamo come la rottura di una relazione, problemi finanziari o la perdita del lavoro, sarà messo seriamente a dura prova.

Ciò lo porterà a riprovare sentimenti familiari di bassa autostima e pensieri come: “è colpa tua“, “non sei abbastanza bravo‘ o “non meritavi di essere felice“. Anche una persona con una sana autostima soffrirà in questi momenti ma di solito si riprenderà abbastanza rapidamente.

studio di psicoterapia

La psicoterapia psicodinamica può aiutare proprio perché consente al cliente di diventare più sicuro e assertivo, rinforzando positivamente i successi e, soprattutto, trovare un senso di compassione che di solito mostra più agli altri che a se stesso.

Questo tipo di terapia mira ad andare oltre le tecniche creando una stretta relazione tra terapeuta e cliente che cerca di comprendere e quindi rielaborare i possibili deficit che la persona aveva sperimentato nelle relazioni precedenti.

La terapia incoraggia una certa dipendenza dal terapeuta e cerca di fornire una relazione di contenimento e fiducia, ma anche onestà ed impegno.

Questo è il motivo per cui la psicoterapia psicodinamica tende ad essere più a lungo termine: necessita di tempo per favorire questa profonda connessione e lavorare attraverso i cambiamenti a questo livello.

Il lavoro del terapeuta è quello di aiutare il paziente, utilizzando le sue relazioni esterne passate e presenti (e soprattutto la relazione tra terapeuta e cliente), a riconoscere schemi ricorrenti e non più utili nelle sue relazioni e guidarlo attraverso modalità alternative di relazione.

Nel trattamento della bassa autostima possono essere utili diversi approcci terapeutici, ma il segno distintivo dell’approccio psicodinamico è proprio la stretta relazione che si sviluppa e che crea quella base sicura che può aiutare l’individuo a crescere.

COME SUPERARE LA BASSA AUTOSTIMA?
I MIGLIORI RIMEDI PER IMPARARE
A STARE BENE CON SE STESSI

Eccoci arrivati finalmente alla parte pratica.

In questo ultimo paragrafo cercherò di mostrarti tutti gli strumenti più utili che ho appreso nel corso di anni di lavoro e che ho imparato nel mio percorso terapeutico.

Vediamo quindi Cosa fare per aumentare l’autostima:

1. Cerca di scoprire le cause principali

Identificare le cause reali della tua bassa autostima è una delle cose più importanti che puoi fare per accrescerla o ricostruirla.

Magari i tuoi genitori ti hanno detto che non eri abbastanza bravo o che non avresti mai ottenuto nulla dalla vita. Ti hanno sempre screditato e fatto sentire una nullità. Oppure hai vissuto traumi o esperienze particolarmente dolorose.

Situazioni come queste capitano spesso nella mia esperienza come psicoterapeuta.

Le cause del tuo malessere possono essere moltissime e per scoprire ed affrontare eventuali traumi o esperienze che hanno contribuito al problema attuale è sempre un’ottima idea quella di rivolgersi ad un professionista della salute mentale.

uomo che guarda se stesso allo specchio

2. Riconosci ciò in cui sei bravo

Ognuno di noi ha un talento, che si tratti di cantare, scrivere, cucinare o anche solo ascoltare. Riconosci i tuoi punti di forza e apprezza le cose che sai fare bene. Questo ti aiuterà a sentirti più sicuro di te stesso.

3. Sii gentile con te stesso

Essere gentili, comprensivi e compassionevoli con se stessi quando si fanno degli errori è fondamentale se si vuole imparare a stare bene.

Pensa a cosa diresti ad un amico in difficoltà in una situazione simile. Diamo spesso consigli validi agli altri e non riusciamo a farlo con noi stessi.

Evita il perfezionismo e stabilisci aspettative realistiche per te stesso.

4. Accetta i tuoi insuccessi

Considera la possibilità di accettare te stesso esattamente come sei.

So che non è semplice e che non è del tutto razionale, ma puoi provare a pensare a te stesso in maniera diversa.

Puoi cominciare a pensare che nonostante ciò che ti è stato detto, ciò che hai passato, quante cose hai sbagliato o quante sfide hai dovuto affrontare non hai nulla che non va.

Stai facendo il meglio con ciò che hai.

Prova a chiederti:
Che rapporto ho con i miei errori ed insuccessi?

Probabilmente avrai risposto: non molto buono.

Ma ricordati: i fallimenti sono lezioni.

La nostra bassa autostima si mantiene in piedi anche in base a come interpretiamo i nostri insuccessi e quanto li facciamo diventare parte della nostra identità.

Non possiamo evitare gli errori, ma possiamo cambiare il rapporto che abbiamo con essi.

Ricorda a te stesso che:

  • solo perché hai fallito stavolta non significa che lo farai sempre.
  • ciò non durerà per il resto della tua vita se continuerai ad andare avanti, agire ed imparare.
  • i giudizi che rivolgi a te stesso provengono, molto probabilmente, da ciò che hai imparato e da ciò che ti è stato detto crescendo.
  • se proverai a sostituire il giudizio con la comprensione sperimenterai un livello di libertà mai provato prima.

5. Costruisci relazioni positive ed evita quelle negative

Le persone che ti attaccano o ti criticano danneggiano costantemente la tua autostima e il senso del tuo valore. Cerca di allontanarti da loro e prova a costruire relazioni con persone positive e costruttive, che ti apprezzano per quello che sei e ti aiutano a crescere.

6. Cerca di avere un’idea chiara dei tuoi bisogni e di come soddisfarli

Avere un’idea chiara di quelli che sono i tuoi bisogni e impegnarti per raggiungerli è un altro elemento fondamentale per accrescere l’autostima.

Ecco una lista di alcuni dei bisogni umani fondamentali:

  • il bisogno di dare e ricevere attenzione
  • di prendersi cura del proprio corpo
  • di avere uno scopo e obiettivi da raggiungere
  • la necessità di una connessione a qualcosa di più grande di se stessi
  • di sviluppare la propria creatività
  • la necessità di intimità e connessione con gli altri
  • di avere un senso di controllo
  • di un senso di status e riconoscimento da parte degli altri
  • di un senso di sicurezza e protezione.

Prova a chiederti semplicemente quanti di questi bisogni senti di aver soddisfatto o meno.

6. Non basare la tua autostima su ciò che gli altri pensano di te

Esistono persone che vivono la loro vita cercando di compiacere gli altri per ricevere il più possibile consensi e validazione. Tutto ciò deriva dal bisogno di essere amati. Non c’è nulla di male nel desiderare una conferma positiva dall’esterno su ciò che si è o su ciò che si fa, il problema nasce quando questo diventa un elemento centrale nel determinare il proprio valore come persona.

Dare la priorità al giudizio altrui nelle nostre scelte e nei nostri comportamenti ci porta inevitabilmente a confusione, incapacità di esprimerci liberamente e a nasconderci.

Cominciare a decidere di dare un valore a noi stessi ci permette di liberarci di queste catene: ma tutto ciò va fatto sospendendo i giudizi e cercando di comprendere con attenzione.

Gli altri non devono e non possono dirci qual è il nostro valore. Neanche le persone più vicine.

Solo noi possiamo farlo.

Se vuoi approfondire questo punto puoi guardare il mio video in cui ne parlo qui sotto.

7. Impara ad essere assertivo

Essere assertivi significa rispettare te stesso e gli altri, esprimendo i tuoi bisogni e le tue opinioni. Osserva come si comportano le persone che esigono rispetto e cerca di imparare da loro. Non devi fingere di essere qualcun altro, ma prendere spunto e imparare pian piano a dare importanza alle tue emozioni e ai tuoi bisogni.

Smettila di mettere sempre i bisogni degli altri prima dei tuoi.

8. Inizia a dire di “No” e ad impostare confini ben definiti

Non sentirti in obbligo di dire sempre “sì” alle richieste degli altri. Impara a dire “No” in modo rispettoso e assertivo. Questo ti aiuterà a impostare dei confini sani e a proteggere il tuo tempo e la tua energia.

9. Affronta delle sfide e datti degli obiettivi

Tutti possiamo sentirci nervosi o spaventati all’idea di affrontare una nuova sfida. Se vuoi incrementare la tua autostima prova a darti piccole sfide (non troppo difficili) da fare gradualmente, in modo tale da sentirti sempre più sicuro. Alcuni esempi possono essere: iniziare un corso, fare un viaggio, conoscere nuove persone.

10. Comincia a pensare in maniera diversa al tuo corpo

Nella società attuale viene data una grande importanza all’immagine del corpo come elemento determinante per misurare il proprio valore.

Nelle giovani donne, in particolare, l’ossessione verso il peso e la forma del corpo può manifestarsi attraverso diete restrittive e standard di magrezza eccessivi che possono anche danneggiare la loro salute e sfociare in veri e propri disturbi alimentari anche gravi (anoressia, bulimia, binge eating).

Sia gli uomini che le donne con problemi di immagine corporea corrono il rischio di affidarsi ai loro corpi per attestare il loro valore, invece di vederli come una parte della loro identità.

Il lavoro terapeutico può aiutare a cominciare a vedere ai propri corpi come strumenti per ottenere ciò che si vuole raggiungere nella vita e non qualcosa per dimostrare il proprio valore nella società.

CONCLUSIONE

Eccoci finalmente arrivati alla conclusione di questo lungo articolo.

Spero ti sia piaciuto!

Come ho già sottolineato in altri articoli, probabilmente non riuscirai a cambiare molto le cose con una singola lettura o senza mettere in pratica qualcosa di ciò che hai letto.

Ti invito perciò a farlo e a vedere tu stesso i cambiamenti.

Anzi potresti provare ad applicare alcuni dei consigli che ho riportato e farmi sapere se ne hai tratto giovamento.

Che ne pensi?

Fammelo sapere nei commenti!

Un saluto!

ALCUNI RIFERIMENTI:

http://www.stateofmind.it/tag/autostima/
https://cmhc.utexas.edu/selfesteem.html
– Baumeister, R. F., Campbell, J. D., Krueger, J. I., & Vohs, K. D. (2003). Does High Self-Esteem Cause Better Performance, Interpersonal Success, Happiness, or Healthier Lifestyles?. Psychological science in the public interest : a journal of the American Psychological Society4(1), 1–44. https://doi.org/10.1111/1529-1006.01431
– Bleidorn, W., Arslan, R. C., Denissen, J. J., Rentfrow, P. J., Gebauer, J. E., Potter, J., & Gosling, S. D. (2016). Age and gender differences in self-esteem-A cross-cultural window. Journal of personality and social psychology111(3), 396–410. https://doi.org/10.1037/pspp0000078
– Cvencek, D., Greenwald, A. G., & Meltzoff, A. N. (2016). Implicit measures for preschool children confirm self-esteem’s role in maintaining a balanced identity. Journal of Experimental Social Psychology, 62, 50–57. https://doi.org/10.1016/j.jesp.2015.09.015
– How to improve your self-esteem. (2016). Retrieved from https://www.mind.org.uk/information-support/types-of-mental-health-problems/self-esteem/#.WsKdU5Pwbaa
– Ilic, M., Reinecke, J., Bohner, G., Röttgers, H. O., Beblo, T., Driessen, M., Frommberger, U., & Corrigan, P. W. (2012). Protecting self-esteem from stigma: a test of different strategies for coping with the stigma of mental illness. The International journal of social psychiatry58(3), 246–257. https://doi.org/10.1177/0020764010392058
– Self esteem. (2017). Better Health Channel. Retrieved from https://www.betterhealth.vic.gov.au/health/healthyliving/self-esteem#lp-h-2
– Pedersen, T. (2016). The Differences Between Narcissism and High Self-Esteem. Psych Central. Retrieved on May 8, 2018, from https://psychcentral.com/news/2016/02/12/the-differences-between-narcissism-and-high-self-esteem/99012.html
– Vogel, E. A., Rose, J. P., Roberts, L. R., & Eckles, K. (2014). Social comparison, social media, and self-esteem. Psychology of Popular Media Culture, 3(4), 206–222. https://doi.org/10.1037/ppm0000047

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21 commenti
  1. Grace
    Grace dice:

    Grazie dottore per questo articolo, io ho 50 anni e soffro di bassa autostima, all’età di 3 anni ho perso mio papà e probabilmente questo ha inciso. Mi sento sempre sbagliata e fuori posto. Vado alla ricerca ossessiva della perfezione che non raggiungo mai. Non riesco mai a pensare a me stessa e ai miei bisogni…insomma un vero disastro…ma ho deciso di iniziare a lavorarci…. grazie ancora mi è stato di aiuto.

    Rispondi
  2. Miki
    Miki dice:

    Affascinata dal mondo della psicologia e sempre alla ricerca di risposte e di crescita personale e non, ho letto il suo articolo dottore spinta in primis dal voler dare un’impronta nella vita di mio marito, il quale riconosco a tratti narcisista, e privo in alcuni tratti di personalità propria… Ovvero è il ricalco di pensieri, di modi di fare della sua famiglia nativa, di ciò che gli è stato inculcato, come se ogni cosa fosse sempre giusta.. Perché viene dalla famiglia che tra virgolette nn vorrebbe mai il tuo male… in alcuni momenti, é come se sentissi parlare la sua famiglia, in mio marito a parte che mi fa specie.. Ma sarei felice se lui splendesse di luce propria.. E non di riflesso. Ecco mi piacerebbe aiutarlo a renderlo libero tra ” da questo meccanismo che lui ovviamente ignora e nn riconosce!

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  3. Simone
    Simone dice:

    Salve dottore, sono un ragazzo di 17 anni. Io posso dire che soffro un pó di bassa autostima. Lo noto soprattutto quando cerco di relazionarmi con le altre persone ed é come se vedessi sempre gli altri un gradino sopra di me, come se io mi sentissi inferiore, meno bello ad esempio ecc… Sono uno che passa molto tempo a riflettere anche quando magari sono a divertirmi (quelle pochissime volte che riesco ovviamente). Vedo gli altri con una luce diversa e quindi ho constatato che il problema é questo. Poi le posso dire che soffro tanto il giudizio degli altri(vorrei non fosse cosi, anzi alcune volte ripeto tra me e me che posso farcela, che in realtà non sono cosí ecc…). Vorrei solo essere tranquillo e felice con me stesso anche perché sono molto giovane. Devo dire che sono cresciuto in una famiglia grande(tra genitori, nonni, zii e cugini) che mi ha sempre accudito e trattato bene. Ammetto anche che sono io che per ogni minima cosa mi faccio paranoie. Sará che magari ho avuto una mamma molto premurosa, che ha pensato solo a farmi studiare e ho fatto anche poche esperienze. Che ho assistito a qualche litigio tra i miei genitori che mi ha condizionato. Che ancora non ho avuto una ragazza, mentre i miei amici si( questo é un argomento che mi affligge tanto). L’unico rifugio lo trovo nella musica, per la quale sono molto appasionato, oppure quando per pochi tratti mi senso meglio. Comunque auspico sia solo una stupida fissazione. Spero di  essere stato chiaro e che leggerete questo messaggio. Vorrei qualche consiglio per superare tutto ció.

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  4. Anna
    Anna dice:

    Buongiorno, Dottore, volevo ringraziarla per quest’articolo. In realtá su alcuni punti ho sofferto, perché sono consapevole delle mie difficoltá ed anche del fatto che la relazione col mio compagno ha intensificato i miei problemi, a causa dei tratti narcisistici che lui ha. Mi creda, sto cercando di capire come sentirmi in pace con me stessa mentre capisco cosa fare con lui, ho provato di tutto, ma sto peggio. Scusi questo sfogo, grazie, dottore.

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  5. Tammy
    Tammy dice:

    Grazie mille Dottore per il suo articolo, è stato illuminante! Il modo semplice e diretto in cui lo ha scritto ha fatto si che riuscissi a dare un inizio logico ai molteplici pensieri che si affollano nella mia testa, sono riuscita a mettere un pò di ordine anche cronologico nel mio vissuto.Indubbiamente mi aspetta un lavoro lungo e impegnativo…. attendo di leggere altri suoi articoli. Buon proseguimento e cordiali saluti.

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  6. tommaso
    tommaso dice:

    Grazie Dr., bel articolo. In parte mi ci trovo. non sono arrivato a soffrire d’ansia, ma questo Coronavirus ci sta mettendo in difficoltà. Già la società era perfida con i single e negava la possibilità di interazioni , (vivo in provincia). Ma adesso diventa sempre più difficile.

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  7. Francesco
    Francesco dice:

    Salve Dott. la necessità mi ha portato oggi, a leggere questo illuminante, articolo che ha rispecchiato il percosso della mia vita vissuta. E’ stato straordinario, lo tengo in considerazione come terapia insieme al percosso psicoterapeutico che sto facendo. Grazie e cordiali saluti. Francesco

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  8. Carlo G.
    Carlo G. dice:

    Complimenti dottore veramente un bel articolo.

    Ho sofferto di bassa autostima per molto tempo e per me è diventato tutto un incubo. Oltre a questo problema ho cominciato a soffrire di ansia, sintomi depressivi e dismorfofobia. Lei mi ha aiutato molto e son contento che riesca ad arrivare anche a tante altre persone che soffrono!

    Buona giornata

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